Angie x the Dogs

LA MUCCA E L AGNELLINO


 Lupi la minacciavano nel burroneUna storia d'altri tempi che si fa fatica ad immaginare immersi come si è nello smog e nella quotidianità della vita in città. Eppure a duemila metri, in alta val Sangone, nelle montagne sopra Torino, un margaro, Angelino, ha vegliato per dieci giorni la sua mucca, Fiòca, immobile con una zampa rotta in un canalone dopo essere caduta. Un vero e proprio gesto d'amore nei confronti dell'animale tra i lupi che minacciavano di sbranarla. Tutto è iniziato il 18 luglio. L'animale, racconta "La Stampa", pascolava nei prati a duemila metri dell’Alpe di Giaveno era scivolata e ruzzolata per un centinaio di metri fermandosi sul greto del Lago Blu, ancora ricoperto di neve, senza possibilità di muoversi. Per due volte i vigili del fuoco del distaccamento di Giaveno, con l’aiuto di un elicottero, avevano tentato di recuperarla, ma sempre la nebbia aveva vanificato gli interventi.Solo lunedì scorso i pompieri sono riusciti ad avvolgerla in una rete e a portarla in salvo, approfittando di uno squarcio di azzurro che ha permesso all’elicottero di arrivare, caricare l’animale e ripartire. Ma intanto per dieci giorni lui, Angelo Rege, Angelino per gli amici, 50 anni, una moglie e sette figli, ha fatto la spola tra la baita-base a 1350 metri della borgata Palè e il luogo dell’incidente: una dura camminata su una salita ripida ripida e poi la discesa verso il lago, per abbeverare e foraggiare Fiòca: «Una fatica di due ore per raggiungerla - racconta - il primo giorno era impaurita, le ho steccato la zampa. Poi ho cominciato a carezzarla, le ho dato erba e acqua. E’ diventata quieta e ogni giorno sembrava mi aspettasse».L’ha anche vegliata per evitare che venisse aggredita dai lupi: «Tre anni fa - ricorda Rege - mi era capitato un episodio simile. Una mia mucca era caduta ed era rimasta immobilizzata. Il mattino dopo, quando sono andato per portarle foraggio e acqua, l’ho trovata mezza sbranata. La veterinaria mi disse che era stata assalita da almeno quattro lupi. I lupi in genere non attaccano le mucche, ma se si accorgono che una di loro è immobilizzata e non può reagire, riescono a sopraffarla». Fiòca dopo un giorno di cure cerca di stare in piedi, ma la zampa non riesce ancora a reggere a lungo il peso, e allora lei, anche perché gravida, si corica sul prato mentre Angelino la passa una mano sul muso: «Se non hai la passione per gli animali e pensi di fare questo mestiere per i soldi hai sbagliato tutto - dice il margaro - quello che uno guadagna con i prodotti come formaggi, latte e burro, basta appena a compensare le spese e non ripaga la nostra fatica». Fiòca (il significato in dialetto piemontese è tutta bianca) intanto un po’ alla volta si riprende: già le hanno liberato la zampa steccata e si sta riabituando a camminare sui prati. Fra dieci giorni verrà riportata in alta montagna.