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Il Terzo Turista dello Spazio: Olsen Gregory - Prima Parte


Come il detto non c’è due senza tre, ecco che, pochi anni dopo l’Italo-americano Dennis Tito (2001) e il SudAfricano Mark Shuttleworth (2002), si fa avanti come terzo turista dello spazio l’americano Olsen Gregory. Olsen è uno scienziato che grazie alle sue invenzioni è diventato miliardario a tal punto da essere in grado di pagarsi un viaggetto nello spazio da 20 milioni di dollari. Quando i sovietici lanciano il primo sputnik nel 1957, come figlio di un elettricista impara il mestiere dal padre. Dopo che Yuri Gagarin compie il primo volo orbitale l’America cerca di porre ai ripari al ritardo rispetto alla rivale URSS partendo dalle scuole: privilegia la scienza e la tecnologia per recuperare il terreno perduto (magari fosse in Italia un simile scenario …..sigh!!!!!). In tal modo l’entusiasmo della massa prende enfasi contagiando molte persone tra cui Olsen che decide di diventare ingegnere e successivamente ottiene un paio di master in fisica e scienza dei materiali. Mentre gli USA riprendono a ottenere risultati con lo sbarco sulla Luna, Olsen si appassiona sempre di più alla scienza e alla tecnologia riuscendo ad entrare ai laboratori Rca dove ottiene 10 brevetti, scrive centinaia di articoli e numerosi capitoli di manuali sulla crescita dei cristalli nel mondo dei Laser e dei fotorivelatori. Perché lasciare i frutti di tutta questa conoscenza ad altri? Nel 1984 fonda la “Epitaxx” che produce fotodiodi per le industrie di fibre ottiche, dopo appena 6 anni la vende a 12 milioni di dollari. Perché rimanere fermi? L’anno successivo fonda la Sensor Unlimited, una fabbrica di sensori, acquisisce clienti come la HP dalla AT&T alla NASA. Nel 2000 la vende alla favolosa cifra di 700 milioni di dollari. A questo punto ogni sfizio è alla sua portata, oltre che comprare una vigna in SudAfrica ed un ranch nel Montana, perché non farsi un giretto nello spazio? Anche se da poco sono morti sette astronauti nel disastro dello Shuttle Columbia e la NASA ha sospeso i voli, lo spazio lo affascina così tanto che quando nel 2003 legge un articolo sul New York Times sulla società Space Adventures si compra un biglietto per la Soyuz.
Si presenta alla città delle stelle, al Gagarin Cosmonaut Training Centre di Zvyozdny Gorodok vicino a Mosca per l’addestramento di 1500 ore. Doveva partire come passeggero in una missione agli inizi del 2004, ma per diventare turista spaziale è richiesto un ottimo stato di salute a tal punto che per un problema medico, di cui non trovo riferimenti salta la corsa. A Maggio del 2005 torna di nuovo abile al volo riprendendo il training di allenamento, nel caso non fosse stato in grado di volare sarebbe subentrato Sergei Kostenko, ma per sua fortuna e sua salute non ce ne fu bisogno. Per l’aspirante turista spaziale non deve essere stato facile, prima di partire dichiara: “Da due anni mi preparavo all'impresa alla Città delle stelle vicino a Mosca e, lo confesso, è stata dura”. Arriva il momento e a 60 anni, Gregory Olsen, diventa parte dell’equipaggio della Soyuz 11 TMA-7, è posizionato sul sedile di destra, quello senza comandi. Il resto dell’equipaggio, denominato “Expedition 12” è formato dal comandante ed ufficiale scientifico della NASA William S. McArthur Jr.  (USA) e dall’Ingegnere di volo, e comandante della Soyuz Valeri I. Tokarev (Russia). La Soyuz in punta al vettore Soyuz FG parte dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan alle 03:54:53 (GMT) del primo Ottobre del 2005, e inizia l’esperienza spaziale.  La navicella si inserisce in un’orbita con un’inclinazione di 51,65 gradi ed un’altitudine di 201,32 x 250,32 Km, e con un periodo orbitale di 88,71 minuti. I parenti di Olsen assistono all’evento e benché i pericoli di una tale missione siano sempre elevati la figlia afferma di non essere preoccupata per gli eventuali rischi del "viaggio", dichiara solo che: "Certo, è strano che adesso mio padre non sia qui sulla Terra con me".  Dopo alcune manovre e l’accensione dei propulsori per innalzare la quota di volo occorrono due giorni prima che si avvicinino all’ISS.  Alle 05:26:58 del 3 Ottobre 2005, circa cinque minuti prima del previsto, avviene quello che viene chiamato in inglese il docking ovvero si compie l’aggancio con il modulo Pirs della stazione spaziale.
Solite procedure di attesa per verificare che la tenuta della pressione sia buona e i due portelli alle 8.36 vengono aperti. Krikalev e Phillips hanno accolto il turista e il resto dell’equipaggio dell’Expedition 12 con le solite calorose strette di mano ed abbracci offrendo, come tradizione, del pane e del sale. Appena arrivato sulla stazione spaziale internazionale,  il medico da terra si accerta che nei due giorni di viaggio e le difficili condizioni di assenza di peso e di spazio nell'angusta navicella Soyuz, non hanno creato qualche problema. Ma a togliere ogni dubbio Gregory risponde: “Qui si sta bene… Non mi sono mai sentito meglio” e probabilmente, anche se fosse stato male, non avrebbe sentito nulla con l’adrenalina salita alle stelle!  L’escursionista spaziale ovviamente si da fare a portarsi ricordi di tale esperienza, scatta foto e riprende un video dei due equipaggi impegnati in un breve training sull’ISS: i due nuovi astronauti vengono istruiti delle importanti informazioni “funzionali” riguardo l’operatività della Stazione Spaziale. Tra le varie foto scattate abbiamo quelle nella sua zona privata sull’ISS e della sua azienda mentre veniva sorvolata. Non mancano i contatti con i parenti grazie ai collegamenti televisivi con il Centro di controllo di Missione Russo di Mosca (TsUP) dove può salutare brevemente la moglie ed il proprio nipote. Ma non tutta l’attività è stata ludica, ogni tanto si è dovuto prendere una vacanza dall’essere turista per dare spazio a qualche attività lavorativa. Olsen insieme a Krikalev hanno fatto una ripresa televisiva per uno spot pubblicitario per una specie di tagliatella giapponese. Ma non dovevano essere molto spontanei dato che hanno dovuto rifare alcune parti perché ritenute troppo frettolose e di cattiva qualità.
 Video di Gregory Olsen mostra come si beve nello spazio: