Il canto dell'anima

.. perché lei fu per lui e lui per lei ..


Gettò una coperta sulle felci e sedettero, immobili e silenziosi. Dal bosco venivano fruscii leggeri, ma nessun rumore che rompesse quella quiete assoluta. Nessun disturbo era possibile, […]. Si tolsero i vestiti e lui la strinse a sé, e la trovò finalmente, trovò la pura, diafana realtà della sua carne invisibile. Paghe, irreali, le sue dita, sulla nudità sconosciuta di lei, erano le dita del silenzio sopra il silenzio, la notte misteriosa sulla realtà della notte misteriosa. Quella era la notte del maschio e della femmina, una notte da non profanare con avidi occhi o con accorti pensieri, il cui significato era acquisibile soltanto come la manifesta rivelazione di un essere all’altro essere. Lei, che lo desiderava, poté ora serrare le sue mani su di lui e da quel contatto ricevé il più completo senso di comunione, una partecipazione oscura, strana, tacita, un sublime donare e ricevere, un accettare, un cedere perfetto, un mistero, la percezione di cose che non ci è dato conoscere, l’acquisizione di sensazioni vitali che non potranno mai essere tramutate in concetti ma rimangono a sé stanti, materia viva fatta di tenebra e di silenzio, essenza mistica della realtà. Il suo desiderio fu appagato, e così quello di Birkin, perché lei fu per lui e lui per lei quella meravigliosa, arcana, tangibile realtà che da sempre è un altro essere. David Herbert Lawrence