Tanit, conosciuta da pochi anche come Biblia (da Byblos città fenicia e denominazione di Bibbia ovvero I Libri perché la traduzione letterale della parola è Papiro di cui Byblos è la città di origine del prezioso materiale cartaceo del tempo) Dal link: http://www.riflessioni.it/dizionario_religioni/religione-fenicia.htmConseguenza del frazionamento politico della Fenicia è la costituzione di pantheon cittadini. Ciascuna città provvedeva in modo autonomo al culto pubblico, aveva le proprie feste, le proprie tradizioni, le proprie divinità, in forme che potevano essere comuni ad altre metropoli, ma alle quali non si dava ovunque la stessa importanza. L’insieme delle divinità cittadine era definito da particolari espressioni, come "l’assemblea degli dèi santi di Biblo", oppure "tutta la famiglia dei figli divini". Gli dèi sono considerati come signori o re, santi, potenti, eccelsi, ed esercitano un’azione benefica nei confronti dell’uomo, della natura, della società; i fedeli si dichiarano nelle iscrizioni beneficati, favoriti, protetti dagli dèi e si qualificano come loro servitori o schiavi. Una caratteristica propria della religione fenicia è una certa "fluidità" nella definizione delle caratteristiche delle divinità. Una particolare ambiguità si riscontra ad esempio nelle figure divine femminili: Astarte, Baalat, Tanit. Il loro ruolo è in connessione con la fecondità, la prosperità, l’amore ma anche la guerra. Un altro aspetto peculiare della religione fenicia è l’attenzione rivolta a particolari luoghi, o fenomeni naturali, considerati sacri: si hanno quindi boschetti sacri, così come montagne, pietre e alberi oggetto di venerazione. Tra le divinità maschili alcune sono in connessione proprio a particolari luoghi, come Baal del Libano, che significa "signore", "padrone", del Monte Libano. Spesso santuari o altari, erano edificati presso sorgenti, fiumi o boschetti sacri. Accanto a esseri divini connessi con particolari luoghi, esistono poi divinità astrali come Baal Shamem, il "Signore del cielo", dominatore del cielo e padrone del fulmine, o il dio lunare Yarih e quello solare Shamash. Altri dèi sono invece legati ad attività umane e ai pericoli ad esse correlate, come ad esempio il dio Reshef, connesso con la folgore, la guerra e la peste, venerato soprattutto per tenere lontano i malanni che la sua stessa collera poteva causare. Chusor poi è il dio fabbro e artigiano che rivestiva un ruolo importante nella storia delle invenzioni e persino nell’origine del mondo. Ogni città, come si è detto, aveva un pantheon cittadino ai cui vertici era in genere una coppia divina: a Biblo un ruolo specifico aveva la Baalat, cioè "signora" e "sovrana" della città. La Baalat di Biblo, in linea con il forte vincolo politico-culturale che legava Biblo con l’Egitto, era raffigurata con i simboli della Hathor-Iside egiziana, con la quale fu a lungo identificata. Accanto alla dea i Greci ponevano un personaggio maschile, un Baal che identificavano con l’eroe Adone, amato da Afrodite. Sempre a Biblo troviamo Baal Addir, il "Signore potente", divinità connessa agli inferi e alla fertilità agraria. Dal link: http://arcangeliedemoni.blogspot.com/2008/06/baal.html [...] La venerazione di Baal si estese dai Canaaniti ai Fenici che erano parzialmente un popolo di agricoltori. Sia Baal che la sua sposa Ashtoreth o Astarte, che è l'equivalente della dea greca Afrodite, erano entrambi simboli fenici di fertilità. Baal, il dio sole, veniva pregato con fervore per la protezione di bestiame e messi. I sacerdoti insegnavano alla gente che Baal era apportatore di siccità, flagelli e di altre calamità. Molti diventavano pazzi al pensiero di recare dispiacere a Baal. Nei momenti di grande turbolenza venivano fatti dei sacrifici umani, in particolar modo di bambini, al grande dio Moloch. Dal momento che i Fenici erano anche degli eccellenti costruttori di navi, la religione e il culto di Baal si diffuse in tutto il mondo mediterraneo. Ai tempi di Mosè, il culto di Baal venne rinvenuto tra i Moabiti e i loro alleati Madioniti. Venne anche fatto conoscere agli Israeliti. La religione del dio Baal attecchì ampiamente tra gli antichi Israeliti e sebbene venne molte volte soppressa, essa non lo fu mai in modo permanente. il dio veniva adorato dai capi e da altre autorità delle dieci tribù bibliche. Il popolo venerava con fervore questa divinità solare da cui dipendeva la prosperità e la fertilità delle proprie messi e del proprio bestiame. L'immagine del nume veniva eretta in molti edifici. Al suo culto aderirono numerosi sacerdoti e varie categorie di devoti. Nel corso delle cerimonie rituali veniva bruciato dell'incenso e venivano fatte delle offerte sacrificali, a volte di vittime umane. I sacerdoti officianti danzavano intorno agli altari, cantavano freneticamente e si tagliavano con dei coltelli per attirare l'attenzione e la compassione del dio. [...]BAAL è una divinità della
mitologia fenicia, figura centrale della religiosità dell'antica
Ugarit. Per i
Cananei dell'
Antico Testamento il nome era sinonimo di
dio, e solamente intorno al
XIV secolo a.C. passò a indicare il maggiore degli dèi e il signore dell'universo. Secondo il mito la sua residenza era il monte Casio, antico Sapanu, ed era il tradizionale dio semitico della
tempesta, a cui corrispondevano anche il controllo della fertilità e della fecondità. Nella
mitologia greca Baal veniva associato al nome di
Kronos, poi
SaturnoRomani. dai [---]A Cartagine e in Nord Africa Ba’al Ammone è associato anche all'ariete ed è venerato come Ba’al Qarnayn ("Il dio dalle due corna") in un santuario all'aperto a Jebel Bu Kornein ("la collina dalle due corna"), che si affaccia sulla baia di Cartagine. La controparte femminile di Ba'al Ammone è
Tanit. Probabilmente non fu mai identificato con Ba'al Melqart, anche se si può trovare questa corrispondenza in alcuni studiosi più antichi.
Ba’alat Gebal ("La Signora di Biblos") sembra essere assimilabile con 'Ashtart' anche se
Sanchuniathon fa una distinzione fra le due divinità. [.....]