As Fidanken

Indicatori


Da decenni il mio mestiere è quello di dare i numeri, non solo in senso figurato, ma nel dover fornire indicatori, misure e quant'altro al top management per agevolare la gestione opertiva e le decisioni da prendereChi dà i numeri sa bene che se per ricavarli ci vogliono ore, giorni, mesi di lavoro, di selezione, elaborazione, rielaborazione, interpretazione ecc... è quasi impossibile tirare fuori un unico numero magico che riassuma, senza possibilità d'errore, una situazione.Questo perché chi tratta i dati, dopo un po' che ci lavora, li conosce bene ma rischia spessissimo di dar per scontato che chi li leggerà li capirà al volo. Questo non è possibile, perché i destinatari non hanno dietro il background che si è creato chi invece vi ha lavorato su per mesi."Less is more", negli ambienti anglosassoni sta a dire con semplicità che meno numeri fornisci, più ne sarà facile la comprensione. Verissimo, ma non sempre tutto è così semplificabile. Non tutto è bianco o nero.Tutto questo pippone per agganciarmi alle richieste di riduzione degli indicatori, per determinare il colore (rosso, arancione ecc...) delle zone italiane, che arrivano dalle Regioni e dall'opposizione (che generalmente governa le stesse Regioni da cui arrivano le richieste).In pratica si vorrebbe ridurli a 1/3 o 1/4 rispetto a quelli utilizzati ad oggi, semplificandoli in modo che siano spiegabili alla massa. L'intento è lodevole, ma non è sempre applicabile.Per esperienza so che quando si fanno operazioni di questo tipo, se poi le cose non vanno come previsto, risulta che altri indicatori sono stati erroneamente omessi per semplificare il tutto. Lo si scopre, però, a posteriori.Come se ne esce, cercando di venire incontro alle giuste domande di semplificazione che arrivano della massa ignorante (non in senso offensivo, intendo dire quelli che non sanno perché non è il loro mestiere) senza rischiare di perdersi pezzi importanti della modellazione dei dati?Si potrebbero pubblicare i dati utilizzati, nei limiti della privacy (ma essendo aggregati non dovrebbero esserci grossi problemi) e, soprattutto, metadatarli, cioè allegare tutte le informazioni relative alle loro caratteristiche, i metodi per la loro misurazione, generazione, elaborazione ecc...Trasparenza. A quel punto si potrebbero zittire le richieste pretestuose, cioè quelle mirate a colpire qualcuno, più che a voler il bene collettivo: chi capisce e propone alternative, potrà parlare, chi non capisce e vuole solo lamentarsi, dovrà star zitto.Quanti, di quelli che si lamentano, sanno infatti che cosa sta dietro agli indicatori oggi utilizzati? Penso quasi nessuno, anche perché non c'è gran trasparenza. Mettiamo a disposizione dati e metadati, la maggior parte aprirà il libro e lo chiuderà subito dopo, intuendo che ci vuole tempo, molto tempo, per analizzare bene la situazione. Altri più competenti faranno le loro osservazioni.Altrimenti non se ne esce...