TagMessaggi di Febbraio 2026
Post n°210 pubblicato il 10 Febbraio 2026 da daniela.g0
Tag: autorità papale, Basilica San Paolo, Chiesa Cattolica, Collegio Episcopale, ecumenismo, Joseph Zen, Leone XIV, Nota di accompagnamento, omelia, Robert Prevost, Roma, sinodalità
Leone XIV ha concluso la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani dichiarando che le diverse fedi cristiane sono già "una". Lo ha affermato durante l'omelia domenicale in occasione della festa della Conversione di San Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. «Siamo uno! Lo siamo già! Riconosciamolo, sperimentiamolo e rendiamolo visibile!», ha esclamato, citando anche «il mio caro predecessore, Papa Francesco, [che] ha osservato come il cammino sinodale della Chiesa Cattolica "è e debba essere ecumenico, così come il cammino ecumenico è sinodale" (Discorso a Sua Santità Mar Awa III, 19 novembre 2022). Ciò si è riflesso nelle due Assemblee del Sinodo dei Vescovi del 2023 e del 2024, segnate da profondo zelo ecumenico e arricchite dalla partecipazione di numerosi delegati fraterni. Credo che questo sia un cammino per crescere insieme nella reciproca conoscenza delle nostre rispettive strutture e tradizioni sinodali. Mentre guardiamo al bimillenario della Passione, Morte e Risurrezione del Signore Gesù nel 2033, impegniamoci a sviluppare ulteriormente la prassi sinodale ecumenica e a condividere gli uni con gli altri ciò che siamo, ciò che facciamo e ciò che insegniamo (cfr. Francesco, Per una Chiesa sinodale, 24 novembre 2024, 137-138)». Robert Prevost, dichiarando l'unità ormai divenuta realtà tangibile per tutti i cristiani, invoca contemporaneamente il suo "caro predecessore", Francesco e la sinodalità della Chiesa Cattolica. Ma solo poco tempo fa il Cardinale Joseph Zen, Vescovo emerito di Hong Kong, di ben 94 anni di età e paladino della lotta contro la Cina comunista e la sua prigione hi-tech, aveva criticato duramente la 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (il cosiddetto «Sinodo sulla sinodalità»). Il Cardinale Zen, nel suo intervento al Concistoro straordinario tenutosi in Vaticano dal 7 all'8 gennaio scorso, ha commentato la nota di accompagnamento di Francesco al Documento finale della 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, un processo che si è protratto per tre anni, dal 2021 al 2024. Il documento infatti aggira la legittima autorità dei Vescovi, consentendo varie interpretazioni e suggerendo che lo Spirito Santo possa cambiare idea. Zen ha fatto il suo discorso a porte chiuse di fronte a Leone XIV e ad altri 170 Cardinali suoi confratelli. L'intervento del Cardinale cinese è stato riportato inizialmente dalla Relazione del Collegio Cardinalizio. Come ha riportato LifeSiteNews lo scorso 9 gennaio, il Cardinale Zen ha utilizzato tutti i tre minuti a lui concessi per criticare il documento e l'intero processo sinodale definendoli una "manipolazione ferrea" che ha tolto autorità ai Vescovi, scavalcandoli a favore dei laici e che ha avuto un esito predeterminato. Il Cardinale ha inoltre sottolineato la contraddizione di Francesco nel dichiarare che il documento è "magistero" ma anche "non strettamente normativo", consentendo diverse interpretazioni da parte dei Vescovi, il che potrebbe portare a divisioni simili a quelle nella Chiesa Anglicana e non riporterà gli anglicani o gli ortodossi alla comunione con Roma. Ha anche sostenuto che la continua invocazione dello Spirito Santo da parte dei prelati vaticani per il Sinodo rasenta la "blasfemia", poiché lo Spirito Santo non può ripudiare ciò che ha ispirato nella Tradizione bimillenaria della Chiesa.
Il Cardinale Joseph Zen Ze-kiun S.D.B.
Mi sembra importante riportare l'intero intervento effettuato dal Cardinale Zen, un uomo formidabile, ricordiamolo, che malgrado l'età veneranda ha avuto il coraggio di affrontare nel 2020 un lungo viaggio fino al Vaticano allo scopo di parlare con Bergoglio, il quale neppure lo ha ricevuto. E ancora, Zen ha lottato e lotta per la sopravvivenza della Chiesa Cattolica in Cina e a Hong Kong con tutto il vigore di un vecchio leone che malgrado il passare degli anni non ha perso nulla della propria grinta, ponendo tutta la sua lunga esperienza a servizio del Popolo di Dio. Rischiando finanche l'arresto e la reclusione, che tuttavia le autorità cinesi non hanno mai avuto il coraggio di infliggergli, ben sapendo che egli rappresenta ormai un simbolo per l'intera popolazione di Hong Kong e non solo. Ma andiamo al suo discorso: Intervento completo del cardinale Zen: Sulla Nota di accompagnamento del Santo Padre Francesco «Il Papa afferma che, con il Documento finale, restituisce alla Chiesa quanto sviluppato in questi anni (2021-2024) attraverso "l'ascolto" (del Popolo di Dio) e il "discernimento" (dell'Episcopato?). Chiedo: Il Papa ha saputo ascoltare tutto il Popolo di Dio? I laici presenti rappresentano il Popolo di Dio? I Vescovi eletti dall'Episcopato hanno saputo compiere un'opera di discernimento, che deve certamente consistere nella "disputa" e nel "giudizio"? La ferrea manipolazione del processo è un insulto alla dignità dei Vescovi, e il continuo riferimento allo Spirito Santo è ridicolo e quasi blasfemo (ci si aspettano sorprese dallo Spirito Santo; quali sorprese? Che ripudi ciò che ha ispirato nella Tradizione bimillenaria della Chiesa?). Il Papa, «scavalcando il Collegio episcopale, ascolta direttamente il Popolo di Dio», e definisce questo «il quadro interpretativo appropriato per comprendere il ministero gerarchico»? Il Papa afferma che il Documento è magisterium, "impegna le Chiese a fare scelte coerenti con quanto in esso affermato". Ma afferma anche che "non è strettamente normativo... La sua applicazione avrà bisogno di diverse mediazioni"; "le Chiese sono chiamate a recepire, nei loro diversi contesti, le autorevoli proposte contenute nel documento"; "l'unità di insegnamento e di prassi è certamente necessaria nella Chiesa, ma ciò non preclude diversi modi di interpretare alcuni aspetti di tale insegnamento"; "ogni Paese o regione può cercare soluzioni più adatte alla propria cultura e più sensibili alla propria tradizione e alle proprie esigenze". Chiedo: Lo Spirito Santo garantisce che non sorgeranno interpretazioni contraddittorie (soprattutto date le numerose espressioni ambigue e tendenziose presenti nel documento)? I risultati di questa "sperimentazione e verifica", ad esempio (dell'"attivazione creativa di nuove forme di ministerialità"), devono essere sottoposti al giudizio della Segreteria del Sinodo e della Curia Romana? Saranno queste più competenti dei Vescovi nel giudicare i diversi contesti delle loro Chiese? Se i Vescovi si ritengono più competenti, le diverse interpretazioni e scelte non conducono forse la nostra Chiesa alla stessa divisione (frattura) che si riscontra nella Comunione Anglicana? Prospettive sull'ecumenismo Data la drammatica rottura della Comunione Anglicana, ci uniremo all'Arcivescovo di Canterbury (che rappresenta soltanto circa il 10% della comunità Anglicana mondiale) o alla Global Anglican Future Conference (che ne rappresenta circa l'80%)? E con gli ortodossi? I loro Vescovi non accetteranno mai la sinodalità bergogliana; per loro, la sinodalità è "l'importanza del Sinodo dei Vescovi". Papa Bergoglio ha sfruttato la parola Sinodo, ma ha fatto sparire il Sinodo dei Vescovi, un'istituzione fondata da Paolo VI».
Joseph Zen e il suo Segretario Particolare insieme a Leone XIV
Fine del discorso del Cardinale Joseph Zen. Adesso sono io a chiedere: certe voci che su Telegram da anni attaccano senza sosta i Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, definendoli eretici e non so che altro, come fanno oggi a continuare a tacere di fronte a tutto questo? E a incensare senza sosta e a occhi chiusi il pontificato di Robert Prevost? Un mistero questo a cui ogni lettore saprà trovare la giusta risposta. La logica dei due pesi e delle due misure è vecchia quanto l'uomo, il quale sa applicarla ogni qualvolta i suoi nascosti interessi lo richiedano. Come abbiamo appena letto da quanto ha dichiarato il Cardinale Zen, la parola Sinodo non deve trarci in inganno perché di collegiale non ha proprio più nulla: il Sinodo dei Vescovi voluto da Papa Paolo VI non esiste più. Piuttosto ci troviamo di fronte a una chiesa che invoca lo Spirito Santo perché esaudisca le proprie smanie e i propri voleri arbitrari, mentre essa si disancora irrimediabilmente dalla Tradizione della Chiesa Cattolica. Scrivo Cattolica con la "C" maiuscola consapevolmente, perché da tempo Google e altri hanno trasformato la "C", da maiuscola che era sempre stata, in un carattere volutamente minuscolo. Quasi a rimarcare che "cattolica" sia ormai un aggettivo come un altro, svuotandolo del suo significato. Ma Cattolica significa universale, ed è questo un segno distintivo che contraddistingue l'unica, vera e santa Chiesa di Cristo. Come ha riportato Vatican News, Prevost ha sottolineato come "le diverse religioni cristiane condividano la stessa fede". Le sue osservazioni erano rivolte ai sacerdoti delle Chiese scismatiche ed eretiche, tra cui il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, la Chiesa Apostolica Armena e la Comunione Anglicana. Ma Prevost dovrebbe anche conoscere molto bene l'enciclica del suo illustre predecessore, del quale porta il nome, ovvero Papa Leone XIII: si tratta di Satis Cognitum, promulgata il 29 giugno 1896. Papa Leone XIII insegna in quel documento che l'unità dei cristiani si fonda sulla fede condivisa, sui sacramenti e sul governo. Il documento rifiuta esplicitamente l'idea di una Chiesa invisibile o meramente spirituale e afferma che la piena unità richiede l'adesione all'autorità stabilita da Cristo nella Chiesa Cattolica. Come ricorda anche LifeSiteNews, l'affermazione di Robert Prevost contraddice direttamente l'insegnamento cattolico esposto nel Catechismo di San Pio X, secondo il quale la Chiesa è unita dalla «stessa fede», dallo «stesso culto», dalla «stessa legge» e dalla partecipazione agli stessi sacramenti, sotto lo stesso Capo visibile, il Romano Pontefice. Pertanto, le Chiese scismatiche che rifiutano l'autorità del Papa, come le Chiese Ortodosse d'Oriente, e le sette eretiche come la Comunione Anglicana, non possono essere considerate unite o «una» con la Chiesa Cattolica. Come anche il Catechismo del Concilio di Trento afferma: «È insegnamento unanime dei Padri che questo capo visibile sia necessario per stabilire e conservare l'unità nella Chiesa». E mentre Leone ha nominato a ottobre scorso un Arcivescovo pro LGBT del Regno Unito a ruoli chiave in Vaticano e, recentemente, un Vescovo dalle posizioni alquanto dubbie sulla sessualità, in contrasto con l'insegnamento perenne della Chiesa Cattolica, ci chiediamo (e torniamo a chiederci): verso quale futuro una parte di certo non irrilevante della gerarchia ecclesiastica vorrebbe condurre la Chiesa Cattolica?
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