Angie x the Dogs

CI 6 O CI FAI?


Il sindaco: «Niente cibo ai randagi» Per gli animalisti è illegittimoBraccio di ferro fra Bordoli e Lega anti vivisezione per una colonia di gatti in via Cantoni  MEZZEGRA (CO) Una questione di gatti sta animando un acceso confronto. Da una parte c'è il sindaco Bruno Bordoli che per ragioni igienico-sanitarie e nel timore che possano insorgere allergie tra i cittadini, con particolare riguardo ai più piccoli, con un'ordinanza ha disposto l'allontanamento di una colonia di gatti localizzata in via Cantoni, con imposizione a un residente, Edmondo Sibille, della sospensione dell'alimentazione dei felini. Dall'altra parte si pone la Lega anti vivisezione, rappresentata dal responsabile comasco Davide Pivi, che presenta una diffida dichiarando l'illegittimità del provvedimento.Tra le parti, nonostante un incontro in municipio cui ha fatto seguito un sopralluogo, non sono intervenuti accordi e sussistono perfino divergenze sull'entità della colonia dal momento che il sindaco parla di una ventina di esemplari o anche di più, mentre la Lav ridimensiona il dato portandolo a 7-8, tramite l'avvocato Pivi; e precisa inoltre che non sussiste la lamentata precarietà delle condizioni igieniche in quanto Sibille, l'amico dei gatti, procede con accortezza all'alimentazione senza arrecare disturbo ai residenti.«I gatti sono pochi - dice Sibille - sono anni che li sfamo e non ho mai avuto problemi di carattere igienico sanitario. È il mio vicino che non li può vedere, ma a parte lui non danno fastidio a nessuno».«L'ordinanza del sindaco  dichiara in un comunicato la Lega anti-vivisezione  risulta illegittima poiché i contenuti sono contrari alla legislazione nazionale e regionale sulla tutela dei gatti che vivono in libertà. La Lav ha dunque mandato al sindaco una diffida affinché venga disposta la sospensione del provvedimento. Vietare l'alimentazione è eticamente inaccettabile in quanto sussiste grave rischio per la sopravvivenza dei felini, un fatto che può configurarsi come reato di maltrattamento. La sterilizzazione, non il divieto di somministrare cibo, è lo strumento efficace per combattere il randagismo».La risposta del sindaco da una parte è conciliante e dall'altra tende a esprimere sorpresa per l'inattesa diffida della Lav.«Mi sono incontrato con una delegazione dell'associazione  dice Bruno Bordoli  e insieme abbiamo fatto un sopralluogo per identificare un paio di posizioni dove spostare la colonia felina. Ci siamo lasciati con l'intesa che la Lav avrebbe inviato una nota per confermare la scelta, ma la risposta è stata di tutt'altro tenore. Intendo rispettare gli animali, ma anche tutelare la salute dei cittadini. Ribadisco la disponibilità al dialogo, ma per il momento l'ordinanza non viene revocata».Pivi conclude invece: «Nessun accordo è intervenuto con il sindaco; evidenzio che l'ordinanza può essere emessa solo in presenza di una grave situazione igienico-sanitaria. Non può essere vietata l'alimentazione degli animali». COSTUI CONOSCE LA LEGGE?MA CHE MORISSE LUI DI FAME ARIDATTI UNA LETTA1. I comuni, singoli o associati, e le comunita' montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalita' dalla regione.2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unita' sanitarie locali si attengono, nel trattam2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4, non possono essere soppressiento degli animali, alle disposizioni di cui all'articolo 2.  ECC................eccone un altroGatti e cani randagi (per non parlar di piccioni…) -di Alfio Tarullo-Una straordinaria ordinanza del nostro primo cittadino a tutela della salute e della incolumità dei Brindisini   (che potrebbe essere compromessa  da infezioni provocate dagli animali randagi) Travisata la Legge regionale n.12/1995- Il Sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, ha emesso una ordinanza  con la quale fa divieto di dar da mangiare a cani e gatti randagi nonché ai piccioni.  E ciò "per il perpetrarsi (fose voleva dire perpetuarsi) della cattiva condotta dei cittadini".Considerato che nonostante l'emissione di varie ordinanze tendenti a scoraggiare il  perpetuarsi  di questa cattiva condotta, il fenomeno non risulta essere stato arginato e, tuttora, permangono situazioni che creano grave pregiudizio alla pubblica incolumità". Tutto ciò “vista la Legge regionale n.12 del 1995 la quale, in verità,  ha la finalità di “promuovere, disciplinare e coordinare la tutela degli animali d'affezione" (quindi non i piccioni) “di perseguire gli atti di crudeltà e i maltrattamenti nei loro confronti" C'è già stata una laconica risposta di Legambiente con la quale si invita il Sindaco  a lasciare in pace i poveri gatti