State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime. La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco, per essere uguale. Un po’ più in basso del braccio, per essere protetta. Dal lato del cuore, per essere amata.
Post n°2043 pubblicato il 08 Novembre 2025 da Vince198
Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca. Sembra che gli occhi ti sian volati via e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima emergi dalle cose, piena dell’anima mia. Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima, e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante. E stai come lamentandoti, farfalla turbante. E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge: lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio chiaro come una lampada, semplice come un anello. Sei come la notte, silenziosa e costellata. Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente. Distante e dolorosa come se fossi morta. Allora una parola, un sorriso bastano. E son felice, felice che non sia così.
(Neruda: Venti poesie d'amore e una canzone disperata, 1924)
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Come sempre un giovane Neruda, questa volta 20enne, ci regala momenti come questi intimi, incantevoli. In questo blog ne ho fatto menzione in anni precedenti eppure, ogni volta che mi capita di rileggere questi versi, una dolce emozione trasuda dalla mia mente, dalle mie mani, dalle dita che hanno qualche fremito di troppo nell'esternare quel che ho in mente nella composizione di questo post.
Quando si ama profondamente le parole diventano lentamente inudibili lasciando spazio al silenzio che manifesta la sua immensa profondità nell’anima degli amanti. Quel silenzio che, in un rapporto d’amore, si trasforma per lo più in sguardi, gesti... Tutto intorno illanguidisce: un’improvvisa “foschia” impedisce di vedere più in là, oltre il viso, gli occhi della persona amata.
Il poeta e scrittore di Parral, con questi versi quasi ci stuzzica invitandoci a considerare il silenzio simile a una via, la più semplice, per esternare sentimenti, i più profondi: in questo “habitat” l’amore manifesta tutta la sua potenza e la sua originalità, sue essenzialità che si concretizzano in sguardi, gesti eloquenti.
Queste situazioni che si vengono a creare altri non fanno che indurre gli amanti ad esplorare, in un rapporto empatico oltre l’evidente emotività che li unisce, non solo e tanto il senso di questi versi di Neruda riflessi nel proprio ambito, quanto la capacità del poeta di cogliere l’intreccio amoroso in tutto il suo splendore e, perché no, la sua malinconia. Già, malinconia … Mi torna in mente quella leopardiana (Zibaldone) … «I migliori momenti dell'amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale». Chissà, potrebbe esserci qualche assonanza con questi versi di Neruda, però il termine sventura lo trovo del tutto eccessivo, pur essendo consapevole del concetto di pessimismo del Leopardi, riferito alla fragilità della condizione umana.
In ambito personale mi viene spontaneo dire che la lontananza, ovvero un’assenza momentanea della persona del cuore, è solamente una separazione fisica, quale effetto della distanza reale. Non lo si può negare, semmai la lontananza intensifica il rapporto amplificandolo, rendendolo ancora più struggente, in qualche caso con leggére venature di dolore. Ecco, al bando - dunque - la tristezza: mi auto .. “esorcizzo” riprendendo altri versi di Neruda (sonetto 17°). La mia anima si rigenera rapidamente in un “lunghissimo volo di felicità” che, realmente, non si è mai interrotto, fino a essere consapevole del sentimento che anima la mia vita intima. Con te, piccola cara, la vita è gioia, un pieno di desideri fra i più inconfessabili. Sommessamente dico..
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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