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Relatività Galileiana


Non tutti sanno che la relatività oggi molto di moda e assegnata automaticamente a Albert Einstein in realtà prende le mosse da Galileo. Ebbene sì, ancora prima del famoso scienziato del XX° secolo, si parlava di relatività ed in particolar modo Galileo strutturò una teoria ancora oggi valida e solo superata dall’integrazione con la fisica del fotone. Quando ancora le forze della natura non erano ben identificate, Galileo si era posto il problema dell’osservare un qualsiasi fenomeno fisico da diverse posizioni e condizioni di moto, in gergo sistemi inerziali. Secondo il principio di relatività galileiana due osservatori, che si muovono l’uno rispetto all’altro con velocità costante osservando uno stesso corpo in movimento, misureranno due velocità diverse, per cui non sarà possibile stabilire una velocità assoluta per quel corpo, né si potrà parlare di osservatore o di sistema di riferimento privilegiato. Da tale principio scaturisce un principio di equivalenza (Galileiano). Se non esiste un osservatore privilegiato allora non siamo in grado di misurare la velocità assoluta di un corpo. Ne consegue che i corpi possono essere in moto senza una causa scatenante. Non essendo in grado di misurare il proprio stato, e dato che si può avere uno stato di moto senza forze applicate (moto inerziale), se facciamo delle esperienze di fisica otteniamo gli stessi risultati indipendentemente dallo stato di corpi. Le leggi della meccanica sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali, sia considerati fermi o in moto rettilineo uniforme. Ecco che ne consegue la logica che tutti i sistemi sono equivalenti (principio di equivalenza) dal punto di vista delle misure fisiche. Il nuovo principio fisico lo troviamo esposto nei libri i "Dialoghi" e i "Discorsi", dove Galileo introduce l’esempio che se eseguiamo delle osservazioni o esperimenti all'interno di una cabina di un’imbarcazione in moto rettilineo uniforme, si trova gli stessi risultati di quelli eseguiti sulla terra. Einstein parte da questo punto di arrivo e porta la teoria all’integrazione con la teoria elettromagnetica (Fotone), ma questa è un’altra storia …ops …un’altro post.