Benvenuti!

Ape bianca ronzi, ebbra di miele, nella mia anima e ti torci in lente spirali di fumo..

 

TI AMO ANCORA DI PIÙ

Vedo immagini d'oltre oceano
Che ritornano nella mia mente
E più passa il tempo
E più sento dentro
Che ti amo ancora di più

Io ti amo ancora di più...
 

HUGS & WONDERS...

...


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W. WHITMAN

Se tardi a trovarmi, insisti.
Se non sono in nessun posto,
cerca in un altro,
perché io sono seduto
da qualche parte,
ad aspettare te.

E se non mi trovi più,
in fondo ai tuoi occhi,
allora vuol dire
che sono dentro di te.

 

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« 21 luglio 2006 ore 08:44Linguaggio del corpo. »

Ripresa...

Post n°1771 pubblicato il 17 Gennaio 2022 da Vince198

Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.
(F. Nietzsche)

Allora ho acceso la "luce" e il buio, con le sue sagome fredde e imperfette, volubili e volatili, quel buio che ebbe doloroso possesso della mia vita fino a quel momento, scomparve. Del tutto dissolto.

Il luccichio delle stelle di nuovo nella mia vita.


STEVE MCQUEEN, Candice Bergen, le Sable Cailloux, 1966 Photo Stock - Alamy

 

 

In queste ultime festività, giusto per cambiar spartito e anche per certo effetto covid, ho fatto altro di diverso dal mio solito, ovvero guardato anche film su dvd, blu ray o 4k fra le tante. Uno (datato 1966) che avevo già visto un paio di volte fin dalla fine degli anni ’60 e interpretato da uno dei miei attori preferiti di sempre (Steve McQueen) m’è rimasto impresso da allora.
Un film drammatico: Quelli della San Pablo.
Secondo me non del genere bellico, così catalogato da molti recensori, anche se sono visibili scontri fra militari americani e rivoluzionari cinesi.
In esso si dipanano due storie d’amore: quella tra il sottufficiale Holman (un giovane Steve McQueen) e Shirley (una altrettanto giovane Candice Bergen), un'insegnante al seguito di un missionario; quella tra il sottufficiale Frenchy (Richard Attenborough) e la bella cinese Maily che Frenchy riesce a strappare a un quasi certo destino di prostituta (grazie anche all'aiuto di Holman) e che successivamente sposa in un rito intimo quanto solitario. Tanto bello quanto suggestivo, che da quella semplice cerimonia traspare una luminosa felicità sul viso degli sposi. Al termine della stessa cerimonia intima Holman e Shirley, testimoni più che emozionati, anche loro si dichiarano amore. E non ci furono a contorno scenari di natura incontaminata: no.. Dominano la semplicità, luoghi scarni immersi in una foschia che per certi versi riveste un aspetto romantico e al tempo stesso malinconico, volti dolcissimi e occhi umidi, illuminati dalla luce dell’Amore.
La massima espressività di momenti di grande trasporto interiore fra lunghi silenzi e teneri abbracci.


Con un attore protagonista unico nella sua unicità: Amore.


Scoppia la rivoluzione del Kuomintang, la San Pablo viene circondata dai ribelli cinesi e rimane isolata per tutto l’inverno (anche per le secche del fiume). In questo periodo Holman va a visitare Frenchy che ha disertato per vivere con Maily, ma lo trova morto per una improvvisa febbre virale. Lo stesso sottufficiale viene poi aggredito da alcuni rivoluzionari che malmenano lui, rapiscono e uccidono la ragazza. Holman viene accusato dai cinesi dell'omicidio di Maily ma è difeso e scagionato dal comandante della San Pablo che fa ripartire la nave. Contravvenendo a ordini ricevuti, decide di andare a salvare il missionario Jameson e la sua insegnante Shirley nella loro missione all’interno del territorio cinese. Tragico il finale del film: la ragazza, Shirley, viene messa in salvo da Holman, però sia lui che il comandante della cannoniera americana muoiono in uno scontro a fuoco con i ribelli all’interno della missione stessa. Scene semplici, niente effetti particolari, crude se vogliamo, ma efficaci nell’eterno dualismo fra amore e, in questo caso, senso del dovere fino all’estremo sacrificio della vita. («Che accidenti è successo!» Ultima esclamazione dolorosa di un Holman morente..)

 

Ecco, fin dalla prima volta che ho visto questo bel film (a neanche 20anni), non mi sarei aspettato un finale rose e fiori ma neanche la morte dei due protagonisti avvenuta in una fredda notte primaverile.
Qualcosa di indefinito che non riesco ad immaginare, ora come allora.
D’altro canto la bellezza e la malinconia che pervadono questo film, da vicende di guerra e altre d’amore - intense quanto genuine, alcune anche commoventi nella loro semplicità, non ci si poteva probabilmente aspettare altro.

E comunque a me non è andata giù lo stesso, neanche alcune sere fa e per l’ennesima volta: sarò un inguaribile romantico? Può darsi..


Ai nostri giorni storie del genere probabilmente stonerebbero un po’, però, se ci si immedesima negli anni in cui la vicenda si è svolta (quasi un secolo fa), tutto diventa più .. lieve, soffice e gradevole per la passione che divampa e incendia l’anima e il cuore dei protagonisti. Sono le sequenze e gli ambienti che cambiano, non il fine di quel certo sentimento, “universale” nella sua infinita ed inimitabile grandiosità. Quando c’è non serve altro: troneggia un silenzio “assordante”, interrotto dal canto d’amore dei protagonisti.  

Sia che tutto avvenga in un qualsiasi deserto dell’Africa, dell’Asia o delle Americhe, che nella foresta  più intricata e pericolosa di questo mondo.


 
 
 
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Un blog di: Vince198
Data di creazione: 21/07/2006
 

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A ROS, CON AFFETTO..

"Ciao Vince carissimo! Attraverso i tuoi scritti e i tuoi pensieri si evince il tipo di persona che sei! Oltre che intelligente ed istruito, hai una personalità forte e determina. Ma sei anche gentile e discreto e sai stare al posto tuo. Esprimi le tue idee senza sopraffare gli altri argomentandole egregiamente. Mai mi sognerei di dire che sei un litigioso, infatti ho solo detto, ma amabilmente, "che belli i battibecchi di Th con Vince!". Sono stata chiara?:-)) Concordo sul tuo pensiero riguardo la parità dei diritti fra uomo e donna. E' risaputo, ad esempio, che in numero delle docenti nelle scuole medie e nelle superiori supera abbondantemente quello dei colleghi maschietti. Però, guarda caso, quando s arriva ai vertici della dirigenza, ci accorgiamo che le donne occupano mediamente il 20% di tali posti. La donna, per occupare un posto di prestigio, DEVE dimostrare di essere + brava del collega maschio. I telegiornali Rai,(e non solo) fino a una quindicina di anni fa, erano una prerogativa maschile. Poi, qualche "vertice", maschile ovviamente, ha pensato che anche una donna, poteva ricoprire tale incarico. E così è iniziata l'era de La Sorella, la Gruber e via dicendo. Mi unisco al tuo augurio, auspicando x la donna il raggiungimento pieno e paritario di tutti i diritti, indipendentemente dal suo aspetto esteriore. Ricambio un grande abbraccio x te, estensibile alla padrona Th, che ancora vaga x la sua casa, cercando di capire se dorme, o se è già desta! Ahahahahha( Scherzo Th, un bacione!)Ciaooo a tutti, Ros.. (Inviato da Ros il 20/05/08 @ 00:24 via WEB sul blog "gemme")"..


Grazie Ros, sono lusingato! Tanto ti dovevo per la tua genuina.. sincerità!
Vince