Day_after_day

Post N° 109


Labbra di cioccolata. Oggi ultimo giorno di lavoro, almeno per quest’anno. E poi si riprende mercoledi 2 gennaio.Ieri  sera sono andato ad un happy hour con gli amici. Mentre ci bevevamo qualcosa di forte ed organizzavamo per il capodanno, ecco che entra Aldo e ha la faccia di uno spettro. Si siede e per qualche minuto non parla. Poi di punto in bianco spara: “sono tornato single. Lei mi ha lasciato”.Improvviso irrompe il silenzio. E anche dentro me. Non so davvero che dire. In altri tempi avrei fatto un fischio alla cameriera e gliel’avrei presentato. O avrei fatto qualche altro numero dei miei per distrarlo. E sicuramente  gli avrei detto che “chiodo scaccia chiodo” funziona, come ho sempre detto a tutti. Ma ieri non sapevo davvero che cavolo dirgli. E mi metto per un attimo nei suoi panni. Con lei che mi lascia. Rifiuto subito l’idea. Non ci riesco nemmeno a pensare. In questo momento non riesco a vederla con nessuno altro che me. E mi preoccupa la mia reazione. Mi preoccupa capire che se in passato alla fine di una storia altrui reagivo dicendo: “dai che in fondo ne trovi una migliore”, e offrivo una birra al lasciato, io oggi non so che dire al mio amico. Quello che mi preoccupa è capire che se in passato la fine di una storia, anche mia, mi toccava relativamente e spesso era anzi una benedizione che mi faceva tornare libero e uccel di bosco, oggi invece mi spiazza. E solo l’idea di pensare che la mia storia con lei possa finire, di pensarlo adesso che è così bella e che sto vivendola così intensamente, mi inquieta e non poco.Penso che questa storia io l’ho voluta con tutto me stesso. L’ho voluta quando ancora per lei ero solo un conoscente virtuale che commentava sugli stessi blog su cui andava. L’ho inseguita virtualmente per mesi e più lei si negava più la volevo.E quando ho saputo che dopo un anno e mezzo di latitanza il suo ex era tornato a cercarla, ho avuto paura per la prima volta. Una paura irrazionale: che qualcuno mi portasse via una donna che nemmeno era mia e forse non avrebbe mai voluto esserlo.In quel momento ho capito che se facevo tutte ste cretinate per una donna era perché questa donna aveva un qualcosa di speciale. E che fosse speciale l’ho capito quando, dopo mesi che avevo desiderata,  l’ho baciata per la prima volta e già da quel bacio lei mi ha fatto capire che voleva essere Mia e che sarebbe stata solo MiaE ripensando adesso ai primi tempi della nostra storia, ricordo le pazzie che ho fatto per lei: il partire da Milano di sera in moto e spararmi una 50ina di km per andarle a fare la punta davanti alla palestra, o per andarla a cercare in un centro commerciale affollato sperando di trovarla, o andarla a rapire dove lavora per caricarla sulla moto e portarmela a casa in piena notte. “E allora perché cazzo sto qui?” Mi sono chiesto improvvisamente ieri seraA sentire Aldo che piange sul latte versato? A sentire quelli che gli dicono: “te lo avevamo detto che sarebbe finita così con quella” o “dai che ti passa”?No. Ho preso in disparte Aldo e ho fatto due parole con lui. Niente di che. Solo due parole. Per dirgli che l’avrei chiamato l’indomani con calma. E poi ho salutato tutti e me ne sono andato. Sono salito sulla black e le ho detto di portami da lei. Solo un pazzo parte alle 23 di sera per farsi 50 km in moto col freddo che ti entra nelle ossa, per andare ad aspettare la sua donna all’uscita di dove lavora.  Ma un po’ di sana pazzia non guasta e mi fa stare bene farla per lei. E poi voglio regalarle una sorpresa.Regalarle un’ora di me e prendermi un’ora di lei. Magari dentro un bar vicino a un termosifone per prenderci solo il caffè. Ma che importa?Sono sicuro che lei sarà felice di vedermi e di vedermi sbucare all’improvviso di fronte ai suoi occhi.E a me basta vederla e vederla sorridere, stupita del mio arrivo.Mi sono chiesto tante volte dove questa storia con lei mi avrebbe portato e non mi sono mai dato una risposta. Ora la risposta ce l’ho. Voglio che questa storia viva. Che viva il più possible, senza osare domandarmi  quanto sia lungo questo “più possibile”. Voglio che questa storia non ingrigisca nell’abitudine.Non si cristallizzi in rituali già studiati a tavolino che sono orrendi come i cibi precotti. Non voglio fare come quelli che arrivano a usare “ti amo”al posto di “ciao”. Voglio che lei l’amore lo senta sulla pelle e dentro il cuore. Che lo legga nei miei occhi, che lo senta dal mio corpo che gode di lei e con lei. Cazzo se faceva freddo ieri sera. Arrivo dove lavora poco prima di mezzanotte e aspetto che esca. Di sera spesso lei dà lezioni di diritto ad un gruppo di studentesse universitarie che durante il giorno lavorano e la sera studiano dividendosi il costo delle ripetizioni. La vedo uscire dalla loro casa. Ha un cappotto lungo nero da cui spuntano solo gli stivali. Mentre si avvia all’auto io l’abbaglio coi fari della black. Lei ignora il segnale e continua ad andare per la sua strada allungando il passo. Allora aziono il clacson. E lei mi impreca dietro qualcosa che sicuramente deve essere stato un vaffa. “Ehi bionda, co sto freddo bestiale ho il cuore congelato. Ti andrebbe di venirti a fare una cioccolata calda con me?”, le urlo.Allora sì che riconosce la mia voce e soprattutto il mio linguaggio raffinato (ahahah) e dice: “noooo, non posso crederci”.Dio che bella mentre mi corre incontro e butta a terra i suoi libri per abbracciarmi.Sono davvero infreddolito ma i suoi baci hanno il potere di scaldarmi subito.Mi prende sotto braccio e a piedi ci avviamo verso il più vicino bar. Mentre lei non smette di stringere la mia vita con la sua mano. E io con la mia non smetto di darle qualche palpatina. Avrei gradito una birra, ma lei ordina due cioccolate. Non che io vada matto per i dolci e infatti la mia la fa fare extrafondente e senza zucchero.Seduti al tavolino di un qualunque bar, in una sera qualsiasi, davanti a una semplice cioccolata calda. Eppure tutta questa semplicità era speciale. Sapeva di buono, come lei, che ha il sapore delle cose semplici.Sapeva di tenero tutto questo e non servivano nemmeno le parole, bastavano i nostri sguardi.Mi torna in mente Aldo per un istante e mi chiedo se avrà l’occasione di fare pace con la sua lei, se forse si è mai seduto ad un tavolino di un bar qualsiasi a bere cioccolata calda con la sua donna. Lei si accorge che mi sono distratto un attimo, mi chiede spiegazioni e gli racconto la cosa. Lei mi ascolta e mentre parlo punta i suoi occhi neri dritti nei miei e mi fa capire che io non sono Aldo, che lei non è la donna di Aldo.Non mi servono altre parole. Solo i suoi occhi e quella sua mano che stringe la mia. E i suoi baci che sanno di cioccolatoPoi rompe la tensione sporcandomi di cioccolata il naso. E io reagisco con una porcata. Infilo il dito medio nella mia cioccolata e lo porto alla sua bocca. E lei succhia il dito. E li già sono fuori di giri. Ha il potere passare dalla tenerezza più assoluta alla passione più estrema. E già mi sta eccitando. Che stronzetta. E continua, sa che mi piace la cosa ma che non posso reagire e saltarle addosso perché c’è un sacco di gente. Ma appena fuori la spingo contro il muro e la bacio con foga. L’eccitazione è all’estremo ma lei la spezza. Del resto sa che di li a poco me ne devo tornare a casa e non è il caso che mi infoi  più di tanto. Per tornare alla moto mi fa passare per un’altra strada e ad un tratto si ferma e mi fa sedere su una panchina. E ride. Ride di gusto. Ride a crepapelle. E io non capisco. Ma sorrido con lei, perché le sue risate sono contagiose. Poi il fischio di un treno mi ricorda qualcosa…quel nostro primo incontro, vicino dove lei lavora. Su una panchina. E capisco che sono seduto sulla panchina dove l’ho baciata la prima volta e la tiro a me rividendo per un attimo nella mente quel giorno. Solo che allora avevo una fottuta paura di prendermi uno schiaffo se l’avessi baciata, mentre adesso quel bacio me lo rubo e non è un furto, perché lei si lascia baciare. Eccome se si lascia baciare. La siedo sopra di me, slaccio la cerniera dei miei jeans. Poi  le apro il cappotto e le sollevo la gonna lunga. Ridacchio perché ha i collant invece che le autoreggenti e lei si incazza dicendo che fa troppo freddo per le autoreggenti e poi non aveva in previsione di essere denudata. Le chiedo solo se le collant sono costose e lei dice di no. Anche se mi avesse detto che lo erano non sarebbe cambiato nulla. Le apro al cavallo con tutta la forza che le mie mani hanno e arrivo al suo paradiso.La sua espressione è oscenamente invitante e io raccolgo il suo invito. Entro in lei piano. Godendomi quella sensazione inebriante di sentire fuori un freddo cane e dentro un fuoco che mi divora. Il suo ventre si contrae  e si rilassa in sincrono coi movimenti dei miei addominali. Fitte di piacere nella mente. Due corpi che si vogliono e che impazziscono di piacere sulla panchina di quel primo bacio. Quella panchina che ci ha visti un’altra volta, che mi ha visto baciarla ancora, sulle sue labbra che sanno di cioccolata.Quando mi accompagna alla moto e mi dice di andare piano e io prima di abbassare il casco e partire le dico: “e se ti rapissi tre giorni che faresti? Mi denunceresti per sequestro di persona?”“Dipende da dove mi porti e dipende se sai soddisfarmi in questi tre giorni”,risponde lei. Ma i suoi occhi lucidi mi dicono che il mio invito l'ha sopresa. Piacevolmente.Che stronzetta che è. La guardo. Sorride. Il suo sorriso mi scalda ancora.Le dico che la porto a passare il Capodanno in montagna. Con un gruppo di amici infatti abbiamo affittato per tre mesi un appartamento per andare a sciare. È un appartamento grande e ci sono ben 4 camere da letto.  Ci dovremo un po’ stringere in questi tre giorni, nonostante la grandezza dell’appartamento, perchè siamo in tanti. Il capodanno lo voglio passare nel casino, con gli amici e voglio anche lei. Voglio soprattutto lei. Per iniziare con lei un nuovo anno. Per chiudere questo che se ne va, e che se anche non era iniziato nel migliore dei modi, è finito in modo meraviglioso. Perché la mia vita ha incrociato la sua.“Ti passo a prendere nella tarda mattinata del 30. Fatti trovare pronta”, le dico. Poi  abbasso l’x lite, do gas alla black e parto, con addosso il suo odore e in bocca il sapore della sue labbra al cioccolato.