Per quanto mi riguarda.. l unica corrida che mi piace e che non posso farne a meno è quella di Jerry ScottiOrmai anche gli spagnoli sono nauseati dalla corrida: è tempo di abolirladi Oscar GrazioliQuando si pensa alla corrida si pensa al combattimento fra l’uomo e il toro. O meglio chi, come me, è visceralmente contro questa pratica (che gli spagnoli vorrebbero definire Arte) pensa che la maggiore sofferenza sia quella del toro, non solo nell’arena, ma nei lunghi mesi passati per la preparazione alla toreada. In un articolo pubblicato nel 1962 a Santiago, Esteras Gil chiede: “ Cosa ha fatto questo animale per meritare un simile trattamento? Nato e cresciuto in una fattoria dove ha gustato la saporita erba dei pascoli (…). Lo mettono prigioniero in una piccola stalla. Poi vengono le scosse di un lungo viaggio in un ambiente buio, il tremito continuo del pavimento sotto gli zoccoli. Il viaggio finisce nell’arena”. Qui si incorona il suo martirio che inizia con il primo “tercio” dove torero e cuadrillas eccitano il toro, poi prosegue con l’opera dei picadores che, scrive Fornairon (un appassionato della corrida), “ai nostri giorni è diventata un assassinio con i picadores che azzoppano il toro, lo feriscono su schiena e spalla, girano le lance nella ferita per farle più profonde”. Nel terzo “tercio” intervengono i banderilleros che infilano nei tori i bastoncini graziosamente decorati, lunghi da sessanta centimetri a un metro e con punte dentate di dodici centimetri. Il resto lo conoscete, più o meno. Forse quel che non sapete è a cosa serva il peto, la trapunta con la quale vengono coperti i cavalli dei picadores. Le corna del toro bucano il ventre dei cavalli e gli spaccano i genitali, fino a che sangue e visceri cadono sul terreno sabbioso. Questi vengono poi rimessi dentro e cuciti alla bell’e meglio, così che l’infelice cavallo possa subire ancora un ulteriore martirio. Ma il peto nasconde tutto questo e nasconde le cicatrici. Pochi pensano ai cavalli, distratti dalla morte del toro e dall’”Arte del toreo”.Per fortuna la Piattaforma Prou, nata nel 2007 con lo scopo di abolire la corrida, è arrivata alle 180.000 firme presentate al parlamento catalano che ora dovrà decidere se accettarla e trasformarla in progetto di legge. Gli spagnoli, specie i giovani, sono a grande maggioranza stanchi di offrire al mondo questo spettacolo di sangue e violenza che si può vedere ancora in pochissimi paesi del mondo, quali sud della Francia, Messico, Perù, Ecuador. Nel 2003 il parlamento catalano ha già legiferato contro la corrida, proibendo la costruzione di nuove 'plazas de toros' fisse o portatili. Ormai troppi cittadini iberici sono nauseati dal sacrificio di 60.000 bovini all’anno fuori e dentro le plazas de toros, per non parlare dei cavalli feriti e morti in seguito alle infezioni. Dall’altra parte, il socialista David Perez dà battaglia perché la Catalogna conservi questa “arte e questa tradizione e lo chiede proprio perché oltre il 70% della popolazione la vorrebbe abolire. “Soprattutto le cose rare e in declino abbisognano di protezione” dice Perez. Per una volta spero nell’estinzione. E non del toro.se volete aderire:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=874