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Modello Universo di Filolao - Parte 1


Filolao da Crotone era un filosofo, astronomo e matematico greco antico, che visse attorno alla fine del V° secolo a.C. Dopo il periodo di persecuzione rifondò una scuola pitagorica a Tebe e probabilmente in seguito è stato il maestro di Archita da Taranto. Quando i modelli dell’universo erano ancora primordiali gettò le prime basi per un sistema non geocentrico (Terra al centro dell’universo). Evidentemente ancora non era molto pericoloso pensare in modo alternativo e le sue idee diventarono la base di partenza per un primo schema eliocentrico occidentale (Sole al centro dell’universo). Il suo modello risente della scuola di cui si fa prosecutore: nell’universo la materia si distribuisce in funzione della sua nobiltà, la sostanza più nobile è il fuoco e pertanto viene inserita al centro e alla periferia dell’universo a circondare le sostanze meno nobili come la Terra, l’acqua e l’aria, composizione degli altri corpi. Il cosmo viene suddiviso in 3 parti o “Domini Concentrici”:1) Olimpo:                Vi hanno sede le stelle fisse e termina esteriormente il mondo. Gli elementi si trovano in stato di purità perfetta.2) Cosmo o Mondo:  Vi hanno sede i 5 pianeti, Sole e Luna. Al di sopra della Luna i corpi sono formati di fuoco puro o elementi puri.3) Cielo o Urano:     Vi hanno sede Terra e Antiterra. Questa regione è il luogo delle cose soggette a generazione.I tre Domini seguono l’influenza dell'universo che parte da un punto dove è collocato Hestia, il “Fuoco Centrale” la “Sede di Zeus” o “Torre di Zeus”, da non scambiare con il Sole. Qui risiede il principio di attività cosmica che mette in moto il tutto come la forza che collega un organismo. Operando a distanza impone la legge dell’armonia dei numeri, obbligando i componenti delle sfere dell’universo ad essere uguale ad un numero perfetto: 10. Però a quei tempi se ne osservavano solo 9 ed allora se ne inventò uno: l’Antiterra. Data la perfezione del numero 10, quest’ultima sfera è sede degli dei, ovvero l’Olimpo, la sfera delle stelle fisse, ma dato che anche il centro è nobile il dio è anche 1, anzi è così perfetto è il principio di tutto, l’Archè, da cui tutto a origine che la serie di numeri inizia da due. Quindi la prima sfera, il fuoco (Hestia), non partecipa alla conta, si parte dalle altre sfere che sono i pianeti (ovvero le stelle erranti) e tutti gli altri astri in moto: l’Antiterra, Terra, Luna, Sole, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno e il cielo delle stelle fisse, che conta come un unico corpo, interpretato come un fuoco esterno. Ho trovato alcuni riferimenti che dispongono un altro livello oltre le stelle fisse, quello dell’Olimpo e non sarebbe finita qui perché ancora oltre c’è anche l’”Indeterminato”. Lasciando da parte lo strano modo di contare i livelli di Filolao abbiamo un totale di 12 livelli sicuri e se l’Olimpo si dovesse confermare a parte, arriviamo a 13, ma se anche il fuoco esterno è un’altra sfera, 14. La matematica entra nel moto dei corpi con proporzione a fattori del numero 3, un numero ritenuto sacro dai pitagorici. Plutarco riporta la seguente sequenza numerica: se il raggio del fuoco centrale è 1, il raggio dell’orbita circolare dell’Antiterra è 3, della Terra 9, della Luna 27, di Mercurio 81, di Venere 243, del Sole 729 e così via sino ad arrivare alle stelle fisse con una distanza pari a 59.049 dimensioni della sfera di Hestia. Si può notare come Mercurio e Venere sono inseriti prima del Sole mentre in realtà Filolao li pone successivamente. Il Sole in virtù del numero 729 viene chiamato anche “quadrato-cubo” perché deriva dal quadrato di 27 e dal cubo di 9. «Tutte le cose che si conoscono hanno numero; senza questo nulla sarebbe possibile pensare nè conoscere». Filolao