Debilitante, invadente, talvolta opprimente è il richiamo d'amore. Ma non si pensi al solito languore fra due esseri che d'improvviso, e forse solo per piccoli e fugaci momenti, tendono l'uno all'altro in cerca di riposo, di quiete dei sensi e dell'anima per poi scoprirsi distanti senza un come o un perché. L'amore spesso si consuma come le ali di una farfalla confusa che non sa mai godere della luce che la brucerà. Si pensi piuttosto a quell'attimo inutile, in cui pur non accadendo nulla ci resta impresso per sempre come quel giorno qualunque in cui, ancora bimbetto, guardavo mia madre riflessa nello specchio mentre si acconciava frettolosamente per uscire. Sento ancora l'odore dolciastro dei suoi belletti. E quel giorno in cui, cotto dal sole, appoggiai le labbra sul mio braccio assaporando senza volere la mia stessa pelle. Siamo forse come una vecchia fotografia che immersa nel suo acido rivela pian piano ogni suo dettaglio fino a completare l'immagine che siamo sempre stati ma che abbiamo potuto rivelare soltanto giorno per giorno, istante dopo istante e per tutto il tempo che abbiamo avuto. E' questo l'amore cui alludo. Amare il sogno che è dentro di noi, il gesto delicato e sensuale verso il mondo. Amare persino quelle oscure ombre che sembrano minacciare le luci di questa vecchia foto. Amo il mondo, amo il suo turbolento soffrire, amo le sue notti e la sua corteccia polverosa. Amo le città che vorrei veder crollare e l'inutilità dei loro sogni. Amo il cane che mi morde e la vipera che fugge. Amo ogni istante vissuto perché amo il miracolo che il mio vivere ha svelato. Il male che spesso subiamo dovremmo amarlo perché sempre ci rivela l'arcano beneficio che nasconde dietro di sé, proprio come ogni ombra non può che rivelare la luce. Non c'è cosa, dunque, ch'io non ami.Caudapavonis
Dell'Amore
Debilitante, invadente, talvolta opprimente è il richiamo d'amore. Ma non si pensi al solito languore fra due esseri che d'improvviso, e forse solo per piccoli e fugaci momenti, tendono l'uno all'altro in cerca di riposo, di quiete dei sensi e dell'anima per poi scoprirsi distanti senza un come o un perché. L'amore spesso si consuma come le ali di una farfalla confusa che non sa mai godere della luce che la brucerà. Si pensi piuttosto a quell'attimo inutile, in cui pur non accadendo nulla ci resta impresso per sempre come quel giorno qualunque in cui, ancora bimbetto, guardavo mia madre riflessa nello specchio mentre si acconciava frettolosamente per uscire. Sento ancora l'odore dolciastro dei suoi belletti. E quel giorno in cui, cotto dal sole, appoggiai le labbra sul mio braccio assaporando senza volere la mia stessa pelle. Siamo forse come una vecchia fotografia che immersa nel suo acido rivela pian piano ogni suo dettaglio fino a completare l'immagine che siamo sempre stati ma che abbiamo potuto rivelare soltanto giorno per giorno, istante dopo istante e per tutto il tempo che abbiamo avuto. E' questo l'amore cui alludo. Amare il sogno che è dentro di noi, il gesto delicato e sensuale verso il mondo. Amare persino quelle oscure ombre che sembrano minacciare le luci di questa vecchia foto. Amo il mondo, amo il suo turbolento soffrire, amo le sue notti e la sua corteccia polverosa. Amo le città che vorrei veder crollare e l'inutilità dei loro sogni. Amo il cane che mi morde e la vipera che fugge. Amo ogni istante vissuto perché amo il miracolo che il mio vivere ha svelato. Il male che spesso subiamo dovremmo amarlo perché sempre ci rivela l'arcano beneficio che nasconde dietro di sé, proprio come ogni ombra non può che rivelare la luce. Non c'è cosa, dunque, ch'io non ami.Caudapavonis