Benvenuti!

Ape bianca ronzi, ebbra di miele, nella mia anima e ti torci in lente spirali di fumo..

 

CHARLIE CHAPLIN

Ti criticheranno sempre,
parleranno male di te
e sarà difficile che
incontri qualcuno
al quale tu possa andare
bene come sei.

Quindi vivi come credi,
fai quello che ti dice il cuore
la vita è come un'opera di teatro
che non ha prove iniziali.

Canta, ridi, balla, ama
e vivi intensamente ogni
momento della tua vita
prima che cali il sipario
e l'opera finisca senza applausi

 

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MARIA LUISA SPAZIANI


A sipario abbassato

 

 

La leggenda di Ginevra, Odorico e del fantasma

Post n°1674 pubblicato il 18 Ottobre 2019 da Vince198



Castello di Villalta - interno

 

 

Atteso che nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia, vi sono numerosissimi castelli – oltre 120 e parecchie leggende afferenti i medesimi – a chi è accaduto di visitare quello di Villalta di Fagagna, sicuramente sarà venuto a conoscenza di una leggenda, per certi versi con aspetti quasi mitologici, che lo riguarda e che costituisce la storia d’amore tra due giovani: Ginevra di Strassoldo, Odorico di Villalta (e il fantasma che li accompagna).
Ginevra
, figlia del signore di Strassoldo, sin da bambina era stata promessa in sposa a Federico di Cuccagna, un nobile legato al patriarca di Aquileia.
Il matrimonio, volto anche a unificare i rapporti fra le due famiglie, si sarebbe celebrato negli anni della gioventù dei due “promessi”.

Tuttavia, con il trascorre degli anni, i desideri di Ginevra mutarono: al predestinato ella preferì il conte Odorico di Villalta. Infatti, quando i due si conobbero durante un ballo, sbocciò un amore folle.
Ginevra di certo non voleva deludere il padre e i Cuccagna, però aveva compreso che l’amore era ben altro che non un semplice accordo fra famiglie, per di più privo di veri sentimenti. Così, non appena ne ebbe l’occasione, aprì il suo cuore al padre che di buon grado l’accontentò.

Era il 1344 quando venne celebrata nel castello di Strassoldo l’unione dei due giovani innamorati. Dopo le nozze, Odorico partì per tornare nel suo castello di Villalta, aspettando che la sua amata sposa arrivasse quanto prima per poter iniziare così un nuovo, entusiasmante ed irripetibile capitolo della loro vita. Ginevra, trepidante, preparò assieme alle sue domestiche i bagagli, organizzò il viaggio e partì anche lei per Villalta.
Ma fu lì che ricevette un’amara sorpresa: il suo promesso sposo, Federico di Cuccagna prese quel matrimonio come un affronto intollerabile. Fu così che pose sotto assedio il castello e cacciò Odorico dalla rocca. Ma non solo: desiderava riprendersi a tutti i costi la bellissima Ginevra, poiché solo a lui spettava l’amore della giovane fanciulla. Ma l’amore non è un sentimento che può esser forzato, per cui, non appena giunse al cospetto di Federico, Ginevra si tramutò in una splendida statua di marmo.

Odorico non se ne stette con le mani in mano: radunato un manipolo di cavalieri e di uomini a lui fedeli si riprese con la forza il castello. Una volta impossessatosi della  rocca e aver sconfitto il rivale Federico, trovatolo, lo uccise. Subito dopo si mise alla ricerca di Ginevra, invano.. Alla fine, ultima speme, giunse in cima a una delle torri e fu proprio lì che vide la statua di marmo. Si avvicinò lentamente e iniziò a scrutarla: era bellissima, tanto quanto la sua amata. Ben presto comprese che non vi era una semplice somiglianza tra le due: era proprio la sua Ginevra. Sconvolto e addolorato, crollò piangendo ai piedi della statua. Nel pieno del suo dolore, ecco che il freddo marmo iniziò ad animarsi e la bella fanciulla riprese le sue fattezze umane.
Ginevra e Odorico non erano mai stati così felici; ma la loro felicità non era destinata a durare in eterno. Molto presto Odorico partì per andare in guerra e Ginevra rimase ad attenderlo nelle mura del castello. Il giovane non fece mai più ritorno e all’amata non restò che attenderlo, purtroppo invano. Nelle notti di plenilunio si narra che Ginevra vaghi ancora nel castello di Villalta. 

..

Parecchi visitatori del castello di Fagagna hanno affermato di aver udito suoi disperati lamenti causati dalla perdita del suo unico e vero amore..
Suggestioni, sibili del vento fra le mura simili a lamenti?
Tutto è possibile! Posso serenamente affermare che a me non è accaduto di percepire alcunché di simile..
Tuttavia resta da dire qualcosa circa il significato di questa leggenda: sicuramente che l’amore è un qualcosa che travalica “la materia”, la vita terrena fino a trasformarsi in un’essenza spirituale.
Un amore quando è puro, profondo e unisce osmoticamente due persone, non può essere certo ostacolato da un destino crudele: vivrà sempre per lo meno in quell’immaginario che si raccorda meravigliosamente con una realtà ahimè svanita.
Ginevra di Strassoldo in questo senso ce lo ricorda e bene anche.
È probabile che nella vita di molte persone si verifichi - anche in parte - quanto predetto quando, per un’infinità di ragioni, concause e conflittualità, non si riesce a rendere quel rapporto reale, concreto, segno di una vita che raccoglie in quel gesto l’essenza della felicità, soprattutto quella interiore.

A questo punto si aprono una miriade di ricordi come di pensieri, di riflessioni e di scenari impossibili da condensare in poche parole.
Ciascuno di noi, per la propria parte, li custodirà gelosamente nella memoria del cuore..

 

 

 
 
 
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A ROS, CON AFFETTO..

"Ciao Vince carissimo! Attraverso i tuoi scritti e i tuoi pensieri si evince il tipo di persona che sei! Oltre che intelligente ed istruito, hai una personalità forte e determina. Ma sei anche gentile e discreto e sai stare al posto tuo. Esprimi le tue idee senza sopraffare gli altri argomentandole egregiamente. Mai mi sognerei di dire che sei un litigioso, infatti ho solo detto, ma amabilmente, "che belli i battibecchi di Th con Vince!". Sono stata chiara?:-)) Concordo sul tuo pensiero riguardo la parità dei diritti fra uomo e donna. E' risaputo, ad esempio, che in numero delle docenti nelle scuole medie e nelle superiori supera abbondantemente quello dei colleghi maschietti. Però, guarda caso, quando s arriva ai vertici della dirigenza, ci accorgiamo che le donne occupano mediamente il 20% di tali posti. La donna, per occupare un posto di prestigio, DEVE dimostrare di essere + brava del collega maschio. I telegiornali Rai,(e non solo) fino a una quindicina di anni fa, erano una prerogativa maschile. Poi, qualche "vertice", maschile ovviamente, ha pensato che anche una donna, poteva ricoprire tale incarico. E così è iniziata l'era de La Sorella, la Gruber e via dicendo. Mi unisco al tuo augurio, auspicando x la donna il raggiungimento pieno e paritario di tutti i diritti, indipendentemente dal suo aspetto esteriore. Ricambio un grande abbraccio x te, estensibile alla padrona Th, che ancora vaga x la sua casa, cercando di capire se dorme, o se è già desta! Ahahahahha( Scherzo Th, un bacione!)Ciaooo a tutti, Ros.. (Inviato da Ros il 20/05/08 @ 00:24 via WEB sul blog "gemme")"..


Grazie Ros, sono lusingato! Tanto ti dovevo per la tua genuina.. sincerità!
Vince
 

CIAO VIGOR..

Vigor Bovolenta
.. non ti dimenticheremo!

 

CIAO SIC..

Simoncelli
La tua vera vita non è finita, no!
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