Il canto dell'anima

...quando avverti che la forza interiore si sta spegnendo, stenditi tra le mie ali protettive...


Il mio scetticismo vinto da una farfalla
 E’ primavera della seconda metà degli anni Ottanta. L’aria è frizzante. Il sole fa capolino da poche nuvole bianche che si muovono lentamente quasi a significare che stanno osservando quello che avviene nella nostra valle di lacrime e di sogni. Mi trovo nel cimitero del paese natio di mio padre: un borgo arroccato su una montagna del sud Italia, dove la natura è ancora incontaminata: con un fiume dall’acqua trasparente, boschi profumati, more selvatiche, uccelli canterini. Sono giovane, studio Medicina all’Università, e sono scettico e pragmatico per natura, ma sono anche buono, sincero, incapace di fare del male, di frodare il prossimo. Sono innamorato della scienza medica, ma sono anche aperto ai messaggi subliminali che c’invia la Natura. Sono entrato nella cappella dove riposa una mia zia alla quale ero molto legato. Mentre osservo la lapide, vedo una farfalla bellissima, dai colori vivaci, fantasmagorici, tanto belli e variegati che sembrano quasi innaturali. La farfalla di montagna si posa sul nome impresso sul marmo, fa un paio di giravolte, mi si avvicina e, lentamente, fuoriuscendo dalla cappella, s’invola. Penso: forse la farfalla è un segnale inviatomi dal mio Angelo che mi ha voluto far intuire che esiste una dimensione Celeste. Mi ha inviato un segnale di difficile lettura, servendosi di una farfalla bellissima. L’anima è eterea, è luce, è colori, è farfalla Celeste. Il mio Angelo ha usato un espediente con le molecole vaganti di questa creatura di montagna per segnalarmi la Sua Presenza nella mia vita. GENEROSO IORIO   Mio caro Filemone, eccomi qui a pensare a te questa mattina; sono le ore sette, mentre fuori una sottile pioggia accompagna la mia malinconia.  Sai mi chiedo se io abbia mai creduto alla presenza degli angeli custodi nella mia vita: recitavo la preghiera in modo mnemonico senza alcun coinvolgimento emotivo, così come ci insegnavano da bambini. Leggendo tutte le domeniche, nei mesi scorsi, le tue risposte a Giò, ti devo dire che le ho apprezzate tanto e anche se sono una donna già matura, mi sono immedesimata nei tormenti di Giò che attraversano la mia vita anche se in modalità diverse.  Le tue risposte mi hanno sempre confortato, mi hanno aiutato a guardarmi dentro ed ho avvertito una sfumatura di luce che man mano s’ingrandiva sempre più. Ho scoperto che mi hai aiutato a capire che anch’io pur nella mia tristezza e malinconia, ho la sensazione di avere tanti Angeli intorno a me che mi sostengono nei momenti difficili.  Mi viene in mente la mia carissima amica Maria Grazia che vado a trovare tutte le settimane e che ha la grandissima (e rarissima) dote dell’ascolto. Le due ore che trascorro con lei mi aiutano ad accettare la vita che scorre cercando di coglierne i lati positivi che spesso io non riesco a vedere.  Un angelo giovane che mi regala tanta gioia è il ragazzo di mia nipote Laura, si chiama Andrea e con lui mi sento in armonia condividendo la sua onestà e i suoi valori. Sai Filemone, l’ho sognato spesso e quando mi svegliavo mi sentivo più serena. Oggi la giornata è grigia e fuori sta piovendo, io mi rivolgo a te Filemone perché tu faccia da tramite presso gli altri angeli affinché mi avvolgano nella loro luce quando mi sento triste, inadeguata, confusa. Quando mi sento giù di tono e cerco di allontanare l’ombra della depressione, accettando gli chiudo gli occhi e mi lascio avvolgere dal vibrare delle ali del mio angelo custode che mi sussurra: «Vai avanti accettando gli anni che passano con le rughe tra le cui pieghe si adagia la tua vita passata. Hai ancora tanto da dare agli altri e quando avverti che la forza interiore si sta spegnendo, stenditi tra le mie ali protettive. Ci sarò sempre per te e mi prenderò cura della tua anima tormentata, vivi in pace nel tramonto della tua vita». E così affronto la giornata sforzandomi di «vivere» e non solo di «lasciarmi vivere». MARISA41