Un interessantissimo percorso con il prof. Roberto Grazia che, ancora una volta, ha generosamente attinto alla sua vasta cultura per offrirci chiavi di lettura utili a comprendere lo straordinario momento storico e artistico del Rinascimento.
CENACOLO DI SANTA APOLLONIAMUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO Concorso per la porta nord del Battistero di FirenzeGhiberti vs Brunelleschi!LE FORMELLE - Del concorso ci sono pervenute solo due formelle, quelle di Ghiberti e del Brunelleschi, entrambe conservate oggi al museo del Bargello. Le due opere sono molto diverse dal punto di vista formale e offrono una straordinaria sintesi delle due scuole di pensiero in materia artistica allora presenti in città: l'accoglienza dello stile gotico internazionale o lo sviluppo con maggior rigore delle radici classiche.Alla prima opzione appartiene la formella di Ghiberti che divise la scena in due fasce verticali armonizzate da uno sperone roccioso di sapore arcaico, con una narrazione equilibrata, figure proporzionate e aggiornate alle cadenze del gotico. Vi inserì anche generiche citazioni dall'"antico", di sapore ellenistico, come nel poderoso nudo di Isacco, facendo quindi una mediazione tra gli stimoli disponibili all'epoca. L'uso dello sfondo roccioso inoltre generava un fine chiaroscuro, che "avvolgeva" le figure senza stacchi violenti (che influenzò anche lo stiacciato di Donatello).
Ben diverso fu il rilievo creato da Brunelleschi che suddivise la scena in due fasce orizzontali, con piani sovrapposti che creano una composizione piramidale. Al vertice, dietro uno sfondo piatto dove le figure vi emergono con violenza, si trova il culmine drammatico dell'episodio del sacrificio, dove linee perpendicolari creano l'urto tra le tre volontà diverse (di Abramo, di Isacco e dell'angelo che impugna il braccio armato di Abramo per fermarlo). La scena è resa con una tale espressività da far apparire la formella di Ghiberti, al confronto, una pacata recitazione. Questo stile deriva da una meditazione dell'opera di Giovanni Pisano (come nella Strage degli innocenti del pulpito di Sant'Andrea) e dell'arte antica, come dimostra anche la citazione colta dello spinario, nell'angolo sinistro.
LA VITTORIA - Nel 1402, viste le opere presentate, si scelse il vincitore. Le fonti su chi vinse realmente il concorso e in quale misura sono discordanti. Sicuramente l'autore della porta fu Ghiberti, mentre Brunelleschi si allontanava dalla città per visitare Roma.Nei suoi Commentarii Ghiberti si attribuì una vittoria unanime ("Universalmente mi fu conceduta la gloria sanza alcuna exceptione"). Antonio Manetti invece, nella biografia di Brunelleschi (ripresa anche dal Vasari), ricorda la grande indecisione dei giudici che finirono per attribuire la vittoria ex-aequo. Fu Brunelleschi poi che si rifiutò di lavorare insieme al Ghiberti per la troppa differenza di stile ("Filippo non volle mai consentire se l'opera non era tutta sopra di lui"). Inoltre il Manetti ricorda anche una serie di sotterfugi usati dal Ghiberti, come i tentativi di vedere in anticipo l'opera del rivale o l'affannosa ricerca di consigli da chiunque per creare un'opera che si adattasse al parere dei più.
CAPPELLA SASSETTINELLA CHIESA DI SANTA TRINITACAPPELLA CAPPONINELLA CHIESA DI SANTA FELICITA"Anche nella passeggiatina tra Uffizi e Pitti, quei rosa carnicini e celestini e arancini così chiari e allegri della Deposizione svolante a Santa Felicita potevano sembrar magari eccentrici e frivoli, perché non si era ancora restaurata la
Cappella Sistina, né dunque capito che Pontormo riprendeva direttamente da Michelangelo quegli effetti vistosi e cangianti da seta thailandese". (
Alberto Arbasino)TRA I TANTI CAPOLAVORI PRESENTATIDAL PROF. ROBERTO GRAZIA AGLI
UFFIZI...
e tante altre opere che possiamo rivedere sfogliando
MUSEO NAZIONALE DI SAN MARCOUn fortissimo
al prof. Roberto Grazia
e un ringraziamento particolare a Laura e a Romana per l'efficienza e la sempre cortese disponibilità!