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Emisfero Celeste nella Chiesa di San Lorenzo a Firenze. Parte 2


 L’ultimo restauro ha evidenziato particolari che erano stati nascosti dal degrado del tempo, dalla scarsa visibilità che non permetteva di poter osservare alcune stelle disegnate sull’eclittica graduata. Due stelle in particolare, una in Cancro e l’altra tra Ariete e Toro, non appartenendo ad alcuna costellazione è stato automatico supporre che potessero essere dei pianeti anche perchè il loro diametro è lievemente più largo delle altre stelle. Non ho trovato informazioni al riguardo ma credo che in conseguenza a tali scoperte Isabella Lapi Ballerini (attuale soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze), che ha guidato il recupero dell’opera, ha prosposto la data del 4 luglio 1422. Al fine di derimere la questione ha chiesto aiuto all’Osservatorio di Arcetri in Firenze per eseguire un indagine astronomica guidata da Giuseppe Forti. In un primo tempo è stato realizzato un programma al computer per trovare la posizione del Sole della Luna e dei pianeti visibili evidenziando la possibilità che i due pianeti erano Venere e Giove. Mercurio, Marte e Saturno fanno il loro ingresso successivamente dopo un confronto con stelle all’epoca del 1442 con astri fino alla 4° magnitudine che ha reso evidenti altri oggetti che non facevano parte di alcuna costellazione. Questo studio ha portato lo staff ad affermare che effettivamente le stelle erano nella posizione indicate sopra Firenze, attorno alle 10:30 del mattino del 4 luglio 1422 del vecchio calendario Giuliano, data corrispondente al 13-14 luglio del nostro attuale Calendario Gregoriano. La latitudine di osservazione viene fornita dalla posizione del Polo Nord celeste e risulta essere molto vicino a quella di Firenze. Nella seguente tabella è riassunto il confronto della simulazione della posizione degli astri erranti con la pittura in gradi di longitudine dell’eclittica misurata direttamente sul disegno della volta celeste e sono messe in confronto anche con i valori di longitudine trovate da Owen Gingerich dalle Tavole Alfonsine in uso a quei tempi.                               San Lorenzo          T.A.(4-7-1442)       S. A.(4-7-1442)Ora                          10,5 a.m                  0.0 a.m.                   0.0 a.m. Sole                         111.8°                     111.0°                     109.8°Luna                       56,8°                       55.2°                       55.6°Saturno                  75.1°                       71.9°                       74.1°Giove                      42.5°                       41,4°                       42.1°Marte                      167,5°                     166.9°                     166.2°Venere                    122.0                       114.1°                     114.6°Mercurio                100.5°                     91.5°                       91.8° T.A. = Tavole Alfonsine redatte a Toledo intorno al 1252.Analisi presente su “The XV century skies painted in Florence – Forti G. - Memorie della Societa Astronomia Italiana, Vol. 64, p.651”Pur avendo trovato corrispondenza della data proposta si osserva che sono presenti enormi errori ad oggi ingiustificati per i pianeti interni. Il restauro inoltre, ha reso evidenti molti particolari di tecnica di realizzazione della pittura: su uno sfondo di azzurrite le stelle erano state prima disegnate sul cielo con il compasso, numerate, incise, marcate con una freccia, preparate con piombo bianco e insieme alle principali coordinate della sfera celeste riempiti con oro. Le immagini di alcune costellazioni sono tratteggiate in nero con lumeggiature in bianco per esaltare le luci e ombre in modo tale da determinare un effetto di profondità. Nella rappresentazione della volta celeste troviamo anche i Coluri Solstiziali e Equinoziali. I coluri sono cerchi meridiani che passano attraverso i due poli celesti ed i punti solstiziali ed equinoziali. In particolare il “Coluro Solstiziale” è stato disegnato al centro, in coincidenza del meridiano del mezzogiorno che attraversa il Nord e Sud del cielo e quindi passa anche attraverso lo zenith e la costellazione dei Gemelli. Il Coluro equinoziale è ruotato a 90 gradi da esso e lo vediamo che oltre ad attraversare il Polo Nord, attraversa la Vergine e la costellazione di Andromeda per finire nei Pesci. Quasi parallelo alle tre stelle della cintura della costellazione di Orione è presente l’equatore celeste che pare essere mangiato dalla costellazione della Balena con la bocca aperta proprio centrando tale linea. Sono evidenti anche le linee dei tropici: quella del cancro che passa al limite dell’eclittica e quella del Capricorno passante dalla costellazione del cane maggiore. Infine troviamo anche il cerchio del Circolo Polare Artico, il parallalelo oltre il quale il Sole sorge e tramonta una sola volta l’anno.