Guardo dall'esterno quella parte di me che soffre, che lotta, che ama senza remore o freni, che si butta a capofitto, che piange per un nonnulla, che guaisce in silenzio per ogni speranza delusa, per ogni umiliazione quotidiana.La guardo con gli occhi di quella parte razionale che ho sempre pensato debole e piccola, dominata e spodestata dall'esuberante parte sentimentale: -ora sei tu quella piccola...quante volte ti ho rialzato, ho asciugato le tue lacrime, ti ho mostrato la verità seppur dolorosa ma necessaria-io non ho bisogno di vederla, io so credere-credere non paga, è un terno al lotto e non si basa la vita su un terno al lotto-la fiducia dà certezza, serenità e piacere-Per questo ora stai piangendo?-Gli intoppi accadono a tutti, ma io non mi arrendo-E se il tuo arrendersi fosse un mio ribellarsi?-Se davanti a ogni ostacolo ci si arrendesse o ci si ribellasse, si cercherebbe solo il modo di aggirarlo, non di eliminarlo-stai pensando troppo, sono io quella razionale-scusa, ma ho avuto una settimana difficile-non me ne parlare...tu affronti tutto così di petto e di istinto, dovresti camminarmi a fianco, invece di stare un passo avanti a me-non è colpa mia se non mi stai dietro, sono più forte di te-talmente forte che inciampi un giorno sì e uno no-quella è sfortuna-quella è certezza...-e a te cosa frega?-perchè sono io poi che raccolgo ogni volta i pezzi e faccio il puzzle e ogni volta se ne perde una tessera-nessuno ha chiesto il tuo aiuto, ce la faccio da sola-bugia... lascia fare a me questa volta, non vorrai che passiamo un'altra settimana come questa?-se lascio fare a te ci ritroviamo senza lavoro, da sole e con il cellulare rotto-chissà che non sia quello che ci serve-lo sai che non te lo lascerò mai fare-sai, a volte è difficile discernere quale sia la parte razionale...ero io o eri tu?-io chi? tu chi?-vabbè, quando ti metti a fare la filosofica sei più noiosa di quando piangi. Quella macchietta nera avrebbe dovuto sopprimerti quando ne ha avuto l'occasione-Quella agiva su di te, spegneva te-Ma eri tu a soffrirne-Ora è passato e io non porto rancore-Già, forse sarebbe meglio se cominciassi a farlo-verso di te?-no, quello non potresti, una gamba non può portare rancore a un braccio-Cosa proponi allora?-Dammi potere, dammi spazio e diventerai più forte anche tu-Pensavo di no, pensavo che a lasciar spazio a te dovessi farmi piccola io-Pensavi male, pensi male da una vita...hai sbagliato tutto-Abbracciami, mi sento sola-E' questo il tuo problema, dai fiducia a tutti ma non a te stessa e nemmeno a me. Vieni qui, mi sei mancata immensamente. Facciamo pace.
Post
Guardo dall'esterno quella parte di me che soffre, che lotta, che ama senza remore o freni, che si butta a capofitto, che piange per un nonnulla, che guaisce in silenzio per ogni speranza delusa, per ogni umiliazione quotidiana.La guardo con gli occhi di quella parte razionale che ho sempre pensato debole e piccola, dominata e spodestata dall'esuberante parte sentimentale: -ora sei tu quella piccola...quante volte ti ho rialzato, ho asciugato le tue lacrime, ti ho mostrato la verità seppur dolorosa ma necessaria-io non ho bisogno di vederla, io so credere-credere non paga, è un terno al lotto e non si basa la vita su un terno al lotto-la fiducia dà certezza, serenità e piacere-Per questo ora stai piangendo?-Gli intoppi accadono a tutti, ma io non mi arrendo-E se il tuo arrendersi fosse un mio ribellarsi?-Se davanti a ogni ostacolo ci si arrendesse o ci si ribellasse, si cercherebbe solo il modo di aggirarlo, non di eliminarlo-stai pensando troppo, sono io quella razionale-scusa, ma ho avuto una settimana difficile-non me ne parlare...tu affronti tutto così di petto e di istinto, dovresti camminarmi a fianco, invece di stare un passo avanti a me-non è colpa mia se non mi stai dietro, sono più forte di te-talmente forte che inciampi un giorno sì e uno no-quella è sfortuna-quella è certezza...-e a te cosa frega?-perchè sono io poi che raccolgo ogni volta i pezzi e faccio il puzzle e ogni volta se ne perde una tessera-nessuno ha chiesto il tuo aiuto, ce la faccio da sola-bugia... lascia fare a me questa volta, non vorrai che passiamo un'altra settimana come questa?-se lascio fare a te ci ritroviamo senza lavoro, da sole e con il cellulare rotto-chissà che non sia quello che ci serve-lo sai che non te lo lascerò mai fare-sai, a volte è difficile discernere quale sia la parte razionale...ero io o eri tu?-io chi? tu chi?-vabbè, quando ti metti a fare la filosofica sei più noiosa di quando piangi. Quella macchietta nera avrebbe dovuto sopprimerti quando ne ha avuto l'occasione-Quella agiva su di te, spegneva te-Ma eri tu a soffrirne-Ora è passato e io non porto rancore-Già, forse sarebbe meglio se cominciassi a farlo-verso di te?-no, quello non potresti, una gamba non può portare rancore a un braccio-Cosa proponi allora?-Dammi potere, dammi spazio e diventerai più forte anche tu-Pensavo di no, pensavo che a lasciar spazio a te dovessi farmi piccola io-Pensavi male, pensi male da una vita...hai sbagliato tutto-Abbracciami, mi sento sola-E' questo il tuo problema, dai fiducia a tutti ma non a te stessa e nemmeno a me. Vieni qui, mi sei mancata immensamente. Facciamo pace.