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“Comunicare con Civiltà Aliene” - Parte 1 di 8


Se mai un giorno verrà dimostrata l’esistenza di civiltà extraterrestre intelligenti nell’universo, come possiamo comunicare con loro? A parte un incontro diretto, che costituirebbe il massimo dell’aspettativa di uno scambio culturale, le attese di una comunicazione a distanza sono tutte riposte nelle onde elettromagnetiche  …tramite una radio.
La prima analisi probabilmente fu effettuata da Guglielmo Marconi, a bordo del suo radio Yacht Elettra, quando cercò di captare segnali radio provenienti da Marte durante l’opposizione del giugno del 1922. Il 19 Settembre del 1959, l’italiano Giuseppe Cocconi, insieme al collega americano Philip Morrison, propose un sistema di come si poteva ascoltare l’universo. La lunghezza d’onda più probabile su cui sintonizzarsi, per captare eventuali messaggi extraterrestri, poteva essere quella di “21 cm”, pari ad una frequenza di “1420 Mhz”, sulla quale emette l’elemento più diffuso dell’universo: «l’Idrogeno».
Una civiltà evoluta, se di proposito volesse comunicare con altre civiltà, potrebbe scegliere questa frequenza in quanto è di sicuro la più ascoltata da qualsiasi altra civiltà intelligente per studi sull’universo. Anche se non vi fosse interesse di ascoltare questi messaggi sarebbe inevitabile intercettarli e quindi decifrare il telegramma. Il suggerimento dell’Italiano verrà comunque accolto da Franke Drake, il quale, partendo dal “Progetto Ozma”, darà inizio al grande progetto di ascolto che tutti oggi conosciamo come “SETI”.
Il nome del progetto si è ispirato dal personaggio della principessa Ozma, regina di un altro mondo, del racconto del mago di Oz. La storia inizia l’8 Aprile 1960 quando a Green Bank in West Virginia, il radiotelescopio di 26 m viene posto in ascolto verso le stelle Tau Ceti ed Epsilon Eridani nelle nostre vicinanze. Durante la ricerca di segnali intelligenti per calcolare statisticamente il successo del progetto, nel 1961, Drake realizza quella che oggi è conosciuta come “Equazione di Drake” (nota anche come equazione o formula di Green Bank). E’ una formula utilizzata per stimare il numero di civiltà extraterrestri in grado di emettere segnali intelligenti costituita da tantissime variabili in gran parte sconosciute:
Dove: N         rappresenta il numero di civiltà extraterrestre evolute nella galassia.R         è il tasso di formazione stellare nella Via Lattea.fp         è la frazione di stelle che possiedono pianeti.ne        è il numero di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita.fl          è la frazione dei pianeti “ne” che ha effettivamente sviluppato la vitafi          è la frazione dei pianeti “fl” su cui si sono evoluti esseri intelligentifc         è la frazione i esseri intelligenti in grado e con volontà di comunicarefm        è la frazione di esseri intelligenti in grado di raggiungere e colonizzare più pianetiL          è la stima della durata di una civiltà evolutaE’ evidente come sia difficile conoscere esattamente tali variabili ed è prevalentemente speculativo provare a determinare un valore di N. Difatti, a secondo delle sensazioni personali, possiamo arrivare alla conclusione che non deve esistere nessuna civiltà extraterrestre nella nostra Galassia come decine di migliaia.