Siamo abituati a vedere di tutto e di più in cielo e fra i tanti animali vi sono presenti anche delle farfalle. L’oggetto di questo post è NGC 6302 nota appunto come la Nebulosa farfalla. Ma non è l’unica sigla, dato che dipende dal catalogo in cui è inserita: C 69, PK 349+01 1, Sh-2 6, RCW 124, Gum 60 e tantissime altre. Se si deve effettuare una ricerca in inglese, si può trovare con la semplice traduzione di “Butterfly Nebula” ma è anche conosciuta come “Bug Nebula” (Nebulosa Insetto). Non è l’unica Farfalla in quanto con questo soprannome troviamo anche altre nebulose come M76 e NGC2346, e di forma simile anche M27. Si viene a scoprire così che nell’universo svolazzano Farfalle come tipologia di nebulose che presentano un’assimetria marcata simile ad una clessidra. Tale nebulosa si estende nel cielo per 3’ d’arco con un’ampiezza effettiva di 3 +/- 0.4 a.l. Si trova nella Via Lattea (Nostra Galassia) alla distanza di circa 3800 a.l. ed è osservabile nella direzione della costellazione dello Scorpione e si localizza con le coordinate: Ascensione Retta 17h 13m 44.211s (J2000.0) e Declinazione -37° 06′ 15.44″ (J2000.0). Essendo una costellazione estiva il periodo più indicato per cercarla la sera, va da Aprile a Settembre. Con una magnitudine visuale di 7,1 occorre almeno un binocolo 10x50 per poter osservare quantomeno la sua Luce. Per vedere la struttura allungata nella direzione est-ovest necessita di almeno un telescopio da 140 mm. Effetttuando astrofotografia si viene ad evidenziare delle irergolarità a tal punto da sembrare un insetto schiacciato, da cui il soprannome inglese “Bug”. Se possibile dobbiamo scendere di latitudine per poterla osservare meglio in quanto a complicare la sua visibilità, purtroppo alle nostre regioni, la nebulosa si presenta molto bassa sull’orizzonte. Al centro della nebulosa troviamo una stella appena nata, di massa dell’ordine da 5 a 10 masse solari, si stima che dovrebbe avere meno di 1 milione di anni, a tal punto da conquistarsi il record della stella più giovane mai individuata. Con una tale massa la sua storia scorre molto in fretta e si troverebbe prossima alla morte. Ha già attraversato lo stadio di Gigante Rossa diventando più grande 1000 volte il nostro Sole e successivamente ha perso gli strati superiori emettendo gas. Si ritiene che 2200 anni fa vi sia stata una forte esplusione di gas dalle zone polari alla velocità di 950.000 Km/h con temperature di 20.000°C. Successivamente si sarebbe espanso del gas anche dalle zone equatoriale ma con minore velocità (circa 32.000 Km/h) formando un anello attorno all’astro che divide le ali della farfalla. Tale ciambella di gas che giace ortogonale alle ali, risulterebbe così spessa da non rendere visibile la stella che lo ha generato. L’astro nel frattempo ha aumentato la temperatura superficiale, oggi osserviamo valori tra 200.000 e 250.000 °C, a tal punto che generano dei venti stellari molto più intensi che si muovono ad oltre 3 milioni di km/h, modificando in parte l’aspetto della nebulosa. Girovagando in internet si può leggere che per altri studiosi la stella sarebbe già esplosa come supernova 2200 anni fa e quello che osserviamo ne costituirebbe il residuo dell’esplusione del gas delle zone esterne dell’astro. Spero che prossimamente si possa fare chiarezza sulla vicenda ed trovare informazioni più precise e non ambigue. La nebulosa si troverebbe orientata con un angolo di 12,8° contro lo sfondo rispetto alla nostra linea di vista. La prima catalogazione è avvenuta nel 1888 da parte del New General Catalogue (NGC) e nel 1907 Edward Emerson Barnard effeettuò i primi studi. Da allora è sotto osservazione per le caratteristiche particolari e uniche che possiede. La composizione della nebulosaè molto complessa e si rendono evidenti silicati cristallini multipli, carbonati, acqua ghiacciata, quarzo, sostanze ricche di ossigeno e carbonio. Ultimamente l’attenzione su questa nebulosa è salita grazie alla missione dello shuttle Atlantis (missione Sts-125) del maggio 2009 che ha potenziato la vista del telescopio Hubble. Durante il periodo di calibrazione, il 27 luglio 2009, usando la nuova WFC3 (Wide Field Camera 3) nello spettro dell’ultravioletto e della luce visibile ha scattato la stupenda immagine che potete vedere in questo post. Mappa dove individuare la nebulosa:
Hubble Prima e dopo:
Viaggio attraverso la farfalla:
Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Nebulosa_Farfallahttp://www.blogalileo.com/hubble-aguzza-la-vista/http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-id?protocol=html&Ident=NGC+6302 Link all’immagine grande della Nasa:
http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/image/0909/butterfly_hst_big.jpg