Sulle ali del Mio vento Il suo viso tra le mie mani. Le mie labbra sulle sue.Un bacio appassionato per sentirla mia e fermare il tempo che vola e me la vuole portare via.Poi il fischio del capotreno e lei che si stacca da me a fatica.Un distacco lacerante di carni che fino a poco fa erano una carne solaPorto un dito sulle mie labbra, per cercare ancora su di esse quella bocca che non c’è più, e con quel dito le lancio sorridendo un ultimo bacio, mente lei mi saluta dal finestrino di un treno che sta già allontanandosi. Corro ancora un po’ sul marciapiede, destando la curiosità dei passanti, ma non mi importa. La voglio seguire e vedere ancora per qualche secondo. E ne vale la pena, perché lei mi regala un altro bacio e un altro sorriso.Poi allaccio il giubbotto, rimetto l’ x-lite e salgo sulla black prendendo la strada dell’ufficio.Il vento si infila sotto il giubbotto, vuole accarezzare la mia pelle, che fino a poche ore prima era lei a toccare. E non è la stessa carezza. Il vento mi da la sensazione di energia e vigore. Lei mi dà sensasioni di libertà e felicità.Lascio però che il vento mi trasportiVolo sulle ali del vento, e ripenso a questo week end, in cui ho volato sulle ali del suo corpo, tra le sue colline di piacere sconfinato.Quel corpo che sa trasportarmi oltre il tempo e lo spazio. Che sa farmi dimenticare perfino il mio nome. Che mi danna e mi salva, che mi trascina nell’abisso e poi mi porta in paradiso. Che mi rende animale selvaggio bramoso del suo corpo e poi amante tenero e appassionato.Sabato quando è arrivata da me mi ha dato appena il tempo di sorriderle e di dirle “ciao, benvenuta” che già i suoi occhi mi invitavano nel mondo dell’eros. E in quel mondo sono volato. Un volo senza pilota, un volo senza biglietti da pagare.Un volo per un viaggio indimenticabile di sesso e amore.La bacio, la guardo, la tocco, la respiro, la lecco, la assaggio.Profuma di frutti di bosco, di semplicità e passione.Torno a baciarla, a toccarla a respirarla ad assaggiarla.E stavolta la divoro.Voglio sentila miaEd entro in leiÈ mia. Mia.Miei sono i suoi pensieri, il suo corpo, i suoi sorrisi, le sue mani, i suoi occhi, i suoi baci, le sue grida di piacere, i suoi umoriIl suo ansimare di piacere è come il sibilo del vento. E spio quel vento, che la travolge fino a diventare impeto; tempesta di piacere che agita e fa fremere il suo corpo Mentre ascolto quel piacere di femmina e la sua voce che urla il mio nome, un uragano di eccitazione invade anche me. Fino a farmi esplodere dentro di lei, finchè la sua furia si placa, rallenta il suo respiro e lei diventa brezza leggera.Lei, il Mio vento.Voglio ancora viaggiare nel ventoE da esso mi lascio trasportare, lasciandolo padrone del mio corpo e lasciandolo entrare nel mio cervello, finchè anche io divento vento.Non avrei mai voluto alzarmi da quel letto sabato pomeriggio. Ma avevo invitato un casino di amici a cena, giusto per far contento mio fratello che, costretto a letto da una spalla rotta, voleva avere un po’ di gente intorno. E così abbiamo organizzato una cena dai miei, che tanto sono ancora in vacanza per qualche giorno. Del resto quando i gatti non ci sono i topi ballano.Considerato che Tutankhamon non può muoversi e che io il massimo che so cucinare sono i 4 salti in padella, alla cucina hanno pensato il mio amore e la ragazza di mio fratello, che gli faceva più che altro solo da testimone.Alla fine della serata, in cui tutti abbiamo mangiato come budelli pizze e focacce di ogni genere (dio come cucina bene il mio tesoro!), era quasi difficile riuscire a contare tutte le bottiglie vuote di becks e leffe che c’erano sul pavimento del salone.Tutankhamon ha avuto la sua serata. E noi gliel’abbiamo regalata.Poi a mezzanotte ce ne siamo tornati a casa. Mio fratello ci ha sfoderato uno dei suoi sorrisi migliori per ringraziarci di averlo festeggiato, mentre io facevo promettere alla sua ragazza che l’indomani il salone doveva tornare ad essere abitabile e non restassero tracce né di fumo né di alcool nell’arco di un km.Mentre la black ci riportava a casa le ho detto che se era stanca per aver cucinato troppo poteva anche dormire e rinunciare a una notte di seso col suo riccio. Ma in realtà la mia era una domanda retorica.Lei mi ha guardato come se fossi un alieno e si è messa a ridere. Sapeva bene che se anche le avessi promesso di lasciarla dormire, poi, avendola accanto, non avrei resistito a lungo senza desiderare il suo corpo. Mi conosce troppo bene e sa che mi piace troppo il sesso con lei.Le sue mani calde che si insinuavano sotto la mia camicia per cercare di scaldarsi si muovevano sinuose sul mio torace, dandomi brividi più intensi e ben più stimolanti di quelli che mi regalava l’aria fredda. Quelle mani parlavano il linguaggio della passione e mi dicevano che lei mi voleva e non avrebbe rinunciato per niente al mondo a scopare con me.E quelle mani mi hanno parlato tutta la notte. Le sue mani, la sua bocca, il suo corpo e il suo sesso mi hanno fatto volare nel vento.Il traffico di questo lunedi mattina mi riportà alla realtà. Lei se n’è appena andata a io devo correre al lavoro. La black si infila tra un’auto e l’altra cercando di farsi spazio tra i veicoli che intasano la tangenziale in questo grigio giorno d’inverno. Il vento continua ancora a cercare di intrufolarsi dentro il mio giubbotto e la mia mente continua a pensare al Mio vento.Il mio vento! Come mi piace chiamare così la mia donna!Il mio vento che ieri sera soffiava ancora impetuoso e instancabile.Dopo una domenica trascorsa in parte a letto e in parte in giro con gli amici, ho deciso di declinare ogni tipo di invito serale (pizzeria e bowling) perché avevo voglia di stare solo con lei. Salendo in casa le dico: “ricordi lo strip che mi hai fatto qualche mese fa, dopo avermi fatto sedere su una sedia ed avermi ammanettato al termosifnone? Ecco, stasera sarò io a farti uno strip.”Sorride come se l’idea le piaccia e quando entriamo in casa la mia stronzetta si siede proprio su quella sedia vicina al termosifone, quella del famoso suo strip, e mi guarda con aria di sfida. Sfida che io raccolgo subito. Prendo le manette dal cassetto e la blocco al termosifone con la mani dietro la schiena, lasciandola ammutolita per la sorpresa.Non ho mai fatto uno strip in vita mia e a ripensarci adesso mi fa sentire come candidato ideale per un TSO. Ma l’eccitazione che la mia donna mi dà mi fa pedere la testa. E mi sono spogliato per lei, parodiando il peggiore Full Mounty. Faccio partire “That's the way of the world” e comincio a slacciare la camicia bianca. Lei sorride ma quando lo strip è ormai concluso e avvicino il mio sesso alla sua bocca, i suoi occhi mi supplicano di lasciarla succhiare. Ma sono un bastardo. Mi do e mi nego. Mi piace vederla agitare sulla sedia. È un cavallo indomito. Selvaggio e bellissimo. Mi piace leggere la passione sul viso della mia donna.E quando vedo il suo viso trasfigurato dalla voglia e la sento dire che il mio strip l’ha eccitata, la lascio baciarmi, leccarmi, succhiarmi.E volo nel vento. Un vento di passione che mi sta bruciando la carne finchè una folata del mio vento inonda la sua bocca infuocata.Allora la slego e la distendo sul tappeto, delicatamente, come se tra le mani avessi un fiore.E con dolcezza la mia bocca percorre ogni cm del suo corpo. Parto dalla sua fronte e scendo baciarle le guance, le labbra, le orecchie, il collo e poi i seni e i fianchi e l’ombelico e il sesso. Poi scendo ancora, a baciare le sue cosce fino ai suoi piedi. Poi risalgo. I miei baci sono piccoli e continui. Ii mie movimenti sono lenti, morbidi come la carezza di una brezza leggera.Quel dolce supplizio acuisce la sua voglia già allo spasimo. Sa che non lo smetterò finchè non sarà lei a porvi fine dimostrandomi che mi vuole, che mi desidera con tutta se stessa.E lei ci riesce benissimo. Si sottrare alla mia bocca e alle mie mani e sfugge dalla mia presa. E adesso è lei sopra di me. Cerca lei il mio corpo. Cerca lei la mia carne. La bacia tutta. Non dolcemente come ho fatto io, ma voracemente, assatanata di piacere.Le sollevo il bacino ed entro in lei, lasciando che mi cavalchi. È fantastico sentirla godere una volta dopo l’altra, sopra di me, mentre io contemplo il Piacere personificarsi sul suo visoE la brezza diventa tempesta. Una tempesta che solo stamattina si è placata. Ora sono vento e stradaE incomincia un nuovo giorno,con il culo sulla black e il cuore sulle ali del Mio vento.Buon inizio di settimana a tutti.
Post N° 134
Sulle ali del Mio vento Il suo viso tra le mie mani. Le mie labbra sulle sue.Un bacio appassionato per sentirla mia e fermare il tempo che vola e me la vuole portare via.Poi il fischio del capotreno e lei che si stacca da me a fatica.Un distacco lacerante di carni che fino a poco fa erano una carne solaPorto un dito sulle mie labbra, per cercare ancora su di esse quella bocca che non c’è più, e con quel dito le lancio sorridendo un ultimo bacio, mente lei mi saluta dal finestrino di un treno che sta già allontanandosi. Corro ancora un po’ sul marciapiede, destando la curiosità dei passanti, ma non mi importa. La voglio seguire e vedere ancora per qualche secondo. E ne vale la pena, perché lei mi regala un altro bacio e un altro sorriso.Poi allaccio il giubbotto, rimetto l’ x-lite e salgo sulla black prendendo la strada dell’ufficio.Il vento si infila sotto il giubbotto, vuole accarezzare la mia pelle, che fino a poche ore prima era lei a toccare. E non è la stessa carezza. Il vento mi da la sensazione di energia e vigore. Lei mi dà sensasioni di libertà e felicità.Lascio però che il vento mi trasportiVolo sulle ali del vento, e ripenso a questo week end, in cui ho volato sulle ali del suo corpo, tra le sue colline di piacere sconfinato.Quel corpo che sa trasportarmi oltre il tempo e lo spazio. Che sa farmi dimenticare perfino il mio nome. Che mi danna e mi salva, che mi trascina nell’abisso e poi mi porta in paradiso. Che mi rende animale selvaggio bramoso del suo corpo e poi amante tenero e appassionato.Sabato quando è arrivata da me mi ha dato appena il tempo di sorriderle e di dirle “ciao, benvenuta” che già i suoi occhi mi invitavano nel mondo dell’eros. E in quel mondo sono volato. Un volo senza pilota, un volo senza biglietti da pagare.Un volo per un viaggio indimenticabile di sesso e amore.La bacio, la guardo, la tocco, la respiro, la lecco, la assaggio.Profuma di frutti di bosco, di semplicità e passione.Torno a baciarla, a toccarla a respirarla ad assaggiarla.E stavolta la divoro.Voglio sentila miaEd entro in leiÈ mia. Mia.Miei sono i suoi pensieri, il suo corpo, i suoi sorrisi, le sue mani, i suoi occhi, i suoi baci, le sue grida di piacere, i suoi umoriIl suo ansimare di piacere è come il sibilo del vento. E spio quel vento, che la travolge fino a diventare impeto; tempesta di piacere che agita e fa fremere il suo corpo Mentre ascolto quel piacere di femmina e la sua voce che urla il mio nome, un uragano di eccitazione invade anche me. Fino a farmi esplodere dentro di lei, finchè la sua furia si placa, rallenta il suo respiro e lei diventa brezza leggera.Lei, il Mio vento.Voglio ancora viaggiare nel ventoE da esso mi lascio trasportare, lasciandolo padrone del mio corpo e lasciandolo entrare nel mio cervello, finchè anche io divento vento.Non avrei mai voluto alzarmi da quel letto sabato pomeriggio. Ma avevo invitato un casino di amici a cena, giusto per far contento mio fratello che, costretto a letto da una spalla rotta, voleva avere un po’ di gente intorno. E così abbiamo organizzato una cena dai miei, che tanto sono ancora in vacanza per qualche giorno. Del resto quando i gatti non ci sono i topi ballano.Considerato che Tutankhamon non può muoversi e che io il massimo che so cucinare sono i 4 salti in padella, alla cucina hanno pensato il mio amore e la ragazza di mio fratello, che gli faceva più che altro solo da testimone.Alla fine della serata, in cui tutti abbiamo mangiato come budelli pizze e focacce di ogni genere (dio come cucina bene il mio tesoro!), era quasi difficile riuscire a contare tutte le bottiglie vuote di becks e leffe che c’erano sul pavimento del salone.Tutankhamon ha avuto la sua serata. E noi gliel’abbiamo regalata.Poi a mezzanotte ce ne siamo tornati a casa. Mio fratello ci ha sfoderato uno dei suoi sorrisi migliori per ringraziarci di averlo festeggiato, mentre io facevo promettere alla sua ragazza che l’indomani il salone doveva tornare ad essere abitabile e non restassero tracce né di fumo né di alcool nell’arco di un km.Mentre la black ci riportava a casa le ho detto che se era stanca per aver cucinato troppo poteva anche dormire e rinunciare a una notte di seso col suo riccio. Ma in realtà la mia era una domanda retorica.Lei mi ha guardato come se fossi un alieno e si è messa a ridere. Sapeva bene che se anche le avessi promesso di lasciarla dormire, poi, avendola accanto, non avrei resistito a lungo senza desiderare il suo corpo. Mi conosce troppo bene e sa che mi piace troppo il sesso con lei.Le sue mani calde che si insinuavano sotto la mia camicia per cercare di scaldarsi si muovevano sinuose sul mio torace, dandomi brividi più intensi e ben più stimolanti di quelli che mi regalava l’aria fredda. Quelle mani parlavano il linguaggio della passione e mi dicevano che lei mi voleva e non avrebbe rinunciato per niente al mondo a scopare con me.E quelle mani mi hanno parlato tutta la notte. Le sue mani, la sua bocca, il suo corpo e il suo sesso mi hanno fatto volare nel vento.Il traffico di questo lunedi mattina mi riportà alla realtà. Lei se n’è appena andata a io devo correre al lavoro. La black si infila tra un’auto e l’altra cercando di farsi spazio tra i veicoli che intasano la tangenziale in questo grigio giorno d’inverno. Il vento continua ancora a cercare di intrufolarsi dentro il mio giubbotto e la mia mente continua a pensare al Mio vento.Il mio vento! Come mi piace chiamare così la mia donna!Il mio vento che ieri sera soffiava ancora impetuoso e instancabile.Dopo una domenica trascorsa in parte a letto e in parte in giro con gli amici, ho deciso di declinare ogni tipo di invito serale (pizzeria e bowling) perché avevo voglia di stare solo con lei. Salendo in casa le dico: “ricordi lo strip che mi hai fatto qualche mese fa, dopo avermi fatto sedere su una sedia ed avermi ammanettato al termosifnone? Ecco, stasera sarò io a farti uno strip.”Sorride come se l’idea le piaccia e quando entriamo in casa la mia stronzetta si siede proprio su quella sedia vicina al termosifone, quella del famoso suo strip, e mi guarda con aria di sfida. Sfida che io raccolgo subito. Prendo le manette dal cassetto e la blocco al termosifone con la mani dietro la schiena, lasciandola ammutolita per la sorpresa.Non ho mai fatto uno strip in vita mia e a ripensarci adesso mi fa sentire come candidato ideale per un TSO. Ma l’eccitazione che la mia donna mi dà mi fa pedere la testa. E mi sono spogliato per lei, parodiando il peggiore Full Mounty. Faccio partire “That's the way of the world” e comincio a slacciare la camicia bianca. Lei sorride ma quando lo strip è ormai concluso e avvicino il mio sesso alla sua bocca, i suoi occhi mi supplicano di lasciarla succhiare. Ma sono un bastardo. Mi do e mi nego. Mi piace vederla agitare sulla sedia. È un cavallo indomito. Selvaggio e bellissimo. Mi piace leggere la passione sul viso della mia donna.E quando vedo il suo viso trasfigurato dalla voglia e la sento dire che il mio strip l’ha eccitata, la lascio baciarmi, leccarmi, succhiarmi.E volo nel vento. Un vento di passione che mi sta bruciando la carne finchè una folata del mio vento inonda la sua bocca infuocata.Allora la slego e la distendo sul tappeto, delicatamente, come se tra le mani avessi un fiore.E con dolcezza la mia bocca percorre ogni cm del suo corpo. Parto dalla sua fronte e scendo baciarle le guance, le labbra, le orecchie, il collo e poi i seni e i fianchi e l’ombelico e il sesso. Poi scendo ancora, a baciare le sue cosce fino ai suoi piedi. Poi risalgo. I miei baci sono piccoli e continui. Ii mie movimenti sono lenti, morbidi come la carezza di una brezza leggera.Quel dolce supplizio acuisce la sua voglia già allo spasimo. Sa che non lo smetterò finchè non sarà lei a porvi fine dimostrandomi che mi vuole, che mi desidera con tutta se stessa.E lei ci riesce benissimo. Si sottrare alla mia bocca e alle mie mani e sfugge dalla mia presa. E adesso è lei sopra di me. Cerca lei il mio corpo. Cerca lei la mia carne. La bacia tutta. Non dolcemente come ho fatto io, ma voracemente, assatanata di piacere.Le sollevo il bacino ed entro in lei, lasciando che mi cavalchi. È fantastico sentirla godere una volta dopo l’altra, sopra di me, mentre io contemplo il Piacere personificarsi sul suo visoE la brezza diventa tempesta. Una tempesta che solo stamattina si è placata. Ora sono vento e stradaE incomincia un nuovo giorno,con il culo sulla black e il cuore sulle ali del Mio vento.Buon inizio di settimana a tutti.