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Messaggi di Giugno 2022

 

Ben 9,8 milioni di dollari assegnati dall'agenzia di Anthony Fauci per testare il trattamento sul vaiolo delle scimmie

Post n°96 pubblicato il 21 Giugno 2022 da daniela.g0
 

(Foto: The Defender)  

 

Il Dr. Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious (NIAID), recentemente ha annunciato di aver contratto il COVID. 

L'infezione, che - a parte una testimonianza a distanza durante un'audizione in Senato lo scorso 16 giugno - presumibilmente lo terrà lontano da interviste e telecamere per un po', è avvenuta, guarda caso, qualche settimana dopo la diffusione di un'importante notizia da parte del sito indipendente The National Pulse

Infatti, anche se la notizia è stata per lo più taciuta in Italia dai media mainstream e anche da una larga parte della cosiddetta controinformazione, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, diretto dal Dr. Fauci, l'anno scorso ha effettuato un pagamento di 9,8 milioni di dollari a ricercatori governativi per testare un trattamento contro il vaiolo delle scimmie.  

Come ha riportato ai primi di giugno il sito di notizie e opinioni online The Defender, secondo il National Institutes for Health (NIH), che sovrintende al NIAID, la ricerca è iniziata il 28 settembre 2020 e si concluderà il 27 settembre 2025. Il suo obiettivo è condurre una "prova randomizzata e controllata con placebo della sicurezza ed efficacia di tecovirimat per il trattamento di pazienti con malattia da virus del vaiolo delle scimmie". Non è chiaro se la sovvenzione prevedesse eventuali pagamenti nel 2020. 

Il NIAID ha assegnato la sovvenzione al Frederick National Laboratory for Cancer Research, un centro di ricerca e sviluppo finanziato a livello federale a Frederick, nel Maryland, supportato dal National Cancer Institute. 

Secondo l'estratto della sovvenzione: 

"La somiglianza tra il vaiolo delle scimmie e il virus Variola [vaiolo], unita alle preoccupazioni per il potenziale del virus del vaiolo come potenziale agente di bioterrorismo, hanno posto i trattamenti del vaiolo delle scimmie in prima linea nella salute pubblica e nei programmi di ricerca scientifica in molti Paesi". 

Il 25 maggio, la SIGA Technologies Inc. ha annunciato di aver ricevuto l'approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per una formulazione endovenosa del tecovirimat antivirale (chiamato TPOXX) per il trattamento del vaiolo. 

Sebbene il vaiolo sia stato eradicato nel 1980, il trattamento è stato sviluppato nel caso in cui il vaiolo dovesse essere utilizzato come arma biologica. 

Gli Stati Uniti, il Canada e l'Europa hanno approvato una formulazione orale di TPOXX per il trattamento del vaiolo e l'Europa l'ha anche approvata per il trattamento del vaiolo delle scimmie e del vaiolo bovino. 

Fino al 30 maggio, il progetto NIH [National Institutes of Health, n.d.r.] non aveva generato studi, documenti o brevetti pubblicamente disponibili, secondo The National Pulse. 

The National Pulse ha definito "curioso il tempismo della sovvenzione NIAID", perché "arriva mentre i giganti farmaceutici tra cui Pfizer e Johson & Johnson stanno realizzando profitti da record a causa della pandemia di COVID-19". 

La Dott.ssa Lori Dodd, una statistica matematica nel ramo di ricerca biostatistica del NIAID, è la ricercatrice principale del progetto. 

In un recente spezzone di "Rising" di The Hill, i co-conduttori Briahna Joy Gray e Kim Iversen hanno ricordato agli spettatori che la Dott.ssa Dodd è stata "esposta per il suo coinvolgimento nell'alterazione dei dati segnalati dall'agenzia sull'alterazione degli studi sul remdesivir per far sembrare [il remdesivir] più efficace contro COVID". 

I due co-conduttori Iversen e Gray hanno anche trovato sospetto il tempismo del finanziamento. 

"Potrebbe essere solo una coincidenza", ha detto Iversen, "... ma devo dire che c'è qualcosa di molto sospetto nel fatto che abbiano iniziato a lavorare per identificare i trattamenti per il vaiolo delle scimmie nel settembre del 2020. Questo è un virus che esiste dal 1970."  

Tuttavia, secondo quanto ha dichiarato Gray, "in un mondo in cui tutti sono sicuramente preoccupati per i virus a causa del COVID-19, forse i soldi hanno semplicemente iniziato a fluire nell'autunno del 2020". 

"La cosa strana", ha risposto Iversen, "è che ora c'è improvvisamente un focolaio [di vaiolo delle scimmie] e quell'epidemia sta facendo notizia e si sta diffondendo in tutto il mondo". 

Iversen ha insinuato che il NIH potrebbe sperare di sviluppare un nuovo trattamento per il vaiolo delle scimmie mentre cresce la paura pubblica della malattia.   

Come riportato da The Defender, altri hanno anche messo in dubbio quanto fosse inaspettata l'epidemia di vaiolo delle scimmie dopo aver appreso di una simulazione da tavolo del marzo 2021 di un'ipotetica epidemia mortale di vaiolo delle scimmie che si prevede si verificherà nel maggio 2022. 

Alcuni analisti hanno suggerito che l'epidemia potrebbe essere il risultato di ricerche sul guadagno di funzione o esperimenti simili che coinvolgono il virus. 

Il "guadagno di funzione", in virologia, consiste nel produrre, su un organismo, delle modificazioni genetiche (chiamate anche mutazioni attivanti) in grado di determinare l'acquisizione di una nuova funzione o il potenziamento di una preesistente. I guadagni di funzione modificano il prodotto genico in modo tale che il suo effetto diventi più forte (attivazione potenziata) o addirittura sia sostituito da una funzione diversa e anormale.

The National Pulse ha riferito che uno studio peer-reviewed [sottoposto a valutazioni inter pares, n.d.r.] del febbraio 2022 ha rivelato che gli scienziati hanno condotto un progetto di ricerca sul guadagno di funzione correlato al vaiolo delle scimmie presso il Wuhan Institute of Virology nell'agosto 2021.   

Nel frattempo in Italia c'è già chi, come il Dr. Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, parla di "numeri da epidemia", anche in questo caso con un tempismo perfetto. 

Così ha spiegato ad Adnkronos Salute il Dr. Bassetti, nel commentare la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di valutare il prossimo 23 giugno la possibilità di dichiarare il vaiolo delle scimmie emergenza sanitaria pubblica internazionale.

 

 

Ed è già in arrivo il vaccino: infatti la Commissione europea - secondo quanto riporta Il Giornale.it - ha fatto sapere che finalizzerà un contratto per l'acquisizione di 110mila dosi di vaccino contro il vaiolo delle scimmie, che a breve potranno essere a disposizione dei Paesi membri che ne hanno maggiore necessità. "Questo è un chiaro segnale che l'agenzia Hera (l'Autorità per la preparazione e la risposta sanitaria della Commissione europea) può rispondere efficacemente alle minacce alla salute", ha affermato il Commissario Ue per la Sanità Stella Kyriakides. 

Hera ha stipulato un contratto con la società Bavarian Nordic per l'acquisto di 109.090 dosi dei loro vaccini di terza generazione in risposta agli attuali focolai di vaiolo delle scimmie. Poiché il numero di casi continua ad aumentare, questo accordo renderà rapidamente disponibili i vaccini a tutti gli Stati membri Ue, Norvegia e Islanda.  

Stella Kyriakides, per chi non ricordasse, balzò alla ribalta delle cronache su alcuni quotidiani greci e ciprioti nell'aprile 2021 per un sospetto caso di mazzette, benché all'epoca la cosa fu passata sotto il silenzio quasi totale dei media mainstream. 

La notizia fu confermata anche da ARD (la TV di Stato tedesca), come riportò in Italia a sua volta il sito l'Antidiplomatico, a maggio dello stesso anno. 

Secondo una relazione della Corte dei conti di Cipro, il marito del Commissario Ue per la Sanità, Kyiriakos Kyriakidou, avrebbe ricevuto denaro sotto forma di un prestito erogato dalla Cyprus Cooperative Bank, la seconda banca più grande del Paese, di proprietà statale e in passato più volte beneficiaria di sostegno con denaro pubblico. 

Quattro milioni di euro che sarebbero stati accreditati sul suo conto bancario. Uno stanziamento definito dalla Corte "molto problematico", in virtù del fatto che il beneficiario era privo delle garanzie necessarie, non avendo la copertura (proveniente da redditi o altri beni) sufficiente. A quanto sembra fu erogato fra l'altro senza che ne venisse registrata la motivazione ufficiale. 

Alcuni giornali parlarono apertamente di "corruzione", benché il Commissario Ue per la Sanità si affrettò immediatamente a fornire delle spiegazioni. 

Vi fu un'interrogazione parlamentare, presentata il 6 aprile 2021 da Sven Giegold (Verdi), la cui risposta sollevò successivamente il Commissario Ue per la Sanità da qualunque responsabilità o conflitto di interesse

La Kyriakides svolse tuttavia un ruolo di primo piano negli accordi di fornitura con le case farmaceutiche per la strategia vaccinale in Europa, nel pieno dell'emergenza COVID-19. 

Permangono su di lei i sospetti, da parte di alcuni, di aver sottoscritto contratti miliardari a prezzi altissimi e senza alcuna trasparenza. Viziati inoltre palesemente da gravissime carenze e ritardi.

 

 

 

 

 

 
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Dal processo a Fabio Milani ai tre medici USA che fanno causa alla FDA: Ŕ a rischio il diritto di curare in Scienza e Coscienza?

Post n°95 pubblicato il 11 Giugno 2022 da daniela.g0
 

Il Dr. Fabio Milani  

 

Molti di voi ricorderanno come i cosiddetti esperti televisivi nostrani avevano ridicolizzato l'uso dell'ivermectina per curare l'infezione da COVID-19, giungendo addirittura ad affermare che il suo uso dovesse essere riservato soltanto agli animali. L'Agenzia Italiana del Farmaco ha successivamente autorizzato all'immissione in commercio il medicinale per uso umano nel 2021, anche se la notizia è stata passata sotto silenzio. 

Mentre oggi sono sempre più numerosi i medici italiani che si trovano sospesi per aver rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione obbligatoria ma anche per essersi recati personalmente a casa dei propri malati di COVID, spesso "abbandonati dai loro coscienziosi 'medici curanti'", come ha ironicamente sottolineato proprio di recente il dott. Stefano Montanari: "Al colmo dell'impudenza, arrivando perfino, con l'aiuto di un avvocato, a farli uscire da ospedali dove li si incamminava verso una sorte che forse non tutti desideravano. E quelli, moribondi a norma di legge, erano guariti!". 

E dunque, si sta profilando ormai sotto tutti gli aspetti una guerra non meramente individuale, che riguarda cioè il singolo medico, in questo caso il dottor Fabio Milani, già sospeso mesi fa dall'Ordine dei medici di Bologna ed ora sottoposto dallo stesso a processo disciplinare, apertosi martedì 7 giugno. 

Bensì una guerra di dimensioni planetarie, che sta osservando sempre più medici di alto profilo rifiutare coraggiosamente i dettami calati dall'alto dalle varie FDA statunitensi o dai vari Ordini professionali. 

Sono uomini che stanno reclamando a gran voce il loro diritto - e quello conseguente dei loro pazienti - a curare secondo "Scienza e Coscienza", non basandosi su protocolli indiscutibili ma fedeli alla loro missione che comprende il diritto-dovere insindacabile di decidere autonomamente quale sia la terapia più efficace per ogni singolo paziente che conoscono e che decide liberamente di affidarsi alle loro cure. 

E' questo infatti il vero nocciolo di quello che è diventato un enorme problema di natura sanitaria ma anche di carattere etico: fino a che punto altri Enti a carattere sanitario possono spingersi nell'interferire con le cure che ogni singolo medico decide di somministrare ad ogni singolo paziente e, ancora, nel rapporto personale ed esclusivo di fiducia medico-paziente.   

Questo articolo, redatto da The Children's Health Defence Team e pubblicato solo pochi giorni fa su The Epoch Times, entra proprio nel vivo del problema, vedendo ben tre prestigiosi medici americani arrivare al punto di citare in giudizio nientemeno che la famosa FDA americana. 

 

 

In una causa intentata lo scorso 2 giugno, i dottori Robert L. Apter, Mary Talley Bowden e Paul E. Marik hanno affermato che la FDA ha agito al di fuori della sua autorità ordinando al pubblico, compresi gli operatori sanitari e i pazienti, di non usare l'ivermectina, anche se il farmaco è completamente approvato dalla FDA per uso umano.   

Tre medici hanno citato in giudizio la Food and Drug Administration (FDA) statunitense per aver lanciato quella che ritengono essere una "crociata" contro l'ivermectina come trattamento per COVID-19 che "interferisce illegalmente" con la capacità dei medici di esercitare la medicina. 

In una causa intentata lo scorso 2 giugno, i dottori Robert L. Apter, Mary Talley Bowden e Paul E. Marik hanno affermato che la FDA ha agito al di fuori della sua autorità ordinando al pubblico, compresi gli operatori sanitari e i pazienti, di non usare l'ivermectina, anche se il farmaco è completamente approvato dalla FDA per uso umano. 

La causa, depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti, distretto meridionale del Texas, divisione di Galveston, nomina anche il Dipartimento della Salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti, il Segretario dell'HHS Xavier Becerra e Robert Califf, Commissario ad interim della FDA. 

Secondo la denuncia: 

"La FDA generalmente non può vietare usi particolari di farmaci per uso umano una volta che sono stati altrimenti approvati e ammessi al mercato, anche se tale uso differisce dall'etichettatura, comunemente indicata come uso 'off-label'. 

"La FDA inoltre non può consigliare se un paziente debba assumere un farmaco approvato per uno scopo particolare. Tali decisioni rientrano nell'ambito del rapporto medico-paziente. 

"I tentativi della FDA di influenzare o intervenire nel rapporto medico-paziente equivalgono a interferenze con la pratica medica, la cui regolamentazione è - ed è sempre stata - riservata agli Stati". 

I querelanti hanno affermato che la loro causa non riguarda se l'ivermectina sia un trattamento efficace per COVID-19. Si tratta di chi determina il trattamento appropriato per ogni singolo paziente e se la FDA può interferire con quel processo.  

Nella loro denuncia, citano una pubblicazione della FDA , "Perché non dovresti usare l'ivermectina per trattare o prevenire il COVID-19" e tweets della FDA, incluso uno che suggerisce che l'ivermectina è destinata solo agli animali, tra gli esempi della FDA che scoraggia l'uso di ivermectina. 

I querelanti hanno anche affermato che se la FDA è autorizzata a interferire con la pratica medica ora, usando la pandemia come copertura, 

"questa interferenza metastatizzerà ad altre circostanze, distruggendo il muro statutario accuratamente costruito tra i poteri di regolamentazione federale e statale e tra la FDA e il giudizio professionale degli operatori sanitari".

"Questa causa, intentata da tre medici eminentemente qualificati, è uno sviluppo positivo", ha affermato Mary Holland, presidente e consigliere generale di Children's Health Defense. 

La Holland ha detto a The Defender: 

"Questi medici affermano giustamente che la FDA, assistita dai media corporativi, ha interferito illegalmente nel rapporto medico-paziente e nel trattamento appropriato per i singoli pazienti. La regolamentazione del rapporto medico-paziente è un'area di legge statale consolidata, non federale. 

"Spero che questi querelanti ingiungeranno alla FDA di non continuare a limitare l'accesso all'ivermectina e di non penalizzare gli operatori sanitari che usano questo farmaco autorizzato per i loro pazienti".    

I querelanti: ben rispettati nel loro campo, alto tasso di successo nel trattamento dei pazienti COVID     

Il dott. Robert L. Apter, che è autorizzato a esercitare la professione medica in Arizona e Washington e ha un tasso di sopravvivenza dei pazienti COVID-19 superiore al 99,98%, è stato deferito alla Washington Medical Commission e all'Arizona Medical Board per procedimenti disciplinari per la prescrizione di ivermectina per il trattamento del COVID-19. 

In un comunicato stampa, il dott. Apter ha affermato: 

"Se i medici saranno liberi di curare i pazienti secondo il loro miglior giudizio e la loro valutazione senza pregiudizi della letteratura medica, molte migliaia di morti e disabilità gravi saranno evitate"

Il dott. Apter ha affermato che le dichiarazioni della FDA contro l'uso dell'ivermectina "sono state la base per azioni disciplinari contro i medici, interferiscono con il rapporto medico-paziente e hanno avuto un grave effetto raggelante sull'uso di farmaci salvavita per una malattia mortale"

Nella causa, il dott. Apter ha affermato che la pressione del governo, "in gran parte attraverso la FDA", ha anche portato le farmacie, specialmente nelle grandi catene aziendali, a rifiutarsi di soddisfare le prescrizioni di ivermectina per COVID-19, perché quella posizione è supportata dalla FDA.   

La dott.ssa Mary Talley Bowden, che secondo la causa ha 40 anni di esperienza nella medicina d'urgenza, ha iniziato a raccomandare l'ivermectina per il trattamento del COVID-19 all'inizio del 2020. Ha curato più di 3.900 pazienti affetti da COVID-19, con una percentuale di successo di oltre il 99,97%. 

Ha affermato che le azioni della FDA riguardo all'ivermectina, in particolare le sue direttive per interrompere l'uso del farmaco per curare il COVID-19, hanno danneggiato la capacità della dott.ssa Bowden di esercitare la medicina e curare i pazienti. 

Il datore di lavoro della dott.ssa Bowden, lo Houston Methodist Hospital, l'anno scorso l'ha costretta a dimettersi sospendendo i suoi privilegi per aver diffuso "disinformazione COVID". 

La dottoressa Bowden ha affermato che sta "combattendo: il pubblico deve capire che ciò che la FDA ha fatto è illegale e spero che questa causa impedirà loro di continuare a interferire nella relazione medico-paziente"

In un'intervista all'inizio di quest'anno con The Defender, la dott.ssa Bowden ha detto che era completamente a favore dei vaccini COVID quando sono usciti per la prima volta - è stato solo quando ha iniziato a vedere cosa stava accadendo con tutti i casi di infezione, che si è chiesta: "Perché sto vedendo così tanti casi di COVID tra i completamente vaccinati?" 

Poi i suoi pazienti hanno iniziato ad avere reazioni avverse. "Se non l'avessi visto in prima persona, penserei comunque che il vaccino fosse la strada da percorrere", ha detto. 

Con l'evolversi della pandemia, la dott.ssa Bowden ha sviluppato protocolli per prevenire e curare i pazienti COVID. Ha detto di aver visto ottimi risultati. 

"La base è l'ivermectina", ha detto. "E anche vitamine C e D, quercetina e zinco e olio di semi neri. Non è niente di complicato - ed è proprio come con qualsiasi cosa in medicina - non una taglia adatta a tutti - i protocolli sono linee guida"

La controversia sulla prescrizione di ivermectina inizialmente era "intimidatoria e isolante", ha detto. 

"Pensavo di essere una piccola isola in un oceano immenso, e ora mi rendo conto che faccio parte di almeno mezzo Continente."   

Il dott. Paul E. Marik, autore di oltre 750 pubblicazioni, è stato professore di Medicina e primario di Medicina polmonare e di Terapia intensiva presso la Eastern Virginia Medical School (EVMS) a Norfolk, in Virginia, dal 2009 al 2021. È stato anche direttore dell'Unità di Terapia intensiva al Sentara Norfolk General Hospital. 

Ha sviluppato un protocollo per EVMS per il trattamento di COVID-19, chiamato EVMS COVID-19 Management Protocol, che includeva il protocollo MATH+. 

Tuttavia, secondo la causa, il dott. Marik è stato costretto a dimettersi dai suoi incarichi presso l'EVMS e il Sentara Norfolk General Hospital per aver promosso l'uso dell'ivermectina - "così come altri farmaci sicuri, economici ed efficaci off-label approvati dalla FDA" - per trattare il COVID-19 in seguito ai tentativi della FDA di interrompere l'uso di questi farmaci a tale scopo. 

Il dott. Marik ha affermato nella causa che il rifiuto di consentire ai pazienti di ricevere un trattamento precoce ed efficace per COVID-19 "ha portato a innumerevoli ricoveri e decessi e ha causato estremo disagio ai pazienti, alle loro famiglie e agli operatori sanitari".  

Boyden, Gray & Associates, uno studio legale con sede a Washington, DC, rappresenta i querelanti. 

L'ivermectina è stata sviluppata negli anni '70 come medicinale veterinario per il trattamento di malattie parassitarie nel bestiame, ma circa un decennio dopo è stata salutata come un "farmaco miracoloso" e ha ricevuto l'approvazione per l'uso umano come terapeutico contro malattie come la cecità fluviale - o l'oncocercosi - e filariosi linfatica, secondo Newsmax

Dal 1987, è stato utilizzato in sicurezza in 3,7 miliardi di dosi in tutto il mondo. William Campbell e Satoshi Omura hanno vinto nel 2015 il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina per le loro ricerche sul farmaco. 

Gli studi dimostrano che l'ivermectina è associata a tassi di mortalità più bassi per COVID-19, ma la FDA, con l'aiuto dei media mainstream, continua ad affermare che il farmaco è inefficace per il trattamento del COVID.    

©06/06/22 Children's Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children's Health Defense, Inc.

 

 

 

 

 
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Microplastiche da mascherine sono state trovate in profonditÓ nei polmoni dei viventi

Post n°94 pubblicato il 08 Giugno 2022 da daniela.g0
 

Cari Lettori, pubblico questo articolo scritto dal Dr. Joseph Mercola, medico osteopatico, autore di best seller e vincitore di numerosi premi nel campo della salute naturale, già apparso sul quotidiano internazionale The Epoch Times (nella sua sezione Salute) lo scorso 1° giugno. 

Dopo gli studi riportati nel 2020 dal famoso neurochirurgo statunitense Russell L. Blaylock sui rischi dell'uso delle maschere facciali, questo nuovo importante articolo, riccamente corredato da numerose fonti e riferimenti bibliografici, deve assolutamente indurre a far riflettere sull'uso continuativo di queste maschere che, come sappiamo, in Italia sono state imposte anche ai bambini all'interno degli edifici scolastici.  

Buona lettura.

Una volta inalate o consumate, le microplastiche possono essere trovate nel flusso sanguigno in particelle abbastanza piccole da attraversare le barriere della membrana. Di Syda Productions/Shutterstock  

 

Le microplastiche utilizzate per realizzare le mascherine chirurgiche sono state trovate in 11 dei 13 pazienti sottoposti a chirurgia polmonare. I dati dimostrano come queste particelle possano entrare nel flusso sanguigno e potrebbero entrare negli organi, nel cervello e nei bambini in via di sviluppo.  

 

STORIA IN SINTESI  

  • I ricercatori hanno trovato 39 microplastiche in campioni polmonari chirurgici di 11 su 13 persone. C'erano 12 tipi che si trovavano comunemente in bottiglie di plastica, spago, vestiti e maschere chirurgiche 
  • Uno specialista in respiratori afferma che le maschere chirurgiche non soddisfano la definizione legale di maschera, ma piuttosto sono "barriere respiratorie". Ha sottolineato che stanno perdendo microplastiche abbastanza piccole da poter essere inalate 
  • Un'analisi dei dati di casi, ricoveri e decessi in Kansas ha rivelato che le contee con mandato di maschera avevano tassi di mortalità più elevati rispetto a quelli senza mandato di maschera 
  • Una volta inalate o consumate, le microplastiche possono essere trovate nel flusso sanguigno in particelle abbastanza piccole da attraversare le barriere della membrana. Si trova anche nelle prime feci di un bambino, suggerendo l'esposizione materna; uno studio sugli animali ha trovato particelle di nanopolistriene nel cervello, nel fegato, nei reni e nei tessuti polmonari fetali 24 ore dopo l'esposizione materna  

Piccoli pezzi di plastica delle dimensioni di un seme di sesamo o più piccoli sono ovunque. I titoli delle notizie spesso mostrano sacchetti di plastica, anelli e bottiglie intatti come le principali minacce per l'ambiente - e questi sono effettivamente dannosi per la vita marina e altro ancora - ma i frammenti di microplastica più piccoli e più insidiosi possono anche essere più dannosi. Uno studio 1 della Gran Bretagna 2 ha rilevato microplastiche nei polmoni di 11 pazienti su 13. 

In tutto il mondo, nel 2013 sono state prodotte 299 milioni di tonnellate di plastica, gran parte della quale è finita negli oceani, minacciando la fauna selvatica e l'ambiente. 3 Quel numero è balzato a 418 milioni di tonnellate nel 2021. 4 Nel 2018, gli Stati Uniti da soli hanno generato 35,7 milioni di tonnellate di plastica e inviato 27 milioni di tonnellate alle discariche, che rappresentavano il 18,5% di tutti i rifiuti solidi urbani. 5  

È noto che le sostanze chimiche presenti nei prodotti in plastica agiscono come interferenti endocrini. 6 Queste sostanze chimiche hanno una struttura simile agli ormoni sessuali naturali e interferiscono con il normale funzionamento di tali ormoni nel tuo corpo. 7 Ciò pone un problema particolare per i bambini che stanno ancora crescendo e sviluppandosi. 

Il prezzo che la società pagherà per l'uso onnipresente e la distribuzione di particelle di plastica deve ancora essere quantificato. L'evidenza suggerisce che l'esposizione a lungo termine a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino come gli ftalati rappresenta un pericolo significativo per la salute e la fertilità. 

La quantità di plastica che entra nell'ambiente cresce ogni anno poiché i produttori continuano a produrre prodotti in contenitori usa e getta e i consumatori continuano a richiedere uno stile di vita usa e getta. In un momento in cui i gruppi di difesa avvertono che la plastica sta cadendo dal cielo 8 e che è diventata una tragedia globale 9 , la pandemia di COVID-19 ha portato il problema della plastica a livelli ancora maggiori.  

Lo studio trova microplastiche in 11 polmoni di 13 pazienti  

Decenni di ricerche hanno dimostrato che le persone respirano microparticelle di inquinamento atmosferico e le consumano nel cibo e nell'acqua. Uno studio autoptico del 2021 10 ha mostrato microplastiche in 13 delle 20 persone analizzate e oltre 20 anni fa uno studio statunitense sul cancro del polmone del 1998 11 ha rilevato plastica e fibre in 99 dei 114 campioni di polmone esaminati. 

Secondo il Museo di Storia Naturale, 12 microplastiche misurano meno di 5 millimetri. Chiamano le microplastiche "uno dei più grandi disastri causati dall'uomo del nostro tempo". Sebbene ci siano usi industriali per le microplastiche, la maggior parte si forma quando si staccano dai prodotti di plastica più grandi nell'ambiente. 

Le microplastiche primarie sono quelle prodotte in piccole dimensioni per uso industriale, come nelle sabbiatrici, nei cosmetici o negli indumenti in microfibra. Le microplastiche secondarie derivano dalla rottura di prodotti di plastica più grandi causata dall'esposizione a fattori di stress ambientale. 13  

Un team di scienziati della Hull York Medical School ha cercato di analizzare l'impatto che l'inalazione di microplastiche ha sui tessuti umani. Ricerche precedenti hanno trovato fibre sintetiche nel tessuto polmonare, ma i ricercatori hanno scritto che non c'erano studi robusti che confermassero la microplastica nel tessuto polmonare. L'attuale studio ha analizzato il tessuto polmonare umano in 13 pazienti che avevano subito un intervento chirurgico ai polmoni. 

Hanno trovato contaminazione microplastica in 11 dei 13 pazienti. 14 Il team ha trovato 39 pezzi in 11 campioni di tessuto polmonare. Laura Sadofsky, docente senior e ricercatrice capo dello studio, ha commentato l'importanza dei risultati: 15  

"Le microplastiche sono state precedentemente trovate nei campioni dell'autopsia di cadaveri umani: questo è il primo studio robusto a mostrare microplastiche nei polmoni di persone vive. Mostra anche che si trovano nelle parti inferiori del polmone. Le vie aeree polmonari sono molto strette, quindi nessuno pensava che potessero arrivarci, ma chiaramente lo hanno fatto. 

Questi dati forniscono un importante progresso nel campo dell'inquinamento atmosferico, delle microplastiche e della salute umana. La caratterizzazione dei tipi e dei livelli di microplastiche che abbiamo trovato può ora fornire condizioni realistiche per esperimenti di esposizione in laboratorio con l'obiettivo di determinare gli impatti sulla salute".  

Gli autori dello studio hanno scoperto che i soggetti ospitavano 12 tipi di microplastiche, "che hanno molti usi e si trovano comunemente in imballaggi, bottiglie, vestiti, corde/spago e molti processi di produzione. C'erano anche livelli considerevolmente più alti di microplastiche nei pazienti maschi rispetto alle femmine". 16  

Un'altra scoperta inaspettata è stata che un numero maggiore di microplastiche è stato trovato nelle porzioni inferiori del polmone. I tipi più abbondanti di microplastiche erano il polipropilene (PP) e il polietilene tereftalato (PET). 17 Questa scoperta indica il recente uso onnipresente di maschere chirurgiche blu durante la pandemia poiché il PP è il componente di plastica più comunemente usato in quelle maschere.  

L'esperto afferma che le coperture per il viso COVID non sono maschere  

Uno studio 18 pubblicato nel 2021 ha esaminato i rischi derivanti dall'indossare maschere chirurgiche blu e dall'inalazione di microplastiche. I ricercatori hanno scoperto che il riutilizzo delle maschere potrebbe aumentare il rischio di inalare particelle di microplastica e che i respiratori N95 avevano il numero più basso di microplastiche rilasciate rispetto al non indossare una maschera. 

Hanno detto: "Le maschere chirurgiche, di cotone, di moda e di carbone attivo che indossano rappresentano un rischio maggiore di inalazione di microplastiche simili a fibre ..." 19 eppure, secondo Chris Schaefer, specialista in respiratori ed esperto di formazione, le maschere utilizzate da milioni di persone in tutto il il mondo non sono affatto maschere. 20  

Schaefer chiama queste "barriere respiratorie" in quanto "non soddisfano la definizione legale" di una maschera. Ha sottolineato che le mascherine chirurgiche utilizzate dai consumatori in tutto il Canada, negli Stati Uniti e nel mondo stanno perdendo microplastiche abbastanza piccole da poter essere inalate. 21  

"Una [corretta] maschera ha aperture di respirazione progettate davanti alla bocca e al naso per garantire una respirazione facile e senza sforzo. Una barriera respiratoria è chiusa sia sulla bocca che sul naso. E così facendo, cattura l'anidride carbonica che espiri, ti costringe a inspirarla nuovamente, causando una riduzione dei livelli di ossigeno inalato e provoca un'eccessiva anidride carbonica. Quindi, non sono sicure da indossare"

Incoraggia le persone a tagliarne una aperta e guardare le fibre sciolte che si staccano facilmente all'interno del prodotto. 22  

"Il calore e l'umidità che cattura faranno sì che il degrado di quelle fibre si decomponga in parti più piccole. Assolutamente, le persone stanno inalando [particelle microplastiche]. Ho scritto molto ampiamente sui rischi di queste barriere respiratorie negli ultimi due anni, ho parlato con scienziati [e altre] persone negli ultimi due anni di persone che inalano le fibre. 

Se hai la sensazione di avere un po' di pelo di gatto o qualsiasi tipo di irritazione nella parte posteriore della gola dopo averli indossati. Ciò significa che stai inalando le fibre".

Ha continuato osservando che chiunque sia esposto a questi tipi di fibre in un ambiente lavorativo dovrebbe indossare una protezione. Invece, le persone usano prodotti che aumentano il rischio di inalare fibre che "si rompono molto piccole e, beh, cosa farà alle persone sotto forma di funzione polmonare - così come sovraccarico di tossicità nel loro corpo - immagino lo sapremo tra qualche anno". 23  

Le coperture per il viso aumentano anche il tasso di mortalità da COVID-19  

Il medico tedesco, il dottor Zacharias Fögen, ha pubblicato uno studio 24 sulla rivista con revisione paritaria Medicine, che ha analizzato i dati nelle contee del Kansas, confrontando le aree in cui c'era un mandato di maschera contro le contee senza mandato. 

Ha scoperto che il mascheramento obbligatorio ha aumentato il tasso di mortalità dell'85%. Il tasso di mortalità è rimasto del 52% più alto nelle contee che hanno imposto il mascheramento anche quando l'analisi ha tenuto conto di fattori confondenti. Fögen scrive che un'ulteriore analisi dei dati ha mostrato che il 95% dell'effetto "può essere attribuito solo a COVID-19, quindi non sono CO2, batteri o funghi sotto la maschera". 25

Ha chiamato questo effetto Foegen che si riferisce alla reinalazione di particelle virali intrappolate nelle goccioline e depositate sulla maschera, che peggiora i risultati. Scrive: 26  

"La scoperta più importante di questo studio è che contrariamente al pensiero accettato che meno persone muoiono perché i tassi di infezione sono ridotti dalle maschere, non è così. I risultati di questo studio suggeriscono fortemente che i mandati di mascheramento hanno effettivamente causato circa 1,5 volte il numero di decessi o circa il 50% in più di decessi rispetto a nessun mandato di maschera. 

Gli stessi mandati di maschera hanno aumentato il CFR (tasso di mortalità dei casi) di 1,85/1,58 o dell'85%/58% nelle contee con mandati di maschera. È stato anche riscontrato che quasi tutti questi decessi aggiuntivi sono stati attribuiti esclusivamente al COVID-19. Questo studio ha rivelato che indossare maschere facciali potrebbe comportare un grande rischio per gli individui, che non sarebbe mitigato da una riduzione del tasso di infezione. 

L'uso delle mascherine, quindi, potrebbe essere inadatto, se non controindicato, come intervento epidemiologico contro il Covid-19".  

Fögen nota altri due grandi studi che hanno trovato risultati simili con tassi di mortalità. Il primo è stato pubblicato sulla rivista Cureus 27 e non ha trovato alcuna associazione tra il numero di casi e la conformità alla maschera in Europa, ma un'associazione positiva con la morte e la conformità alla maschera. 

Il secondo studio 28 è stato pubblicato su PLOS|One, che ha dimostrato che esisteva un'associazione tra esiti negativi di COVID e mandati di maschere in 847.000 persone in 69 paesi. I ricercatori hanno stimato che la fine dei mandati della maschera potrebbe ridurre i nuovi casi senza alcun effetto sul ricovero e sulla morte.  

La plastica provoca danni alle cellule e morte  

Ricerche passate hanno evidenziato l'impatto che le microplastiche hanno sull'ambiente, sulla fauna selvatica e sulla salute umana. Tuttavia, molti studi non hanno tracciato un'associazione tra il consumo o l'inalazione di microplastica e la malattia. Al contrario, identificano le lacune nella ricerca e raccomandano ulteriori studi. 29  

Un documento 30 pubblicato nell'aprile 2022 ha suggerito il motivo per cui questi dati sono stati incoerenti. I dati di laboratorio sono stati i primi a scoprire che le microplastiche danneggiavano le cellule umane a livelli rilevanti per il numero di particelle che gli esseri umani ingeriscono o inalano. 

Lo studio è stato un'analisi di meta-regressione dell'impatto tossicologico sulle cellule umane attraverso 17 studi che hanno confrontato il livello di microplastiche che causano danni cellulari. I ricercatori hanno scoperto che sono le microplastiche di forma irregolare a causare danni cellulari e non le microplastiche sferiche normalmente utilizzate negli esperimenti di laboratorio. 

Ciò suggerisce che i dati di laboratorio passati che utilizzano microplastiche sferiche potrebbero non rappresentare completamente il danno che le microplastiche causano alla salute umana. Evangelos Danopoulos della Hull York Medical School nel Regno Unito, che ha condotto lo studio, ha commentato il motivo per cui la ricerca è in aumento: "Sta esplodendo e per una buona ragione. Siamo esposti a queste particelle ogni giorno: le mangiamo, le inaliamo. E non sappiamo davvero come reagiscono con i nostri corpi una volta entrati". 31  

Dove va l'inquinamento da plastica nel tuo corpo?  

I ricercatori hanno scoperto che minuscole microplastiche non solo si depositano nei polmoni e nell'intestino, ma possono anche essere trovate galleggianti nel sangue. Ricercatori olandesi hanno analizzato 32 campioni di 22 volontari sani e hanno trovato particelle di plastica nel 77% dei campioni. Queste particelle avevano una dimensione di 700 nanometri o superiore, che è una dimensione che può essere assorbita attraverso le membrane. 

Alcuni campioni contenevano fino a tre diversi tipi di plastica. L'autore dello studio ha dichiarato a The Guardian: "Il nostro studio è la prima indicazione che abbiamo particelle di polimero nel sangue: è un risultato rivoluzionario. Ma dobbiamo estendere la ricerca e aumentare le dimensioni del campione, il numero di polimeri valutati, ecc.' 33  

I ricercatori hanno scritto che dove queste particelle di plastica finiscono nel corpo richiede anche ulteriori studi. Hanno affermato che è "scientificamente plausibile" che le particelle di plastica vengano trasportate dal flusso sanguigno agli organi, sulla base, ad esempio, di dati che mostrano che perline di polistirene da 50, 80 e 240 nm e polipropilene microdimensionato possono permeare la placenta umana. 34  

Dopo che queste microplastiche hanno attraversato la barriera placentare, finiscono nelle prime feci di un neonato. Ciò significa che migrano dal sangue del bambino all'intestino. Uno studio pilota 35 pubblicato nel 2021 ha esaminato l'entità dell'esposizione umana alle microplastiche e ha scoperto che il polietilentereftalato microplastico (PET) è stato trovato in campioni di meconio, che sono le prime feci di un bambino. 

La quantità di PET nelle feci dei neonati era 10 volte superiore a quella trovata nei campioni di adulti, il che suggerisce che i bambini hanno plastica nel loro sistema che viene assorbita dalla madre. Come questo influenzerà il futuro della salute umana è ancora allo studio. Uno studio sugli animali ha rilevato che solo 24 ore dopo l'esposizione per inalazione materna, le particelle di nanopolistirene potrebbero essere rilevate nella placenta e nel cervello, nei polmoni, nel fegato, nel cuore e nei reni del feto. 36  

Sembra che l'inalazione o il consumo di microplastiche consenta alle microparticelle di accedere al flusso sanguigno e quindi agli organi vitali. Mentre i ricercatori hanno dimostrato che le microplastiche di forma irregolare che si trovano nell'ambiente causano danni cellulari e morte, gli effetti a lungo termine sulla malattia non sono stati identificati. Tuttavia, puoi essere sicuro che il danno cellulare e la morte non si verificano senza conseguenze.   

Pubblicato originariamente il 25 maggio 2022 su Mercola.com    

 

FONTI E RIFERIMENTI   

1, 14 Scienza dell'ambiente totale, 2022;831(2)
2, 17, 20, 21, 22, 23 Western Standard, 17 aprile 2022
3 Assistenza costiera, novembre 2019
4 Il nostro mondo di dati, inquinamento da plastica
5 Agenzia per la protezione ambientale, plastica: dati specifici sui materiali, panoramica
6 Società endocrina, 5 dicembre 2020
7 Rapporti scientifici, 2018;8(6086)
8 Scientific American, 11 giugno 2020
9 Center for Biological Diversity, Ocean Plastics Pollution
10 Journal of Hazardous Materials, 2021;416(124126)
11 Epidemiologia, biomarcatori e prevenzione del cancro, 1998;7(5)
12 Museo di Storia Naturale, 21 gennaio 2020
13 National Geographic, microplastiche
15, 16 Hull York Medical School, 6 aprile 2022
18, 19 Journal of Hazardous Materials, 2021;411
24 Medicina, 2022;101(7)
25 The Daily Skeptic, 2 maggio 2022
26 Medicina, 2022;101(7) 4
27 Curato, 2022;14(4)
28 PLOS|One, 2021, doi.org/10.1371/journal.pone.0252315
29 Alimentazione, salute e ambiente, 2018;5:375
30 Journal of Hazardous Materials, 2021; 127861
31 The Guardian, 8 dicembre 2021
32 Ambiente Internazionale 2022; doi.org/10.1016/j.envint.2022.107199 3.2
33 The Guardian 24 marzo 2022
34 Ambiente Internazionale, 2022; doi.org/10.1016/j.envint.2022.107199 3.3 Il destino biologico della plastica?
35 Lettere ambientali e lettere tecnologiche, 2021; doi.org/10.1021/acs.estlett.10c00559
36 Tossicologia delle particelle e delle fibre, 2020;17(55)

 

 
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