RADIO REBELDE

ANIMA E CUORE


Periodaccio per la voglia di scrivere. Nessun pensiero intelligente, niente di che, sto regrendo ad una anafase mitotica preoccupante. Di ritorno dalle vacanze subito immerso nel casino dell'Università... lavoro, lavoro, lavoro. Per fortuna ci sono sempre alcune valvole di sfogo, o diversivi che dir si voglia, come gli stupidi cortometaggi che faccio e la lettura di ottimi articoli come quelli di Noam Chomsky  e Udo Gumpel che non mancano mai di rimarcare come la Democrazia italiana sia una delle più ridicole in assoluto e di come gli Italiani si stiano totalmente assuefacendo alla mancanza di capacità del nostro corpo rappresentativo, proprio come se fosse una cosa normale. Ed io mi chiedo: ma l'Italiano di oggi è lo stesso di 70 anni fa? Forse sì, forse fa parte di quello stesso gregge che teme la voce del padrone, esattamente come un cane ammaestrato (non sono parole mie, è solo roba di stampa internazionale) che non sa più quello che vuole ma sono gli altri a proporgli ciò che credono sia una sua necessità impellente. Non ci sono necessità, ci sono idee, ci sono parole e ci sono fatti. Le prime latitano di fronte a vecchie proposte, vecchi regimi; le seconde sono quelle di sempre, fatte di promesse, di demagogia e di "ci vuole solo il bastone per gli Italiani"; in ultimo ci sono i fatti, e quelli parlano chiaro. Torniamo indietro, rinunciamo alle nostre libertà mentre crediamo che le nostre possibilità si allarghino perchè in mano abbiamo un nuovo telefonino, perchè siamo schiavi di illusioni che cerchiamo di stringere in mano ma che in realtà non esistono e non appagano se non gli stupidi.