Arabesque

Per quanto il vento ululi forte, una montagna non può inchinarsi ad esso.(cit.Momenti di gloria)


Quando inizia una corsa? Nel momento dello sparo?Nell'attimo del primo passo?Io credo che inizi mesi prima, dal primo pensiero che si forma e dà consistenza alle parole "la voglio fare", ancora prima di sapere perchè. Per me inizia dalla prima volta che me lo sento dire, a volte con convinzione, altre volte soltanto con un condizionale, altre volte con voce piena di dubbi, ma sempre con emozione.E di lì inizia il percorso, il seguire gli allenamenti o i non allenamenti :), gli scoraggiamenti e gli entusiasmi, i "non so", i "vedremo", l'ascoltare gli obiettivi e le motivazioni, il condividere alcuni momenti salienti della preparazione e l'accettare di non poter mai viverne altri, ma soltanto immaginarli. Il tempo scandito dai passi comunicati in tempo reale "Mi sono iscritto", "mi è appena arrivata la mail con il numero", e i miei personali passi scaramantici forse ormai un po' prevedibili, ma anche dopo anni  fatti con sentimento sempre nuovo, la mascotte, il meteo, la mail propiziatoria, l'ultima telefonata... Poi gli imprevisti, le preoccupazioni che minano il corpo o la mente, o entrambi, e il senso di impotenza per me che posso solo sostenere con il pensiero continuo e con parole che sembrano sempre inutili.Ma la montagna non si inchinerà, e il vento non fermerà con il suo ululato, ma aiuterà a volare più veloce. Finchè si arriva alla partenza...ai giorni di fuoco e di agitazione, agli ultimi preparativi, ai saluti, ai "io aspetto"..."fai così":), 4 parole e un mondo dentro. E' difficile capire, per chi non corre, il ciclone di emozioni che si scatenano in quelle ore, ma è altrettanto difficile spiegare quello di chi segue da fuori, con l'orologio in mano quando si avvicina il tempo previsto e la testa che ripete solo "dai, dai, dai, dai", come un mantra infinito. Tutto il resto, la gente, il rumore, oppure la casa e l'intorno quotidiano, scompaiono...quel momento è dedicato e riservato, esistono solo la strada e gli occhi che scrutano in attesa, o le mani che tengono il cellulare. Un attimo, e poi le lacrime liberatorie, perchè quando si è piagnona, lo si è fino in fondo, ed è l'ultimo atto di condivisione di un'emozione.Un abbraccio che non ci sarà mai e non sarà mai appeso, e la gioia che ci sarà sempre. Quando finisce una corsa? All'arrivo?Nel momento in cui si crolla piangenti per terra o su una panca?Io credo che continui anche oltre, nei racconti, nei ricordi, nelle fotografie attese e scelte con cura, in ogni cuore che la segue... Segui l'orizzonte, sentiti libero, vivi il tuo momento, corri.Io aspetto.