Grazie al lancio del razzo vettore R-7 Semyorka riuscito nel 1954, l’URSS si guadagna il primato della corsa agli armamenti. Oltre al controllo dei bassi cieli, il progetto comprendeva anche la conquista dello spazio, delle orbite attorno alla terra. Già Fin da Ottobre del 1951, Mikhail K. Tikhonravov propose un piano per mettere in orbita un satellite artificiale (NII-4), ma prevedeva un progetto serio del peso di oltre 1400 kg. Dopo analisi del OKB (gruppo di lavoro tecnico paragonabile alla NASA, in russo Опытное конструкторское бюро, Opytnoe konstructorskoe bjuro, Ufficio di progettazione sperimentale) ed una risposta tiepida da parte del governo, avevano ridotto il peso. Poi il problema prese una piega altamente politica. Il 34° Presidente degli Stati Uniti d’America “Dwight David Ike Eisenhower” il 29 Luglio del 1955, tramite il suo portavoce, annunciò l'intenzione degli USA di lanciare un satellite artificiale entro l'anno geofisico internazionale (IGY, International Geofisic Year dal Luglio 1957 a Dicembre 1958). La russia a questo punto non poteva essere da meno, tramite il professore Leonid Ivanovich Sedov, durante il congresso della Federazione internazione d'astronautica, il 2 Agosto del 1955 annunciò che anche l'URSS avrebbe lanciato un satellite artificiale nello stesso periodo. Parte così la gara alla spazio. Korolev presentò alle autorità sia progetti ambiziosi da arrivare sino alla Luna come progetti più semplici. Durante lo sviluppo del progetto, con il timore che gli americani sono pronti a lanciare il loro satellite, il 5 gennaio del 1957 a Korolev prende fretta a tal punto da far approvare la costruzione di un satellite semplicissimo e veloce da assemblare. Ed è così che nasce il Prostějšij Sputnik ("satellite più semplice" in russo) o Sputnik 1/PS 1. La parola “Sputnik”, <<спутник>> significa "compagno di viaggio" inteso come satellite. Anche se il vettore era già stato positivamente provato nel 1954, il previsto 8A91 non era ancora pronto, ed allora per non perdere troppo tempo furono eseguite delle modifiche ad un razzo SS R-6 che venne poi chiamato 8K71PS. Il 12 gennaio iniziarono i lavori per costruire la base di lancio, il famoso cosmodromo di Baikonur. Pur essendo vicino a Tyuratam, con lo scopo di depistare, fu chiamato con il nome di una città mineraria posta più distante e per facilitare il progetto spaziale dal nulla costruirono centinaia di km di strade e ferrovie. In pochi mesi tutto fu pronto e per capire lo stato della tensione della gara spaziale che si era instaurata, Korolev nel timore che gli USA lo battessero di pochi giorni, non si fidò delle informazioni del KGB e anticipò di 2 giorni il lancio. Il 4 ottobre 1957 alle 21.28.34 ora italiana (le 23.28.34 di Mosca) parte la storica missione. Tutti gli sforzi vengono ripagati e nonostante i vari intoppi il satellite è in orbita. Appena prima della partenza, risultarono difettose delle batterie del satellite e quindi furono sostituite. Il booster del primo stadio (blocco G) non sviluppò tutta la potenza e pertanto il razzo deviando dalla traiettoria prevista fece intervenire i controlli automatici di correzione della rotta. Pare che il margine di errore rimasto era di un solo secondo altrimenti avrebbe terminato la corsa e per fortuna il motore riprese a funzionare ripristinando la traiettoria. Si era guastato anche il sistema di immissione del carburante che bloccò l’afflusso del propellente un secondo prima del previsto obbligando il satellite ad orbitare ad un altezza circa 80-90 km più bassa. Cinque minuti e 24 secondi dopo il lancio, lo Sputnik 1 si separò dallo stadio finale ed entrò nella storia come il primo satellite artificiale della Terra.