Angie x the Dogs

GENTE MALATA... O SCHIFOSA


Film hard dentro il «canile» Galeotti inizia ad ammettere BOLZANO. Di fronte all’evidenza delle immagini, ha dovuto ammettere. Christian Galeotti, l’allevatore indagato per maltrattamenti di animali e per la realizzazione di filmini hard di carattere maniacale con coinvolgimento di cani, è stato interrogato a lungo dalla Procura della Repubblica.  Il magistrato che conduce l’inchiesta, il sostituto procuratore Guido Rispoli, dovrebbe depositare nelle prossime ore la richiesta di rinvio a giudizio a carico del giovane indagato. Sono due le indagini che vedono indagato l’allevatore bolzanino. In un’inchiesta Galeotti è accusato di favoreggiamento, sfruttamento e istigazione alla prostituzione oltre che di maltrattamenti; nell’ altra indagine deve invece rispondere di come la pensione per cani e gatti veniva gestita.  Come detto, i maltrattamenti vengono contestati anche in relazione ai filmini hard, per aver utilizzato gli animali per finalità contrarie alla loro natura. Assistito dall’avvocato difensore Bruno Mellarini, Christian Galeotti ha ammesso di aver utilizzato la pensione «Grandi Boschi» per la realizzazione di una pellicola a luci rosse. L’allevatore ha però negato di aver mai incassato del denaro e, dunque, di averlo fatto a scopo di lucro.  Di fronte all’evidenza delle immagini, Galeotti è stato quindi costretto ad ammettere le proprie responsabilità ma ha cercato di alleggerire la propria posizione affermando di non aver incassato un centesimo. La parte più corposa dell’indagine riguarda proprio la realizzazione dei filmini hard con coinvolgimento di una pornostar inglese dai capelli neri, apparentemente trentenne. Si tratterrebbe di una cosiddetta «superprofessionista» del sesso maniacale tanto che in un sito internet verrebbe presentata come esperta in rapporti con asini e cavalli.  La strategia difensiva seguita da Galeotti e dal suo difensore si è dunque chiarita definitivamente. L’ammissione del coinvolgimento della pensione per cani e gatti nella ripresa delle immagini è un fatto documentale. Altra cosa sarà, per la Procura , dimostrare gli interessi economici dell’indagato proprio in relazione ai filmini in questione. Nelle immagini hard, assieme alla pornostar inglese, compaiono otto cani diversi. Per le performance sessuali sarebbero stati utilizzati cani labrador, pastori tedeschi, pitbull e rotweiler.  Secondo la Procura l’allevatore bolzanino inquisito (alle prese con notevoli difficoltà economiche) avrebbe deciso di sfruttare anche questo mercato per far soldi, al punto da muoversi come piccolo «imprenditore» del settore cercando nuove comparse femminili da inserire nel business.  Sono questi aspetti della vicenda che hanno fatto scattare l’ipotesi di accusa di sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione. I carabinieri, infatti, avrebbero raccolto la testimonianza di due donne bolzanine a cui Galeotti si sarebbe rivolto offrendo un compenso di duemila euro per mezz’ora di sesso con i cani, davanti alle cineprese. L’indagato, però, avrebbe negato questi ulteriori particolari. Avrebbe però ammesso di essere stato in forti difficoltà finanziarie.  La situazione finanziaria sarebbe stata anche alla base delle condizioni poco rassicuranti in cui vennero trovati alcuni casi all’interno della pensione. Nessun dolo nei maltrattamenti delle bestie - ha sottolineato la difesa dell’allevatore - ma semplici conseguenze delle ristrettezze economiche. NE HO SENTITE TANTE... MA TANTE.. Ma arrivare  a queste schifezze .. mi mancava.. "FORTUNATAMENTE" sono coinvolte anche terze pesone, quindi si spera x UNA volta che qualcuno in qualche modo PAGHI x ciò che ha fatto.. ..