Notte aspra e dolce, bastarda e pazza.Se dovessi usare degli aggettivi per definire la notte appena trascorsa, direi che è è stata aspra e dolce, come lei, e bastarda e pazza, come me. Ieri pomeriggio lei era miele. Ho lavorato tutto il giorno e per tutto il giorno ci siamo sentiti. Era allegra, dolcissima. Abbiamo parlato e scherzato per tutto il pomeriggio anche via sms. Non so, aveva un non so che nel suo parlare che mi rendeva felice. Avrei voluto dirle di vederci la sera, ma so che aveva da fare e non gliel'ho chiesto, anche perchè se lo avessi fatto lei avrebbe mollato tutto e sarebbe corsa da me trascurando le tante cose che ha da fare.Quando sono arrivate le 18,30 ed ho smesso di lavorare le ho detto che sarei passato un attimo da mio fratello e poi sarei andato a casa mia, perchè ero stanco per uscire con gli amici. "Fai presto", mi dice lei. E per un attimo mi sono immaginato quanto sarebbe stato bello trovarla al mio rientro. Ma sapevo che non era così. Le ho quindi chiesto di farmi uno squillo verso le 19.30, ora in cui sarei stato a casa, e l'avrei richiamata.Quando sono stato da mio fratello gli amici hanno cominciato a messaggiarmi. Volevano che andassi con loro ad un happy hour. Così mi sono fatto la doccia da Ale senza nemmeno passare da casa ed ho raggiunto la compagnia.Come al solito arrivato al pub li ho trovati già al cazzeggio e in fase di pre rimorchio con occhiate ai tavoli circostanti.Verso le 21,30 mi chiama lei e mi chiede come mai non sono andato a casa. Sento la sua voce diversa da come era nel pomeriggio. Oggi era allegra. Adesso sembra quasi triste. Orami la conosco la mia donna.Mi chiede anche quando rientrerò a casa. Sa bene che quando sto fuori con gli amici potrei rientrare subito, come anche alle quattro di notte. E le dico che non so quando rientrerò.E poi, per buttarla sul ridere e scucirle un sorriso, dico una cazzata che ha invece l'effetto opposto: "Che fai, mi controlli?".Poi capisco di aver fatto una battuta del cazzo. Una battuta da bastardo. Il bastardo che fa fatica a dirle cose belle, ma quando si tratta di dire merdate mi escono di bocca con facilità estrema.Esco dal locale per parlare e sentire meglio, visto che dentro c'è un casino infernale. Lei mi dice: "Da un idiota come il mio ex mi sarei anche aspettata una domanda del genere, ma da te no. Io non ti sto controllando. Mi hai detto tu che saresti andato a casa per le 19.30 e sempre tu mi hai detto di chiamarti a quell'ora. Io ti ho chiamato sul cellulare e non hai risposto. Ti ho chiamato a casa e non c'eri. Ti ho chiamato solo perchè me lo avevi chiesto tu. Adesso che ti ho sentito, anche troppo, posso chiudere" . E mi sbatte il telefono in faccia.Le sue parole sono aspre come succo di limone, ma vere.La richiamo e le chiedo scusa in mille modi per quella frase e lei mi dice che non importa, che è tutto a posto e di tornare dagli amici.Ci torno ma è lei che vorrei. E mi sento un bastardo per averle detto quella cosa. Ripenso a quello che lei mi raccontava della sua passata storia: di quell'ex che la controllava continuamente, che si faceva mandare mms anche quando lei era al centro estetico perchè non si fidava nemmeno che lei si stesse facendo una lampada o che fosse dal parrucchiere. Ripenso a quell'ex a cui invece lei non chiedeva mai nulla, nemmeno dove lui abitasse, per poi sentirsi dire un bel giorno da quel tipetto, peraltro già infelicemente fidanzato, che era lei a controllarlo. Essere paragonato a quell'uomo squallido non mi piaceva, ma il paragone stavolta ci poteva stare. Ma io non ho mai pensato nememno per un solo istante che lei mi controllasse o che sia asfissiante.Sono con gli amici, lei mi idce che è tutto ok, ma sento che qualcosa non va.La richiamo e lei mi risponde. E' tranquilla, ma c'è un non so che nella sua voce. "Delusione". Sì, delusione è la parola giusta.Le chiedo se vuole che la raggiunga e lei mi dice di no, di stare pure con gli amici. La sua dolcezza mi sa di quel famoso dito di miele sull'orlo di un bicchiere che contiene una medicina amara. Ma cerco di non farci caso. Cazzeggio con gli amici e ridiamo di Aldo, che, dopo aver superato il trauma dell'abbandono da parte della sua donna, è di nuovo pronto a buttarsi in una nuova avventura amorosa e si guarda intorno dando i voti alle ragazze che passano. Eppure qualcosa non mi torna. La sua voce oggi era radiosa e poco fa delusa. So che non le da fastidio che io esca con gli amici. Eppure in qualcosa devo averla delusa, ma non so in cosa. Ma so che l'ho delusa anche prima di dirle quella frase infelice. Nel casino del locale una ragazza arriva al nostro tavolo e mi urla: "ma non ti ricordi di me? Valentina, 5b, maturità 1987". E chi cavolo la riconosceva!"Sono sempre uguale", le chiedo, "o ancora più bello?""Molto più bello", dice lei. Poi mi racconta che è fidanzata e lavora anche se non ha finito l'università. Mi chiede se prendo sempre in giro le ragazze come un tempo e se sono sempre rissoso come allora. Che stronzette le donne quando vogliono ricordare solo ciò che interessa loro. Questa non si ricorda più che l'ultimo anno di liceo avevo una bellissima golf gt rossa nuova di fiamma e la scorrazzavo ovunque (finchè una mattina non ho sfasciato l'auto e mio padre mi ha costretto a viaggiare per tutto l'anno in pullman) mi ricorda solo per i miei difetti.Le dico che sono divorziato e fino a poco tempo fa ero ancora allergico ai legami. Poi ho conosciuto una donna stupenda. Mi chiede da quanto sto con lei.E le rispondo che stiamo insieme dal 17 ottobre 2007. "wow 4 mesi oggi e non sei con lei a festeggiare il complemese?" mi risponde.Non so dire che emozioni si siano susseguite in me a quella risposta. Ma ora tutto era chiaro. Ecco perchè lei voleva che arrivassi a casa. Lei che è di gran lunga migliore di me e non dimentica le date, sicuramente sarà a casa ad aspettarmi. E io sono qui come uno scemo. E capisco anche il perchè delle sue domande su come mai non fossi in casa e sull'ora in cui rientravo. Sicuramente lei è a casa e mi aspetta.Invento una scusa scaricare la mia ex compagna di liceo e per defilarmi dagli amici che e corro a casa. So che c'è lei o almeno lo spero. Salgo le scale a piedi, come ogni volta che voglio rubare tempo al tempo convinto di fare prima a piedi che in ascensore.Entro, la chiamo, ma nessuno risponde e mi gela il sangue nelle vene.Entro in cucina, dove c'è un profumono da svenire. C'è una tavola apparecchiata per due con tanto di candele, ed ogni ben di dio sul tavolo. Tutto ormai freddo.Lei mi aspettava a casa per le sette e mezzo ed erano ormai le 22 passate.Quei piatti vuoti, quella cena non consumata e fredda, la sua assenza, il silenzio di casa e l'idea che lei abbia cucinato tutto il giorno per farmi una sorpresa che ho rovinato, mi mi facevano sentire in gola i battiti accelerati del cuore, che mi dicevano quanto sono cretino. Gliel'ho detto più volte che io non sono perfetto, anche se lei lo pensa. Adesso ne ha la conferma. Gliel'ho detto molte volte che mi dimenticherò anniversari e date, perchè non sono portato per i formalismi e preferisco la sostanza. Ma almeno gli altir mesi un accenno nei miei post lo facevo. Stavolta nemmeno quello.La chiamo ma non risponde.Guardo meglio la tavola e vedo la chiave di casa e un biglietto sotto. Lo leggo col cuore in gole. Su quel biglietto c'è scritto che non devo preoccuparmi, che non è colpa mia, ma sua, perchè ha superato i limiti, perchè non doveva considerare la mia casa come sua. Non erano questi i patti e lei li ha violati. Mi dice di non chiamarla perchè ha il telefono scarico dopo aver messaggiato e parlato tutto il giorno con me.Le sue parole sono aspre come gocce di limone puro su una ferita aperta. Più leggevo più mi sembrava assurdo quello che pensasse di me. E quella chiave di ferro sul tavolo mi feriva più di un pugnale.Io la devo assolutamente vedere. Le devo assolutamente parlare. Le devo fare capire in ogni modo che se quella chiave l'aveva avuta era perchè io volevo dividere la mia casa con lei.Ho solo un modo per faglielo capire: andare da lei. E siccome io sono pazzo decido di non aspettare domani, di non perdere altro tempo, perchè ne ho perso anche troppo per questa sera. Esco come un razzo di casa e mi precipito in stazione. Giro per Centrale pregando di trovarla, perchè non oso pensare che sia salita alle 22 di sera su un treno da sola, con la gentaglia che gira. In stazione non c'è più. Allora controllo gli orari e deduco che ha preso un treno da una mezz'ora e forse se la black mi da una mano riesco ad arrivare prima che scenda a destinazione.Il cielo è nero, coperto. Una foschia opprime i miei occhi e un magone mi pesa dentro. Forse un dio esiste se mi sento ancora vivo dopo aver volato per arrivare alla stazione dove lei deve scendere prima che il treno arriviE aspetto. Un dieci minuti e il treno arriva.Prego dio che abbia preso quel treno e di vederla scendere tranquilla.E finalmente la vedo. Mentre scende si abbottona il piumino verde e si alza il colletto. Poi accelera il passo perchè la stazione è deserta.Forse ha paura, ma adesso ci sono io e non ne deve più avere.Attraverso i binari senza fare il sottopasso, predendomi anche le maledizioni di un addetto alla stazione, e arrivo da lei.Non sa che direE io nemmenoLe dico solo: "adesso torniamo a casa"Allora la lingua le si scioglie e comincia a elargirmi tutta la sua asprezza: "senti.. io non ti voglio controllare... non ti ho detto che ero da te perchè volevo farti una sorpresa, e quando sono state le 22 ho capito che la mia sorpresa si era trasformata in disastro...quando mi hai detto che stavi con gli amici e forse saresti rientrato a notte fonda non ho voluto rovinarti la serata..quando mi hai detto se ti voglio controllare ho pensato che la cosa giusta da fare era andarmene e renderti la chiave..perchè io non ho mai controllato nessuno.. da uno idiota come il mio ex mi aspettavo certe cose ma da te no.."Ma perchè le donne parlano sempre così tanto?Per zittirla mi ci è voluto un bacio. E dei miglioriLe dico che sono stato male entrando in casa e non trovandola. Che non sopporto quella casa vuota di lei e per questo spesso esco con gli amici. Le dico altre cose, che stavolta non faticano a uscire. Poi la stringo forte e la ritrovo dolce, dolce come pane e miele che mangiavo da bambino.Tiro fuori la sua tuta da motociclista dentro la borsa della moto e gliela faccio indossare e via verso casa.Rientriamo poco prima di mezzanotte."Non provare a scappare di qui", le dico, "perchè questa è anche casa tua". Poi la trascino a letto portando con me il vasetto di marmellata la limone che lei ha fatto e portato per me e mi gusto la mia donnna al limone. Il limone sulle sue labbra è delizioso, ed anche nei suoi cepzzoli e sul suo ventre. Mi perdo nei meandri del piacere."Lo capisci che mi hai reso pazzo?", le dico con una voce che ha dell'animalesco. Sorride con malizia e mi preme la testa tra le sue cosce. Vuole farsi leccare e la mia lingua non si nega e non le da tregua. Mi godo i suoi ripetuti orgasmi: aspro succo il suo nettare, ma i suoi occhi dopo aver goduto sono miele del più puro. Poi è il suo turno. Si offre di farmi morire e ci riesce.A mezzanotte e mezza finalmente ci decidiamo a mangiare qualcosa. Il resto di quello che ha cucinato lo mangerò io nei prossimi giorniSo già che sarà una notte da incubi ma siccome lei mi terrà sveglio non correrò rischio.Stamattina lei è stata la mia sveglia, la sveglia che preferisco. Le sue labbra che percorrono tutto il mio corpo fino al mio sesso, dove si fermano per offrirmi un anticipo di paradiso. Quando usciamo di casa le ridò le chiavi e lei me le rende."Sei tremenda e acida come il limone. Tieni queste chiavi e non rovinare tutto paragonandomi a chi non sono e non sarò mai".La fisso bene mentre le dico queste cose, perchè nei miei occhi possa trovare tutte le conferme e le risposte che cerca. E soprattutto i miei occhi si scusano con lei per aver rovinato quella bella sorpresa.Ed ecco il suo bel sorriso tornare. Dolce come mieleRicomincia un nuovo giorno di una nuova settimana.Una donna aspra come limone e dolce come miele torna a casa.Un uomo bastardo ma pazzo di lei va al lavoro.Buon inizo di settimana a tutti.
Post N° 161
Notte aspra e dolce, bastarda e pazza.Se dovessi usare degli aggettivi per definire la notte appena trascorsa, direi che è è stata aspra e dolce, come lei, e bastarda e pazza, come me. Ieri pomeriggio lei era miele. Ho lavorato tutto il giorno e per tutto il giorno ci siamo sentiti. Era allegra, dolcissima. Abbiamo parlato e scherzato per tutto il pomeriggio anche via sms. Non so, aveva un non so che nel suo parlare che mi rendeva felice. Avrei voluto dirle di vederci la sera, ma so che aveva da fare e non gliel'ho chiesto, anche perchè se lo avessi fatto lei avrebbe mollato tutto e sarebbe corsa da me trascurando le tante cose che ha da fare.Quando sono arrivate le 18,30 ed ho smesso di lavorare le ho detto che sarei passato un attimo da mio fratello e poi sarei andato a casa mia, perchè ero stanco per uscire con gli amici. "Fai presto", mi dice lei. E per un attimo mi sono immaginato quanto sarebbe stato bello trovarla al mio rientro. Ma sapevo che non era così. Le ho quindi chiesto di farmi uno squillo verso le 19.30, ora in cui sarei stato a casa, e l'avrei richiamata.Quando sono stato da mio fratello gli amici hanno cominciato a messaggiarmi. Volevano che andassi con loro ad un happy hour. Così mi sono fatto la doccia da Ale senza nemmeno passare da casa ed ho raggiunto la compagnia.Come al solito arrivato al pub li ho trovati già al cazzeggio e in fase di pre rimorchio con occhiate ai tavoli circostanti.Verso le 21,30 mi chiama lei e mi chiede come mai non sono andato a casa. Sento la sua voce diversa da come era nel pomeriggio. Oggi era allegra. Adesso sembra quasi triste. Orami la conosco la mia donna.Mi chiede anche quando rientrerò a casa. Sa bene che quando sto fuori con gli amici potrei rientrare subito, come anche alle quattro di notte. E le dico che non so quando rientrerò.E poi, per buttarla sul ridere e scucirle un sorriso, dico una cazzata che ha invece l'effetto opposto: "Che fai, mi controlli?".Poi capisco di aver fatto una battuta del cazzo. Una battuta da bastardo. Il bastardo che fa fatica a dirle cose belle, ma quando si tratta di dire merdate mi escono di bocca con facilità estrema.Esco dal locale per parlare e sentire meglio, visto che dentro c'è un casino infernale. Lei mi dice: "Da un idiota come il mio ex mi sarei anche aspettata una domanda del genere, ma da te no. Io non ti sto controllando. Mi hai detto tu che saresti andato a casa per le 19.30 e sempre tu mi hai detto di chiamarti a quell'ora. Io ti ho chiamato sul cellulare e non hai risposto. Ti ho chiamato a casa e non c'eri. Ti ho chiamato solo perchè me lo avevi chiesto tu. Adesso che ti ho sentito, anche troppo, posso chiudere" . E mi sbatte il telefono in faccia.Le sue parole sono aspre come succo di limone, ma vere.La richiamo e le chiedo scusa in mille modi per quella frase e lei mi dice che non importa, che è tutto a posto e di tornare dagli amici.Ci torno ma è lei che vorrei. E mi sento un bastardo per averle detto quella cosa. Ripenso a quello che lei mi raccontava della sua passata storia: di quell'ex che la controllava continuamente, che si faceva mandare mms anche quando lei era al centro estetico perchè non si fidava nemmeno che lei si stesse facendo una lampada o che fosse dal parrucchiere. Ripenso a quell'ex a cui invece lei non chiedeva mai nulla, nemmeno dove lui abitasse, per poi sentirsi dire un bel giorno da quel tipetto, peraltro già infelicemente fidanzato, che era lei a controllarlo. Essere paragonato a quell'uomo squallido non mi piaceva, ma il paragone stavolta ci poteva stare. Ma io non ho mai pensato nememno per un solo istante che lei mi controllasse o che sia asfissiante.Sono con gli amici, lei mi idce che è tutto ok, ma sento che qualcosa non va.La richiamo e lei mi risponde. E' tranquilla, ma c'è un non so che nella sua voce. "Delusione". Sì, delusione è la parola giusta.Le chiedo se vuole che la raggiunga e lei mi dice di no, di stare pure con gli amici. La sua dolcezza mi sa di quel famoso dito di miele sull'orlo di un bicchiere che contiene una medicina amara. Ma cerco di non farci caso. Cazzeggio con gli amici e ridiamo di Aldo, che, dopo aver superato il trauma dell'abbandono da parte della sua donna, è di nuovo pronto a buttarsi in una nuova avventura amorosa e si guarda intorno dando i voti alle ragazze che passano. Eppure qualcosa non mi torna. La sua voce oggi era radiosa e poco fa delusa. So che non le da fastidio che io esca con gli amici. Eppure in qualcosa devo averla delusa, ma non so in cosa. Ma so che l'ho delusa anche prima di dirle quella frase infelice. Nel casino del locale una ragazza arriva al nostro tavolo e mi urla: "ma non ti ricordi di me? Valentina, 5b, maturità 1987". E chi cavolo la riconosceva!"Sono sempre uguale", le chiedo, "o ancora più bello?""Molto più bello", dice lei. Poi mi racconta che è fidanzata e lavora anche se non ha finito l'università. Mi chiede se prendo sempre in giro le ragazze come un tempo e se sono sempre rissoso come allora. Che stronzette le donne quando vogliono ricordare solo ciò che interessa loro. Questa non si ricorda più che l'ultimo anno di liceo avevo una bellissima golf gt rossa nuova di fiamma e la scorrazzavo ovunque (finchè una mattina non ho sfasciato l'auto e mio padre mi ha costretto a viaggiare per tutto l'anno in pullman) mi ricorda solo per i miei difetti.Le dico che sono divorziato e fino a poco tempo fa ero ancora allergico ai legami. Poi ho conosciuto una donna stupenda. Mi chiede da quanto sto con lei.E le rispondo che stiamo insieme dal 17 ottobre 2007. "wow 4 mesi oggi e non sei con lei a festeggiare il complemese?" mi risponde.Non so dire che emozioni si siano susseguite in me a quella risposta. Ma ora tutto era chiaro. Ecco perchè lei voleva che arrivassi a casa. Lei che è di gran lunga migliore di me e non dimentica le date, sicuramente sarà a casa ad aspettarmi. E io sono qui come uno scemo. E capisco anche il perchè delle sue domande su come mai non fossi in casa e sull'ora in cui rientravo. Sicuramente lei è a casa e mi aspetta.Invento una scusa scaricare la mia ex compagna di liceo e per defilarmi dagli amici che e corro a casa. So che c'è lei o almeno lo spero. Salgo le scale a piedi, come ogni volta che voglio rubare tempo al tempo convinto di fare prima a piedi che in ascensore.Entro, la chiamo, ma nessuno risponde e mi gela il sangue nelle vene.Entro in cucina, dove c'è un profumono da svenire. C'è una tavola apparecchiata per due con tanto di candele, ed ogni ben di dio sul tavolo. Tutto ormai freddo.Lei mi aspettava a casa per le sette e mezzo ed erano ormai le 22 passate.Quei piatti vuoti, quella cena non consumata e fredda, la sua assenza, il silenzio di casa e l'idea che lei abbia cucinato tutto il giorno per farmi una sorpresa che ho rovinato, mi mi facevano sentire in gola i battiti accelerati del cuore, che mi dicevano quanto sono cretino. Gliel'ho detto più volte che io non sono perfetto, anche se lei lo pensa. Adesso ne ha la conferma. Gliel'ho detto molte volte che mi dimenticherò anniversari e date, perchè non sono portato per i formalismi e preferisco la sostanza. Ma almeno gli altir mesi un accenno nei miei post lo facevo. Stavolta nemmeno quello.La chiamo ma non risponde.Guardo meglio la tavola e vedo la chiave di casa e un biglietto sotto. Lo leggo col cuore in gole. Su quel biglietto c'è scritto che non devo preoccuparmi, che non è colpa mia, ma sua, perchè ha superato i limiti, perchè non doveva considerare la mia casa come sua. Non erano questi i patti e lei li ha violati. Mi dice di non chiamarla perchè ha il telefono scarico dopo aver messaggiato e parlato tutto il giorno con me.Le sue parole sono aspre come gocce di limone puro su una ferita aperta. Più leggevo più mi sembrava assurdo quello che pensasse di me. E quella chiave di ferro sul tavolo mi feriva più di un pugnale.Io la devo assolutamente vedere. Le devo assolutamente parlare. Le devo fare capire in ogni modo che se quella chiave l'aveva avuta era perchè io volevo dividere la mia casa con lei.Ho solo un modo per faglielo capire: andare da lei. E siccome io sono pazzo decido di non aspettare domani, di non perdere altro tempo, perchè ne ho perso anche troppo per questa sera. Esco come un razzo di casa e mi precipito in stazione. Giro per Centrale pregando di trovarla, perchè non oso pensare che sia salita alle 22 di sera su un treno da sola, con la gentaglia che gira. In stazione non c'è più. Allora controllo gli orari e deduco che ha preso un treno da una mezz'ora e forse se la black mi da una mano riesco ad arrivare prima che scenda a destinazione.Il cielo è nero, coperto. Una foschia opprime i miei occhi e un magone mi pesa dentro. Forse un dio esiste se mi sento ancora vivo dopo aver volato per arrivare alla stazione dove lei deve scendere prima che il treno arriviE aspetto. Un dieci minuti e il treno arriva.Prego dio che abbia preso quel treno e di vederla scendere tranquilla.E finalmente la vedo. Mentre scende si abbottona il piumino verde e si alza il colletto. Poi accelera il passo perchè la stazione è deserta.Forse ha paura, ma adesso ci sono io e non ne deve più avere.Attraverso i binari senza fare il sottopasso, predendomi anche le maledizioni di un addetto alla stazione, e arrivo da lei.Non sa che direE io nemmenoLe dico solo: "adesso torniamo a casa"Allora la lingua le si scioglie e comincia a elargirmi tutta la sua asprezza: "senti.. io non ti voglio controllare... non ti ho detto che ero da te perchè volevo farti una sorpresa, e quando sono state le 22 ho capito che la mia sorpresa si era trasformata in disastro...quando mi hai detto che stavi con gli amici e forse saresti rientrato a notte fonda non ho voluto rovinarti la serata..quando mi hai detto se ti voglio controllare ho pensato che la cosa giusta da fare era andarmene e renderti la chiave..perchè io non ho mai controllato nessuno.. da uno idiota come il mio ex mi aspettavo certe cose ma da te no.."Ma perchè le donne parlano sempre così tanto?Per zittirla mi ci è voluto un bacio. E dei miglioriLe dico che sono stato male entrando in casa e non trovandola. Che non sopporto quella casa vuota di lei e per questo spesso esco con gli amici. Le dico altre cose, che stavolta non faticano a uscire. Poi la stringo forte e la ritrovo dolce, dolce come pane e miele che mangiavo da bambino.Tiro fuori la sua tuta da motociclista dentro la borsa della moto e gliela faccio indossare e via verso casa.Rientriamo poco prima di mezzanotte."Non provare a scappare di qui", le dico, "perchè questa è anche casa tua". Poi la trascino a letto portando con me il vasetto di marmellata la limone che lei ha fatto e portato per me e mi gusto la mia donnna al limone. Il limone sulle sue labbra è delizioso, ed anche nei suoi cepzzoli e sul suo ventre. Mi perdo nei meandri del piacere."Lo capisci che mi hai reso pazzo?", le dico con una voce che ha dell'animalesco. Sorride con malizia e mi preme la testa tra le sue cosce. Vuole farsi leccare e la mia lingua non si nega e non le da tregua. Mi godo i suoi ripetuti orgasmi: aspro succo il suo nettare, ma i suoi occhi dopo aver goduto sono miele del più puro. Poi è il suo turno. Si offre di farmi morire e ci riesce.A mezzanotte e mezza finalmente ci decidiamo a mangiare qualcosa. Il resto di quello che ha cucinato lo mangerò io nei prossimi giorniSo già che sarà una notte da incubi ma siccome lei mi terrà sveglio non correrò rischio.Stamattina lei è stata la mia sveglia, la sveglia che preferisco. Le sue labbra che percorrono tutto il mio corpo fino al mio sesso, dove si fermano per offrirmi un anticipo di paradiso. Quando usciamo di casa le ridò le chiavi e lei me le rende."Sei tremenda e acida come il limone. Tieni queste chiavi e non rovinare tutto paragonandomi a chi non sono e non sarò mai".La fisso bene mentre le dico queste cose, perchè nei miei occhi possa trovare tutte le conferme e le risposte che cerca. E soprattutto i miei occhi si scusano con lei per aver rovinato quella bella sorpresa.Ed ecco il suo bel sorriso tornare. Dolce come mieleRicomincia un nuovo giorno di una nuova settimana.Una donna aspra come limone e dolce come miele torna a casa.Un uomo bastardo ma pazzo di lei va al lavoro.Buon inizo di settimana a tutti.