AstroLeo

Emisfero Celeste nella Cappella dei Pazzi a Firenze.


Se la volta celeste rappresentata nella scarsella della Basilica di San Lorenzo, per la precisione che hanno messo nell’impresa, può suscitare sorpresa ed ammirazione, perplessità e maggiore sorpresa può dare la notizia che una fotocopia di tale volta celeste è stata realizzata poco tempo dopo nella Cappella dei Pazzi, nel primo chiostro della Basilica di Santa Croce sempre a Firenze. La pittura del cielo è esattamente la copia di quella di San Lorenzo e nessuno ne conosce il motivo e il pittore neanche in questo caso. Il progetto di questa cappella come per la Sagrestia di San Lorenzo è sempre attribuita al Brunelleschi, ma l’esecuzione è dei sui discepoli dato che è morto nel 1446. La volta della cupola è stata costruita sicuramente dopo il 1443 ed è stata completata l’11 ottobre del 1459, perchè è conosciuta la data in cui è terminato il dipinto. Non è chiaro a cosa serva ma nella principale piccola cupola della veranda è incisa la data del 1461. Risulta più chiara a questo punto la proposta del 4 Luglio 1422, di Isabella Lapi Ballerini con l’evento dell’arrivo di Renato d’Angiò. Se tale tesi risultasse esatta, questo personaggio storico deve aver creato un legame molto forte con le due famiglie fiorentine a tal punto da commemorare per ben due volte celesti in due famiglie distinte, quelle dei Pazzi e quelle dei Medici. A sottolineare in particolar modo l’amicizia con la famiglia Pazzi, in occasione del soggiorno fiorentino Renato d'Angiò aveva presenziato il battesimo del figlio di Piero Pazzi, che prese in suo onore il nome di Renato, e aveva nominato cavaliere il nonno, Andrea. Il legame con Firenze si eleva anche in virtù della positiva  campagna militare guidata da Renato d’Angiò in aiuto ai Fiorentini contro la lega fra Venezia e gli Aragonesi (1453-1455). Qualche mese fa sono stato nella cappella dei Pazzi e se non è cambiata la situazione purtroppo questa volta celeste non è osservabile in quanto sono presenti dei lavori di reastauro. Dato che si afferma, fino a prova contraria, essere uguali, al momento i curiosi possono guardare solo la cupola della Scarsella della Sagrestia di San Lorenzo. Personalemente, dato che ci sono stato pochi giorni fa, vi posso garantire che è visitabile.  PSPer quelli che vedono misteri dappertutto, Renato d’Angiò era un personaggio molto particolare della Storia, ha fatto di tutto ed si è introfulato dappertutto: personaggio multititolato (vedere http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_d'Angio), fratello di San Luigi di Francia,  sua sorella Maria sposò il futuro re Carlo VII di Francia e fece sposare a sua figlia Enrico VI d’Inghilterra.  Corre voce che la sua stirpe reale fosse di derivazione Merovingia che nel Medioevo pensavano discendesse direttamente da Gesù Cristo e dalla sua sposa Maddalena. Attratto dal mito della arcadia si ritiene che fosse un Templare, gran Maestro del Priorato di Sion e fondatore dell’ "Ordine della Luna Crescente" e dell' "Ordine della Mezzaluna" di cui fa parte anche Leonardo da Vinci. Suo signore feudale, ha combattuto al fianco di Giovanna d’Arco portando in dono un esercito di settemila cavalieri (Highlanders) scozzesi, vassalli del Conte di Saint Clair, famiglia a cui è legato un luogo estremamente misterioso come la Cappella di Rosslyn e la saga di re artù. Profondo conoscitore della letteratura arturiana e cavalleresca, collezionava "coppe Graal" e probabilmente  guidò la visione di Giovanna nel recupero vicino a una chiesa della spada arrugginita dell'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo Magno. Un gesto analogo a quello di Re Artù quando estrasse la Spada dalla Roccia, a tal punto che politicamente si poteva qualificare come l'incarnazione di Carlo. Renato era anche Conte di Provenza, dove troviamo "Saintes Maries de la Mer" ritenuto il punto di approdo di Maria Maddalena con le altre due marie in fuga dalla Palestina e qui vi si ritirò negli ultimi anni, dove presso la sua corte alloggiava stabilmente il nonno di Nostradamus (Notre Dame), tale Jean de Saint Remy, astrologo, medico e cabalista.