Arrivato, sia io che i bagagli, e che i secondi arrivassero contemporaneamente a me era una mia preoccupazione.Le cose sono andate bene già dalla partenza. Al check-in la tipa non sapeva niente del mio visto, fortuna che avevo il prontuario a prova di scimmia. Poi però è venuta la parte difficile. Forte del mio “tanto parto con 4-5 kg di sovrabagaglio ed il resto me lo faccio spedire”, al check in arrivo con 15 kg di extra. Un po’ di complimenti facili, un po’ di occhi dolci supplicandola di non farmi andare in giro mezzo nudo (visto che in una valigia avevo i pantaloni e nell’altra i maglioni) son riuscito a trattare per pagarne 5… iuppi!Volo Lufthansa voto 0. Vicino al finestrino con il portellone d’emergenza, due biscotti con il cioccolato in mezzo. A Francoforte le cose vanno decisamente meglio. A parte la spazialità dell’aereoporto, vederlo di notte fa anche un po’ paura! Con la sicurezza non si fanno scrupoli, 4 o 5 checkpoint che nemmeno a Bagdag.Quantas voto 7. Già che erano 12 ore di volo, han ben pensato di mettere un 747 di costruzione cinese, dimensionato su persone non più alte di 1.60. Ho passato 11 ore con le ginocchia schiacciate da quello davanti, solo perché la rimanente ora l’ho passata in bagno. Fin qui voto zero, sarebbe da dire. Ad alzare clamorosamente la media ci sono 3 cose:avermi messo vicino ad una biondina carina carina, con cui ho amabilmente chiacchierato per le ore di veglia (peccato scendesse a Singapore!).Il catering. Quantità: incredibile, penso di aver mangiato ogni due ore, di non aver mai avuto la tavoletta vuota, comprese due confezioni di snack assortiti (milka lufflè, frutta secca e arachidi) non so nemmeno io quanti pasti, una banana, un ettolitro di liquidi vari (tutto lo spettro dei succhi è stato attraversato) due “Continental Breakfast” (la biondina era a dieta, gentile concessione sua) e un sacco di altre cose. Sulla qualità poi si sconfina nell’emozione. Salire in un aereo partendo per un anno, convinti che il pasto di mezzogiorno a casa sia stato l’ultimo decente (e per l’occasione mia mamma ha sfoderato il miglior repertorio) e poi trovare “White chicken with polenta” ha quasi scatenato la la crimuccia (sorvoliamo sul fatto che la polenta non credo passasse il metal detector per la densità!). Sul “continental breakfast” altro colpo al cuore alla vista del trittico provola-prosciutto-ungherese, burro ovunque.L’Entrateinment system.. qualsiasi cosa possibile c’era, mi son visto 4 film, una miriade di programmi tv, i Simpson e persino Spongebob!A Singapore breve pausa e ultimo volo, spazio a volontà ma Entrateinment di bassa macelleria, ciò nonostante dormito zero, ma spazio a volontà e finestrino ad incorniciare l’arrivo su Sydney di notte (ma solo in Italia abbiamo gli aeroporti a distanze siderali dalle città?) che valeva il viaggio (per altro vicino ad un inglese di Brighton, città natale delle Pipettes che dice di conoscere chi conosce Rose… scambio mail obbligatorio!)Bene, adesso son arrivato a Sydney, son uscito per un cappuccino e le prime impressioni sono state: il cielo perennemente terso come Udine, afa da Ferragosto a Feltre, profumo di Jesolo alla mattina presto... mi sento già a casa!Temo per il Jet Lag… son partito da Francoforte a mezzanotte. Sono arrivato dopo 12 ore a Singapore, che poi erano le 18. Son ripartito alle 20, che poi mi sembravano le 14, anche perche lo erano. Son arrivato a Sydney alle 5.30, ma è sabato sera all’ora di cui di solito esco. Sembra uno di quei giorni in cui passi sul divano a vegetare dopo una ciucca da mettere nella top five delle feste.…tutto sommato dovrei farcela, allora!
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Arrivato, sia io che i bagagli, e che i secondi arrivassero contemporaneamente a me era una mia preoccupazione.Le cose sono andate bene già dalla partenza. Al check-in la tipa non sapeva niente del mio visto, fortuna che avevo il prontuario a prova di scimmia. Poi però è venuta la parte difficile. Forte del mio “tanto parto con 4-5 kg di sovrabagaglio ed il resto me lo faccio spedire”, al check in arrivo con 15 kg di extra. Un po’ di complimenti facili, un po’ di occhi dolci supplicandola di non farmi andare in giro mezzo nudo (visto che in una valigia avevo i pantaloni e nell’altra i maglioni) son riuscito a trattare per pagarne 5… iuppi!Volo Lufthansa voto 0. Vicino al finestrino con il portellone d’emergenza, due biscotti con il cioccolato in mezzo. A Francoforte le cose vanno decisamente meglio. A parte la spazialità dell’aereoporto, vederlo di notte fa anche un po’ paura! Con la sicurezza non si fanno scrupoli, 4 o 5 checkpoint che nemmeno a Bagdag.Quantas voto 7. Già che erano 12 ore di volo, han ben pensato di mettere un 747 di costruzione cinese, dimensionato su persone non più alte di 1.60. Ho passato 11 ore con le ginocchia schiacciate da quello davanti, solo perché la rimanente ora l’ho passata in bagno. Fin qui voto zero, sarebbe da dire. Ad alzare clamorosamente la media ci sono 3 cose:avermi messo vicino ad una biondina carina carina, con cui ho amabilmente chiacchierato per le ore di veglia (peccato scendesse a Singapore!).Il catering. Quantità: incredibile, penso di aver mangiato ogni due ore, di non aver mai avuto la tavoletta vuota, comprese due confezioni di snack assortiti (milka lufflè, frutta secca e arachidi) non so nemmeno io quanti pasti, una banana, un ettolitro di liquidi vari (tutto lo spettro dei succhi è stato attraversato) due “Continental Breakfast” (la biondina era a dieta, gentile concessione sua) e un sacco di altre cose. Sulla qualità poi si sconfina nell’emozione. Salire in un aereo partendo per un anno, convinti che il pasto di mezzogiorno a casa sia stato l’ultimo decente (e per l’occasione mia mamma ha sfoderato il miglior repertorio) e poi trovare “White chicken with polenta” ha quasi scatenato la la crimuccia (sorvoliamo sul fatto che la polenta non credo passasse il metal detector per la densità!). Sul “continental breakfast” altro colpo al cuore alla vista del trittico provola-prosciutto-ungherese, burro ovunque.L’Entrateinment system.. qualsiasi cosa possibile c’era, mi son visto 4 film, una miriade di programmi tv, i Simpson e persino Spongebob!A Singapore breve pausa e ultimo volo, spazio a volontà ma Entrateinment di bassa macelleria, ciò nonostante dormito zero, ma spazio a volontà e finestrino ad incorniciare l’arrivo su Sydney di notte (ma solo in Italia abbiamo gli aeroporti a distanze siderali dalle città?) che valeva il viaggio (per altro vicino ad un inglese di Brighton, città natale delle Pipettes che dice di conoscere chi conosce Rose… scambio mail obbligatorio!)Bene, adesso son arrivato a Sydney, son uscito per un cappuccino e le prime impressioni sono state: il cielo perennemente terso come Udine, afa da Ferragosto a Feltre, profumo di Jesolo alla mattina presto... mi sento già a casa!Temo per il Jet Lag… son partito da Francoforte a mezzanotte. Sono arrivato dopo 12 ore a Singapore, che poi erano le 18. Son ripartito alle 20, che poi mi sembravano le 14, anche perche lo erano. Son arrivato a Sydney alle 5.30, ma è sabato sera all’ora di cui di solito esco. Sembra uno di quei giorni in cui passi sul divano a vegetare dopo una ciucca da mettere nella top five delle feste.…tutto sommato dovrei farcela, allora!