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Sputnik-1 – Caratteristiche - Parte 5 - Radio


Come scritto nei precedenti post, lo Sputnik-1 aveva a disposizione due trasmettitori che inviavano i segnali su quattro antenne lunghe quasi 4 metri per comunicare con la terra. Lo scopo era, oltre a fornire dati degli strumenti per la verifica dello stato del satellite, studiare la propagazione delle onde radio e la densità degli elettroni nella ionosfera. Il satellite artificiale era stato equipaggiato con due trasmettitori D-200, uno a 20,005 MHz e l’altro a 40,002 MHz (lunghezze d'onda di 15 e 7.5 metri) con potenza nominale di uscita di 1 W che si alternavano con lo stesso segnale. La telemetria (metodo di comunicazione dati a distanza) avveniva grazie ad una modulazione della portante con metodo PMW (Pulse-Width Modulation, Modulazione di Larghezza di Impulso) dove l'informazione è codificata sotto forma di durata nel tempo di ciascun impulso di un segnale. Quando si andava ad ascoltare tali impulsi modulati si percepiva il famoso BIP-BIP del satellite, il quale  aveva una lunghezza variabile fra 0,2 e 0,6 secondi. Alternativamente venivano inviati ai trasmettitori la codifica della temperatura e della pressione interna. La pressione veniva codificata dalla durata dell'impulso, invece la temperatura era rappresentata come "distanza" fra gli impulsi. Se i valori di temperatura e pressione raggiungevano valori estremi (rispettivamente valori >50° o <0° e <0,34 atmosfere) avrebbe fatto variare la durata dei segnali trasmessi: spostando di 0,2 secondi il segnale a 20,005 MHz di 0,4 secondi il segnale a 40,002 MHz. Per seguire la messa in orbita e il satellite, utilizzarono una serie di stazioni a terra di misurazioni scientifiche (NIP) che erano distribuite per tutta l’URSS in parte già messa in piedi per il controllo dei razzi nucleari conosciuta come la rete OKIK (Otdel'niy Komandno-Izmeritel'niy Kompleks, 'Complessi di misurazione e controllo separato'). Fin dalla partenza il razzo veniva seguito via radio per mezzo di un radar passivo senza risposta da bordo e osservato direttamente tramite telescopi terrestri. Sia i sistemi radio che ottici avevano un campo e un'accuratezza limitati, un aereo poteva essere seguito da Baykonur a non più di 200Km otticamente (KYh-41 e KT-50) e a 500 Km tramite il sistema radio (Radar P-30). Ma per un satellite i limiti erano acora più ridotti. Nelle stazioni più potenti il razzo poteva essere tracciato fino a 800 Km. Un registratore a nastro magnetico a terra registrava le sottoportanti del segnale PMW per una successiva riproduzione ed analisi. Già pochi minuti dopo il lancio il famoso segnale radio dello Sputnik invadeva l’etere e le stazioni radio di tutto il mondo drizzarono le orecchie per captare il BIP-BIP. Per gli appassionati o curiosi, come astrofili o radioamatori, lo Sputnik dava ampie possibilità di seguirlo, la sua superficie riflettente si poteva osservare ad occhio nudo con magnitudine visuale pari a 6, e potevano facilmente ascoltare il famoso BIP BIP. Ancora meglio era per il Booster dello Sputnik che, date le sue dimensioni, venne osservato come oggetto di prima magnitudine. Il segnale radio, ovvero il BIP-BIP, fu la conferma dell’apertura dell’avventura dello spazio per l’umanità e rimase attivo per circa 21 giorni, quando il 27 di ottobre le batterie si esaurirono. Di seguito Presunti Segnali Radio (BIP-BIP). Vedete voi quello che ritenete più vero, e poi dite quello che ne pensate: