AstroLeo

Mano di Dio


                      Ecco un’altra nebulosa curiosa. Questa volta è stata identificata perfino una mano di Dio. L’uomo è capace di vedere di immaginare di tutto, anche da niente, ma la casualità ha formato un immagine davvero particolare. Circa 20.700 anni fa una stella di massa molto grande è esplosa come una Supernova e la maggiorparte della materia che la componeva si è dispersa nello spazio andando a costituire la nebulosa che noi possiamo osservare oggi.  Di quello che è rimasta è collassata lasciando come residuo una stella di neutroni. Dato che è di poco inferiore ai 20 km di diametro ma contiene una massa superiore a quella del Sole ha una  densità molto elevata.  Dalla nostra terra l’evento poteva essere osservato 1.700 anni fa, pertanto attorno alla fine del III° sec d.C. Data la particolare disposizione dell’asse di rotazione nello spazio è vista dalla terra come una Pulsar (PSR B1509-58 o PSRJ J1513-5908 o MSH 15-52 o G320.4-1.2 o RCW 89 o Dragon ) in rapidissima rotazione, circa 7 giri al secondo. Grazie al suo potentissimo campo magnetico, la cui intensità è stata stimata 15.000 miliardi di volte superiore a quella del campo magnetico terrestre, emette forti quantità di energia sotto forma di vento stellare. Dal corpo centrale fuoriesce una corrente continua di particelle elettricamente cariche di elettroni e ioni a velocità relativistiche a tal punto da far considerare la pulsar come uno dei più potenti generatori di energia elettromagnetica della nostra Galassia. Questo spettacolare vento interagendo con la materia dello spazio circostante, costituito dal residuo dell’esplosione della stella originaria, produce raggi X. Ed ecco che entra in gioco l’ osservatorio orbitante per raggi X “Chandra”. Visto che i dati non rientrano nella banda ottica, quello che osserviamo è a falsi colori. Le zone meno energetiche sono rappresentate con il rosso, quelle di intensità media con il colore verde e infine quelle a maggiore energia blu. Tale ricostruzione ha messo in evidenza una mano che cerca di afferrare la vicina nebulosa. La sua estensione raggiunge circa i 150 anni luce. Per chi volesse stringere la mano di Dio deve percorre almeno 19.000 anni luce, ma arriverebbe troppo tardi in quanto se non dissolta almeno avrà cambiato forma.   Di seguito immagine a più ampio campo:
                           Si trova nel cielo australe nella direzione della costellazione del Compasso (Circinus) introdotta da Lacaille, posto vicino alla costellazione Norma e Squadra.La nebulosa con precisione ha le seguenti coordinate:(J2000) RA 15h 13m 55.60s,  Dec -59° 08' 09.20"A parte l’uso di un telescopio, inutile suggerire che essendo nella banda a raggi X, la mano la potete osservare solo con il Chandra!Link: http://chandra.harvard.edu/photo/2001/1175/  In Tutte le Bande: http://chandra.harvard.edu/photo/2009/b1509/more.htmlImmagini ad alta qualità:http://tv.repubblica.it/copertina/fotografata-la-mano-di-dio/365?galleryhttp://chandra.harvard.edu/photo/2009/b1509/b1509_xray_radio.jpg