Eccomi qua a riflettere su un dubbio che molte persone prima di me si sono ritrovate a contemplare, un bivio che si presenta a molti nella propria strada che è l'esistenza.Persone laureate da pochi mesi come me, al sud, che cercano un lavoro per poter fare una cosa elementare, vivere essendo indipendenti. Le cose si sanno già, inutile nasconderlo, che qui in Italia e sopratutto al sud il lavoro è utopia, spesso per chi come me ha sudato parecchio per laurearsi in tempi brevissimi.E' difficile persino dare delle colpe, ma andiamo al punto. Ho ricevuto un'offerta di lavoro seria a Milano che mi consente di mettere a frutto i miei studi, e so bene che in ogni caso la maggior parte di quello stipendio la spenderei per vivere e mi rimarrebbe ben poco. Qui invece dopo estenuanti ricerche e richieste a persone (politici) influenti della mia città son riuscito a ottenere cosa? Un lavoro in fabbrica che ancora devo accettare, il tutto per 800 euro al mese. Stare qua ha i suoi vantaggi, sopratutto economici, potrei mettere soldi da parte e pensare a mettere un mutuo (piccolo) per la casa, ma poi subentra l'orgoglio: che mi sono laureato a fare allora? Per lavorare in fabbrica? Ed ecco che torna il dilemma.Lasciare gli amici e le cose belle della Sardegna non è un problema, lo hanno fatte tante persone, ma economicamente a Milano...prenderei si e no 300 euro in piu e appunto, mi resterebbe ben poco. Si oggi bisogna accontentarsi è vero...ma, la cosa peggiore e di cui c'è da vergonrasi è che mi è stato detto chiaramente che qui funziona cosi, nessuno fa nulla gratis, i posti di lavoro decenti, vengono gestiti dai potenti che si scambiano favori a vicenda e spesso si trovano incompetenti nei posti di lavoro. Qui nel comune della mia città ci sono impiegati che chiamano i tecnici della ditta che ha in appalto l'assistenza dei computer del municipio...ma per cosa?? Perchè gli impiegati non sono neanche in grado di cambiare lo sfondo del desktop!!!! E per me che sono laureato proprio in informatica e fatico a trovare un posto che sfrutti le mie competenze...beh, si capisce che non mi fa piacere. Non penso piu che queste cose un giorno verranno risolte, che i posti di lavoro vengano dati secondo un criterio di meritocrazia, so anche che i progetti non bisogna farli, oggi bisogna vivere cosi, quasi da vagabondi, andare subito dove si trova il lavoro e non piantare basi stabili perche non sai dove potresti essere domani. E poi ci si lamenta che in Italia ci sono poche nascite, certo, chi aiuta noi giovani a formare la famiglia con lavori precari e con prezzi delle case alle stelle???Lo so è un vecchio problema e il mio dubbio atroce continua, andare a Milano ed essere soddisfatti senza avere una lira in tasca a fine mese o quasi o restare qua, avere piu soldi in tasca a fine mese ma fare un lavoro che rispetto, ma per il quale non sono entusiasta visto gli studi che ho fatto? Al mio buonsenso la risposta.
Il dubbio atroce
Eccomi qua a riflettere su un dubbio che molte persone prima di me si sono ritrovate a contemplare, un bivio che si presenta a molti nella propria strada che è l'esistenza.Persone laureate da pochi mesi come me, al sud, che cercano un lavoro per poter fare una cosa elementare, vivere essendo indipendenti. Le cose si sanno già, inutile nasconderlo, che qui in Italia e sopratutto al sud il lavoro è utopia, spesso per chi come me ha sudato parecchio per laurearsi in tempi brevissimi.E' difficile persino dare delle colpe, ma andiamo al punto. Ho ricevuto un'offerta di lavoro seria a Milano che mi consente di mettere a frutto i miei studi, e so bene che in ogni caso la maggior parte di quello stipendio la spenderei per vivere e mi rimarrebbe ben poco. Qui invece dopo estenuanti ricerche e richieste a persone (politici) influenti della mia città son riuscito a ottenere cosa? Un lavoro in fabbrica che ancora devo accettare, il tutto per 800 euro al mese. Stare qua ha i suoi vantaggi, sopratutto economici, potrei mettere soldi da parte e pensare a mettere un mutuo (piccolo) per la casa, ma poi subentra l'orgoglio: che mi sono laureato a fare allora? Per lavorare in fabbrica? Ed ecco che torna il dilemma.Lasciare gli amici e le cose belle della Sardegna non è un problema, lo hanno fatte tante persone, ma economicamente a Milano...prenderei si e no 300 euro in piu e appunto, mi resterebbe ben poco. Si oggi bisogna accontentarsi è vero...ma, la cosa peggiore e di cui c'è da vergonrasi è che mi è stato detto chiaramente che qui funziona cosi, nessuno fa nulla gratis, i posti di lavoro decenti, vengono gestiti dai potenti che si scambiano favori a vicenda e spesso si trovano incompetenti nei posti di lavoro. Qui nel comune della mia città ci sono impiegati che chiamano i tecnici della ditta che ha in appalto l'assistenza dei computer del municipio...ma per cosa?? Perchè gli impiegati non sono neanche in grado di cambiare lo sfondo del desktop!!!! E per me che sono laureato proprio in informatica e fatico a trovare un posto che sfrutti le mie competenze...beh, si capisce che non mi fa piacere. Non penso piu che queste cose un giorno verranno risolte, che i posti di lavoro vengano dati secondo un criterio di meritocrazia, so anche che i progetti non bisogna farli, oggi bisogna vivere cosi, quasi da vagabondi, andare subito dove si trova il lavoro e non piantare basi stabili perche non sai dove potresti essere domani. E poi ci si lamenta che in Italia ci sono poche nascite, certo, chi aiuta noi giovani a formare la famiglia con lavori precari e con prezzi delle case alle stelle???Lo so è un vecchio problema e il mio dubbio atroce continua, andare a Milano ed essere soddisfatti senza avere una lira in tasca a fine mese o quasi o restare qua, avere piu soldi in tasca a fine mese ma fare un lavoro che rispetto, ma per il quale non sono entusiasta visto gli studi che ho fatto? Al mio buonsenso la risposta.