l'idea dell'amore

Il nipotino rispose


Tu hai un amico disgraziato. Di quelli che stanno a guardare, per dirla con Montale. Ma, che, ogni tanto, si prende la briga di fingersi un gran intellettuale. Che, spesso, viene preso sul serio da ignari avventori.1) Potrei dire che visto che la carne è debole, per forza cede subito. Ma, a parte questo, dove mettiamo la volontà? Perché, se definiamo spirito, "ciò che assomiglia a ciò che è divino", per dirla con Platone, e carne-corpo come "ciò che assomiglia a ciò che è umano", c'è qualcosa che non quadra. O lo spirito è tutto di lassù e non ha influenza sul mondo di quaggiù, oppure ci deve essere qualcosa che li lega. La volontà? E se fosse proprio lei a farli oscillare, dato che per loro natura non sono che totalmente distanti? Il problema è che non sappiamo da dove origini la volontà. O meglio, alcuni hanno provato a dirlo, ma la volontà non ci sta, non si de-finisce. E allora, talora "cede", talora no. E se vince sempre la carne, beh,o lo si vuole, o la carne non vince. Non del tutto, almeno.2) Se la casalinga vuole essere sciatta coi capelli ispidi, pure lei vuole apparire. Mica è detto che l'apparenza vuol dire solo essere belli! C'è anche chi nega l'apparenza rendendosi brutto, cadendo in contraddizione. Se, infatti, ci si premura di non occuparsi dell'apparenza, allora lo si deve fare su tutti i fronti. La dicotomia essere-apparire non è assoluta come ci fanno credere. L'essere, per manifestarsi, deve in primai istanza apparire. E' il comprendere in quali modi si manifesti che fa la differenza. Non è il fatto di essere antiestetici che denota la profondità di una persona, ma come, in realtà, si occupi della faccenda. Intendiamo, solitamente, una persona superficiale chi fa tutto per mostrarsi diversa da quella che è. Bella o brutta. Per avere un po' di spessore, basta essere sé stessi. Si può essere "apparendo"? Certo, se non si appare non si è. Basta assecondare l'essere, e non osargli violenza.3) La rana e lo scorpione. La nostra natura? Mi piacerebbe davvero conoscerla. Per forza non riusciamo a cambiarla, non la conosciamo! E se anche la conoscessimo, risulterebbe qualcosa di molto più grande di noi. Un signore greco diceva sempre a tutti quelli che incontrava "conosci te stesso". Mica facile. Ma, a dire il vero, un altro signore, uno di quelli che ha cambiato la storia (se non altro, dal punto di vista del metodo di conteggio degli anni) disse "siate perfetti". Nessuno ci impone di cambiare. Ma lo sforzo di provarci, questo conta. Troppo facile arrendersi.