Creato da ariaterrafuoco6 il 21/11/2010

Il canto dell'anima

La parola è il luogo d'appartenenza dell'anima racconta il suo urlo nel deserto, canta i versi della follia, recita preghiere, silenziosamente posa il suo sguardo al mondo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità; non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini e i video pubblicati sono tratti da Internet e quindi ritenuti di pubblico dominio. Qualora il loro utilizzo violasse i diritti d'autore lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro immediata rimozione.

 

 

..e mi ricorderai

Post n°766 pubblicato il 16 Maggio 2017 da ariaterrafuoco6
 

 

Sentirai il tuono e mi ricorderai,
pensando: lei voleva la tempesta.
L’orlo del cielo avrà il colore del
rosso intenso.
E il tuo cuore, come allora, sarà in fiamme. 

– Anna Achmatova –

 
 
 

...mi uccidi...

Post n°765 pubblicato il 05 Aprile 2017 da ariaterrafuoco6
 

Che sei pazza. So che sei pazza, e che hai così tanta dolcezza negli occhi che mi uccidi.
E quando chiudi gli occhi sembri una bambina innocente; l'ultima volta che ti ho baciata mi sono ammalato di te ....

 

Charles  Bukowski

 
 
 

E pensiamoci. E ricordami.

Post n°764 pubblicato il 26 Marzo 2017 da ariaterrafuoco6
 

“Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo. Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire a cercarti. Ma non ne ho la forza. E neanche tu ne hai. Ed allora restiamo ad aspettarci invano. E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te. E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse. Ed io ti penso ma non ti cerco.” 

 

Charles Bukowski

 
 
 

Eppure ogni uomo uccide ciò che ama

Post n°763 pubblicato il 15 Marzo 2017 da ariaterrafuoco6
 

Eppure ogni uomo uccide ciò che ama.
Io vorrei che ciascuno m'ascoltasse: alcuni uccidono adulando, ad altri basta solo uno sguardo d'amarezza.

Oscar Wilde

 
 
 

Lui non voleva che, nel mondo, esistesse nemmeno un centimetro di meno di lei.

Post n°762 pubblicato il 02 Marzo 2017 da ariaterrafuoco6
 

Spogliandosi, lei era diventata rossa e aveva tirato la pancia in dentro:
“Devo mettermi a dieta”.
Allora, lui aveva scosso la testa dicendo:
“Niente dieta, no, niente dieta”.
Lui non voleva che, nel mondo, esistesse nemmeno un centimetro di meno di lei.


Gordon V. Mac Gregor


 
 
 

La guardai...

Post n°761 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da ariaterrafuoco6
 

CHARLES BUKOWSKI

Lei si rigirò su un fianco, posò il capo sul mio braccio. La guardai. Tutto il cielo e la terra si specchiavano nei suoi occhi... Seguitammo a guardarci. Mi pareva che avrei potuto annegarci nei suoi occhi. Poi l'accarezzai sul viso, ci baciammo, la trassi a me. La strinsi. Con l'altra mano le frugavo fra i capelli. Fu un bacio d'amore, un lungo bacio di puro amore.

 
 
 

Verresti?

Post n°760 pubblicato il 24 Gennaio 2017 da ariaterrafuoco6
 

Ho provato, che dire, a farmi scegliere.
Ho sperato. Dovevo.
Era una possibilità, capisci?
Come fare a metterla via, a dimenticarla.
Forse aspettando, forse non era il momento.
Forse io e te abbiamo un altro tempo.
Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me.
È l’idea che almeno una volta succeda, no?
Hai presente?
Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene.
Anche se sapevo di non potere.
Anche se era rischioso.
Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?

Italo Calvino, Gli amori difficili

 
 
 

Fu il più speciale dolore

Post n°759 pubblicato il 21 Gennaio 2017 da ariaterrafuoco6
 

Poi mi prese la faccia fra le mani e spinse la bocca ritoccata a rosa contro la mia respirando profondo. Fu il più speciale dolore, una fitta agli occhi e uno squaglio di cioccolata in bocca.

Erri De Luca

 
 
 
 
 

perché io amo infinitamente il finito, perché io cerco impossibilmente il possibile....

Post n°757 pubblicato il 19 Gennaio 2017 da ariaterrafuoco6
 

“C’è senza dubbio chi ama l’infinito, c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile, c’è senza dubbio chi non vuole niente - tre tipi di idealisti, e io nessuno di loro: perché io amo infinitamente il finito, perché io cerco impossibilmente il possibile,
perché voglio tutto, o un po’ di più, se si può,
o anche se non si può…”

Fernando Pessoa

 
 
 

essere la persona più somigliante a me stessa

Post n°756 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da ariaterrafuoco6
 

Non rinnego la mia natura, non rinnego le mie scelte, comunque la si guardi sono stata fortunata nella vita.
Molte volte nel dolore si trovano i piaceri più profondi, le verità più complesse, la felicità più vera. Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.

Frida Kalho

 
 
 

era perché vivere separato da lei mi pareva peggiore della morte

Post n°755 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da ariaterrafuoco6
 

«Se ora le dicevo ‘addio per sempre’ era perché volevo assolutamente che tornasse entro una settimana; se le dicevo ‘sarebbe pericoloso vederti’, era perché volevo rivederla; se le scrivevo: ‘hai avuto ragione, saremmo infelici insieme’, era perché vivere separato da lei mi pareva peggiore della morte».

Marcel Proust, “La fuggitiva”

 
 
 

Sono quelle che, quando la via non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.

Post n°754 pubblicato il 16 Dicembre 2016 da ariaterrafuoco6
 

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire. Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più. Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente. Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore, che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena. Quelle che vale la pena. Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri. Quelle con l’anima vicina alla pelle, che vedono con mille occhi nascosti. Quelle che sognano a colori. Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro. Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.

Alma Gjini

 
 
 

È notte alta e......

Post n°753 pubblicato il 06 Dicembre 2016 da ariaterrafuoco6
 

 
 
 

la paura della donna della violenza maschile è lo specchio della paura dell’uomo della donna senza paura.

Post n°752 pubblicato il 25 Novembre 2016 da ariaterrafuoco6
 

 

Le donne senza paura.

« Ci sono criminali che proclamano, così pieni di sé, « l’ho uccisa perché era mia ». Così, come se niente fosse. Come se si trattasse di una questione di buon senso, equa per la giustizia e per il diritto alla proprietà privata, che rende l’uomo padrone delle donne. Però nessuno, nessuno, nemmeno il più macho dei super-machi ha il coraggio di dire « l’ho ammazzata per paura ». Perché dopo tutto la paura della donna della violenza maschile è lo specchio della paura dell’uomo della donna senza paura. »

Eduardo Galeano

 
 
 

Alcune parole ci succhiano, non ci mollano

Post n°751 pubblicato il 27 Settembre 2016 da ariaterrafuoco6

Le parole sono cattive.
Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa.
Le parole bruciano.
Le parole accarezzano.
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate.
Le parole sono assenti.
Alcune parole ci succhiano, non ci mollano;
sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni.
Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano.
Sono melliflue o aspre.
Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza.
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche.

Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno.

José Saramago"

 
 
 

forse un “potrebbe essere” è colui che cerca di raggiungere una stella

Post n°750 pubblicato il 17 Settembre 2016 da ariaterrafuoco6
 

“Vorrei essere un “potrebbe essere” se non posso essere un “sono”, perché forse un “potrebbe essere” è colui che cerca di raggiungere una stella. Preferirei essere di gran lunga un “è stato” piuttosto che un “avrebbe potuto essere”, perché un “avrebbe potuto essere” non è mai esistito, ma un “è stato” una volta era un “è”.”

— M. Berle

 
 
 

dove si visse insieme senza saperlo

Post n°749 pubblicato il 05 Settembre 2016 da ariaterrafuoco6
 

«Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo».
Dino Buzzati

 
 
 
 
 

Che farsene di un uomo che fa di me nebbia e sogno?

Post n°747 pubblicato il 03 Agosto 2016 da ariaterrafuoco6
 

Un uomo e una donna sedevano presso una finestra che si apriva verso la Primavera. Sedevano vicini l’uno all’altra. E la donna disse: “Ti amo. Sei bello, sei ricco, e sei sempre così ben vestito”. E l’uomo disse: “Ti amo. Sei un pensiero meraviglioso, qualcosa di troppo singolare per essere stretta in una mano, sei un canto ricorrente nei miei sogni”. Ma la donna, incollerita, distolse il viso da …lui e disse: “Lasciami, ora, te ne prego. Giacché io non sono un pensiero, né sono qualcosa che passi nei tuoi sogni. Sono una donna. Voglio che tu mi desideri: come moglie, come madre di bambini non ancora nati”. E si separarono. E l’uomo diceva tra sé: “Ecco, un altro sogno si è ora dissolto in nebbia”. E la donna diceva: “Che farsene di un uomo che fa di me nebbia e sogno?”

Kahlil Gibran – Il vagabondo

 
 
 

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