Tutto ha inizio alle ore 19:28:34 del 4 ottobre del tempo universale GMT. GMT è l’acronimo di Greenwich Meridian Time, ovvero il “Tempo del Meridiano di Greenwich”, il tempo vissuto a Londra. Per l’orologio del tempo locale, della base di lancio, è appena passata la mezzanotte. Alle ore 00:29 del 5 di ottobre, Vasilyev B. Nosov impartisce l’ordine di lancio al tenente artigliere Borsi Chekunov il quale aveva il compito e l’onore di premere un pulsante. Inizia così l’era astonautica dei satelliti. Il Razzo Vettore con una spinta dell’ordine di 270.000 Kg in pochi minuti raggiunge una velocità pari a 28.500 Km/h (7,91 Km/s). Dopo 314,5 secondi dal lancio lo sputnik si separa dallo stadio finale e a 325,44 secondi viene aperto il riflettore angolare che permette di calcolare i parametri orbitali del razzo. Non tutto però era andato bene, il primo stadio si spenge 1 secondo prima rispetto al dovuto, ma nessun problema per la missione, l’orbita è solo inferiore di 80-90 Km e quindi il successo è comunque garantito da un’orbita ellittica e fortemente eccentrica di tutto rispetto: 228,52 km di perigeo (punto dell’orbita più vicina alla Terra) e 947,9 km di apogeo (punto dell’orbita più lontana alla Terra). L’orbita risulta avere un’inclinazione di 65,1° rispetto all'Equatore e occorre 96 minuti e 10,2 secondi per percorrere un giro completo. Poco più di 1 ora e mezza ad una velocità al perigeo di circa 29.940 km/h, mentre all'apogeo transitava a 26.066 km/h. La stabilizzazione del puntamento delle antenna verso terra era garantita con la sola rotazione del satellite artificiale sul proprio asse alla velocità di 7 giri al minuto (un rotazione ogni 8,7 secondi). Anche se l’orbita di inserimento era più bassa rispetto alle aspettative, non pregiudicarono l’attività, infatti il tempo di vita attiva del satellite fu deciso dalle batterie che ebbero il tempo di esaurirsi prima che il satellite fosse distrutto nell’atmosfera terrestre. Il 26 di ottobre tutti i circuiti si spensero e lo Sputnik continuò ad orbitare senza emettere il fatidico BIP-BIP che ormai molti radioamatori cercavano di ascoltare. Il satellite stava inesorabilmente perdendo quota e quando si spensero le batterie l’apogeo si era già ridotto ad 863 km, con un periodo orbitale di 95,4'. Continuò a ruotare in silenzio alla velocità media di 7,58 km/s (27.288 km/h) in attesa del suo inevitabile destino che arrivò qualche mese dopo. Nel frattempo rientrò nell'atmosfera terrestre, probabilmente alle 09:36 circa del 1° Dicembre, alcune fonti citano il 2, lo stadio finale del razzo. Il 9 di dicembre l’apogeo dello sputnik si ridusse a 600 Km e a Natale 458 Km. Dopo 92 giorni circa alle 01:53 del 4 Gennaio 1958, lo sputnik-1 si disintegrò nell’atmosfera dopo aver completato 1367 orbite e percorso circa 70 milioni di Km.(Le immagini sono nel prossimo post)
Sputnik-1 – Caratteristiche - Parte 2 - Orbita
Tutto ha inizio alle ore 19:28:34 del 4 ottobre del tempo universale GMT. GMT è l’acronimo di Greenwich Meridian Time, ovvero il “Tempo del Meridiano di Greenwich”, il tempo vissuto a Londra. Per l’orologio del tempo locale, della base di lancio, è appena passata la mezzanotte. Alle ore 00:29 del 5 di ottobre, Vasilyev B. Nosov impartisce l’ordine di lancio al tenente artigliere Borsi Chekunov il quale aveva il compito e l’onore di premere un pulsante. Inizia così l’era astonautica dei satelliti. Il Razzo Vettore con una spinta dell’ordine di 270.000 Kg in pochi minuti raggiunge una velocità pari a 28.500 Km/h (7,91 Km/s). Dopo 314,5 secondi dal lancio lo sputnik si separa dallo stadio finale e a 325,44 secondi viene aperto il riflettore angolare che permette di calcolare i parametri orbitali del razzo. Non tutto però era andato bene, il primo stadio si spenge 1 secondo prima rispetto al dovuto, ma nessun problema per la missione, l’orbita è solo inferiore di 80-90 Km e quindi il successo è comunque garantito da un’orbita ellittica e fortemente eccentrica di tutto rispetto: 228,52 km di perigeo (punto dell’orbita più vicina alla Terra) e 947,9 km di apogeo (punto dell’orbita più lontana alla Terra). L’orbita risulta avere un’inclinazione di 65,1° rispetto all'Equatore e occorre 96 minuti e 10,2 secondi per percorrere un giro completo. Poco più di 1 ora e mezza ad una velocità al perigeo di circa 29.940 km/h, mentre all'apogeo transitava a 26.066 km/h. La stabilizzazione del puntamento delle antenna verso terra era garantita con la sola rotazione del satellite artificiale sul proprio asse alla velocità di 7 giri al minuto (un rotazione ogni 8,7 secondi). Anche se l’orbita di inserimento era più bassa rispetto alle aspettative, non pregiudicarono l’attività, infatti il tempo di vita attiva del satellite fu deciso dalle batterie che ebbero il tempo di esaurirsi prima che il satellite fosse distrutto nell’atmosfera terrestre. Il 26 di ottobre tutti i circuiti si spensero e lo Sputnik continuò ad orbitare senza emettere il fatidico BIP-BIP che ormai molti radioamatori cercavano di ascoltare. Il satellite stava inesorabilmente perdendo quota e quando si spensero le batterie l’apogeo si era già ridotto ad 863 km, con un periodo orbitale di 95,4'. Continuò a ruotare in silenzio alla velocità media di 7,58 km/s (27.288 km/h) in attesa del suo inevitabile destino che arrivò qualche mese dopo. Nel frattempo rientrò nell'atmosfera terrestre, probabilmente alle 09:36 circa del 1° Dicembre, alcune fonti citano il 2, lo stadio finale del razzo. Il 9 di dicembre l’apogeo dello sputnik si ridusse a 600 Km e a Natale 458 Km. Dopo 92 giorni circa alle 01:53 del 4 Gennaio 1958, lo sputnik-1 si disintegrò nell’atmosfera dopo aver completato 1367 orbite e percorso circa 70 milioni di Km.(Le immagini sono nel prossimo post)