Creato da ambretta2009 il 24/10/2009

Spiragli di Luce

La Speranza nel Cristo Risorto

 

Il primato di Pietro.

Post n°918 pubblicato il 24 Aprile 2019 da ambretta2009
 

La via dei cuori.

Sulla riva del lago di Tiberiade, laddòve forma una piccola rada, si trova una scogliera. Il luogo sembra appropriato a fare da porto naturale per barche di pescatori e si pensa che da qui Pietro e i suoi compagni partivano per andare a pescare, da qui Gesù invitò gli apostoli a diventare "pescatori di uomini" e sempre da questo posto , oramai risorto, disse: "Gettate la rete..e troverete". In questo piccolo santuario, tanto amato da Paolo VI°, si trova la "Mensa Christi", dove Gesù arrostì i pesci e..."Quando ebbero mangiato Gesù disse a Simon Pietro: "..mi ami più di costoro? Gli rispose: "..tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "..mi ami?". Gli rispose: "..tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". Gli disse per la terza volta: "..mi vuoi bene?". Pietro...gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". gli rispose: "Pasci le mie pecore".

Infatti Gesù conosceva molto bene Pietro, così come conosce ognuno di noi e sa che la nostra capacità di amare è limitata. Alla richiesta di amare, rispondiamo con i nostri limiti, come Pietro, ed è Gesù che scende al nostro livello, si fa simile a Pietro, a noi, e l'amore diventa "Bene", cioè quello che noi siamo capaci di dare. Gesù, invece, ci dona tutto il suo amore e la sua capacità di amare fino a morire, e non chiede niente in cambio se non "CREDERE IN LUI". ED E'IN QUESTO "CREDERE IN MODO SEMPLICE" CHE TROVIAMO LA FORZA DI SOPPORTARE ANCHE LE PROVE. Il mandato di Pietro è la presenza del Risorto in mezzo a noi e nonostante le debolezze e gli errori, Egli si fida dell'uomo! Alla fine il trionfo è dell'amore.    

Il ricordo.

 
 
 

Il santo Sepolcro.

Post n°917 pubblicato il 20 Aprile 2019 da ambretta2009
 

La pietra.

Alla fine di questo  "viaggio del cuore" in Terra Santa desidero tornare al Santo Sepolcro, dove è fiorita la nostra salvezza, bagnata e fortificata dal Sangue di Cristo. Il ricordo è, comunque, un poco amaro, perché la visita è rapida e non si ha il tempo per riflettere e pregare. Pur essendo la mèta di ogni pellegrinaggio, lo sconcerto che si prova non è poco. Ma questo è il luogo "Santo" per eccellenza. Qui si conferma la nostra fede, si verifica se il Credo che proclamiamo corrisponda alla nostra intima convinzione che Gesù ha dato la sua vita per noi. Avrei voluto carezzare quella pietra, sdraiarmici sopra per assorbire l'essenza di Cristo, per condividere il dolore di Maria, ma anche la gioia di sapere che quella è una tomba vuota, santificata da un corpo che è risorto. Per questo è molto importante, il "dopo pellegrinaggio": il cuore e la mente tornano nei luoghi senza fretta, e gusti tutta la bellezza che è entrata in te e rivivi lentamente e vigorosamente la santa verità della vita di Cristo. Tutto si imprime nel cuore in modo indelebile.

 

La tomba.

 
 
 

Il G˛lgota.

Post n°916 pubblicato il 16 Aprile 2019 da ambretta2009
 

Il Calvario

Il Gòlgota era un promontorio roccioso alto circa dieci metri, a forma di una esse lunga quasi sette metri. Su di esso erano stabilmente infissi dei pali verticali, su cui venivano appesi i condannati con chiodi o funi, i quali dovevano portare sulle loro spalle l'asse orizzontale. Nel tempo fu definitivamente inglobato nella Basilica  del Santo Sepolcro e lo si può intravedere attraverso ampie finestre di vetro. Sulla sua cima si trovano tre altari e sotto quello ortodosso vi è un'apertura che permette di toccare la roccia con la mano. Siamo nel luogo che è il centro della storia della nostra salvezza, luogo di silenzio e preghiera profonda dove si rivivono i testi evangelici della passione e morte di Gesù.
"A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre Gesù gridò a gran voce: "Elì, Elì, lemà sabactàni?"...Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?"
La Croce è il segno di eccellenza della manifestazione dell'amore di Dio ed entra in un Suo preciso disegno, perché ben conosce la nostra pocchezza, la nostra miseria, i nostri limiti. La prova del suo amore è il sacrificio e non c'è parola più forte che quella del donare il Suo sangue attraverso il sacrificio del Figlio. Il Figlio, fattosi obbediente fino alla morte, per ognuno di noi si offre in espiazione salvifica. Per questo Dio lo ha esaltato.
Non è facile entrare nel mistero della croce, perché ci riporta a quella sofferenza che cammina di pari passo alle cose belle della vita. Non dobbiamo credere, infatti, che la croce è solo un segno di dolore, ma è anche il segno della vittoria del bene sul male, del superamento di ogni dolore che si apre alla gioia. La croce è il vero trono di Dio, che per amore nostro cede al fallimento trasformandolo in vittoria attraverso l'amore. Una logica molto diversa dalla nostra, da quella del mondo, a cui noi dobbiamo, comunque, rendere conto...magari appoggiandosi alla croce di Cristo!

Mio Signore e mio Dio, ti contempliamo appeso al patibolo della croce, unendoci in preghiera a Maria, Colei che ha subìto e portato il suo dolore, così come Tu  hai portato e subìto la crocifissione. Tu che ben conosci l'abbandono, accogli le nostre grida. Tu Maria, che ben conosci l'impotenza di fronte al dolore, aiutaci a rimanere dritti davanti alla croce, in attesa che tutto si compia nella Gloria di Dio, a cui noi siamo chiamati a partecipare.

La roccia.

 
 
 

La via Crucis.

Post n°915 pubblicato il 10 Aprile 2019 da ambretta2009
 

la croce

Gesù passa tra la gente che bada ai propri affari. La via è stretta e molto battuta, il cammino è impedito. Gesù passa tra i rumori del mercato, tra persone distratte o semplicemente incuriosite, tra il vociare di gente che vende e che compra, maggiormente strattonato per la difficoltà del cammino. Gesù passa tra l'indifferenza della gente, come uno dei tanti malfattori. Qualcuno lo riconosce come "il folle che si fa Dio" e lo deride. Pochi sono coloro che lo accompagnano, perché lo amano. La gente ha fretta, deve andare a casa e non si commuove di fronte al corpo martoriato di quest'uomo. Gesù barcolla, perde l'orientamento, si accascia sotto la croce. Non si può perdere troppo tempo, la gente deve camminare. I carcerieri che lo circondano lo obbligano con violenza ad alzarsi, ma non ce la fa...

"Porta la croce assieme a lui e quando sta per cadere sostienilo!" Il suo viso è accanto a quello di Gesù, sente il suo respiro caldo sulla pelle e quel respiro affannoso entra nelle sue orecchie come rantolo penoso. Lo sguardo compassionevole dell'uomo dei dolori, nonostante fosse devastato dagli squarci delle ferite, riusciva a comunicare la sua riconoscenza. Respiro con respiro...momento profondamente intimo! Il Cireneo non sa che sta accompagnando il suo Dio nella via dolorosa, che gli avrebbe aperto la via della vita eterna. Ieri come oggi!

La salita.

 
 
 

Il Lithostrato

Post n°914 pubblicato il 08 Aprile 2019 da ambretta2009
 

Il luogo

Dopo che Pilato ebbe condannato Gesù, lo consegnò ai soldati per l'esecuzione della condanna...flagellazione, incoronazione di spine, luogo di autentica "via dolorosa". Questo luogo si trova nel convento delle suore di Sion, è ben conservato e conserva i segni dei militari scolpiti sulle pietre e dei loro giochi, uno dei quali porta il nome di "gioco del re". Qui dovremmo soffermarci  a pregare e meditare...Le pietre gridano gli sputi, le beffe, i flagelli ancora fendono l'aria e si abbattono con violenza inaudita sul corpo nudo di Gesù. Le pietre gridano il sangue versato, la carne martoriata, la pelle squamata. In questo luogo i lamenti di Gesù continuano a proclamare il suo amore per i suoi carnefici. Egli ha amato veramente. "Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli misero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo".


 
 
 
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