Domani ricorre il 50° del primo uomo in orbita nello Spazio; il 12 Aprile del 1961, alle ore 9.07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1), decollò per il primo volo umano nello spazio il cosmonauta e aviatore sovietico Jurij Alekseevič Gagarin (in russo: Юрий Алексеевич Гагарин). Non fu un vero proprio viaggio fuori della Terra, in quanto la massima altezza raggiunta nell’Apogeo è stata di 302 Km. Se si considera che il raggio del nostro pianeta è di circa 6300 Km si è allontanato neanche di appena il 5%, ma di sicuro un notevole record per quei tempi che ha aperto una nuova stagione della corsa allo spazio. Probabilmente non è stato il primo uomo ad essere orbitato attorno alla terra, in quanto pare che diversi prima di lui sono stati lanciati ma che purtroppo siano morti a causa della neonata tecnologia spaziale. I dubbi sarebbero sorti dopo che alcuni radioamatori italiani, i fratelli Judica Cordiglia, avrebbero registrato, oltre alle comunicazioni di dati di vari satelliti sovietici, anche le ultime parole di ignoti cosmonauti perduti nello spazio nel corso di missioni spaziali, sia precedenti che successive a quella di Gagarin. Pertanto Jurij potrebbe non essere stato il primo ad essere orbitato ma il primo uomo ufficialmente sopravvissuto nello spazio.
Ma dopo il dissolvimento dell'Unione Sovietica e l'apertura degli archivi riguardanti il programma spaziale non sono stati trovati elementi a favore di questa tesi. Comunque sia andata, l’uomo è sempre in cerca di simboli e di momenti storici chiave dell’evoluzione politica tecnologica umana, e di sicuro il 12 Aprile del 1961, con Gagarin, ha aperto una nuova era …una corsa allo spazio. Questa gara ha portato molte conquiste, volo su volo si sono rotti vari record ed oggi abbiamo acquistato la capacità e la familiarità di andare e tornare dallo spazio. Anche se negli ultimi decenni, in particolare dopo la fine della guerra fredda, si è avuto un rallentamento se non frenata, si spera di poter riprendere la sfida allo spazio grazie ad uno stimolo civile e non più militare, una spinta derivante dall’interesse di guadagni dal turismo e non da guerre elettroniche, spie e scudi spaziali. La conquista dello spazio è iniziata con la frase di Jurij che pronunciò al decollo per il volo spaziale "Siamo Partiti" (“поехали! pojechali). Alla velocità di 27.400 Km/h orbitò per 88 minuti attorno alla Terra seguendo un percorso che lo ha portato ad oscillare tra l’Apogeo a 302 Km di altitudine massima e un Perigeo di 175 Km.
Fu il primo privilegiato che poteva vedere la terra da molto in alto e guardando dalla navicella, comunicò alla base che "La Terra è blu [...] Che meraviglia. È incredibile". L’esperienza da record terminò alle 10.20 ora di Mosca, dopo essere stato espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra in un campo vicino alla città di Takhtarova. E’ buffo venire a conoscenza di alcuni dettagli che possono essere insignificanti e che benché il successo fosse indiscutibile come se non bastasse quello che avevano raggiunto, nei resoconti ufficiali si affermò che era invece atterrato all'interno della capsula, per conformarsi alle regole internazionali sui primati di quota raggiunta in volo.
Come per tutti gli eroi la sua vita è stata breve ma intensa, nato a Klušino, in un villaggio nell'Oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica, il 9 marzo 1934, da padre falegname e madre contadina, si distinse a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche, durante gli studi si interessò anche al volo. A soli 27 anni diventò la leggenda, ma morì a 34 anni, il 27 marzo 1968, per un incidente aereo a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač. Le sue ceneri sono sepolte all’interno delle mura del Cremlino, nella Piazza Rossa di Mosca, insieme ai più grandi della storia della Russia. Con la sua morte non è terminata la sua fama, e per sempre nella storia dell’uomo rimarrà colui che ha aperto la porta …..la porta dello spazio.
Link:
http://www.br73.net/vostok_1.htmhttp://it.wikipedia.org/wiki/Jurij_Gagarin