Nostalgia.Sabato ho fatto un sogno. Ero appena tornato da qui, e mi ricordo che pensavo tra me e me che alla fine son stati solo 5 mesi. Ero emozionato perché stavo per aprire una porta… ma non era quella di casa, dell’appartamento o che. Era la porta del mio Bar di fiducia Udinese, e la persona che volevo rivedere era la mia barista. Credo che alla fine sia passata per la testa proprio lei un po’ perché è stata la persona che più costantemente ho fisicamente visto nell’ultimo anno, un po’ perché ieri mi ha chiamato qualche giorno fa.Mi sono svegliato e ho sentito per la prima, vera, volta, nostalgia di qualcosa. E non so esattamente di cosa. Tra l’altro il sogno aveva una strana trama. Salivo dalla stradina che dalla piazza-parcheggio portava al bar.. la stessa strada di ogni mattina. Raggiungo la porta.. ed ero felice, con quel sorriso che non riesco a trattenere delle volte che ne sto per combinare una. Poi apro la porta, e vedo un bar completamente diverso… e ci rimango di merda. Poi mi son svegliato perché son tornato a Bondi. Comunque mi son chiesto spesso come mai Udine e non casa mia. Credo Udine perché è forse l’unica cosa che ho lasciato partendo. In fondo casa e tutto il resto rimane lì, probabilmente prima di (ri)partire tornerò lì per un po’. Udine invece il 14 aprile l’ho lasciata. Se ci dovessi tornare credo ritroverò il mio bar, la mia piadineria, la parrucchiera, un’amica, una fantasia da realizzare, le vasche al città fiera, l’albanese della pizza al taglio e guardare la città dal parco del castello o passeggiare in via gemona. Tante cose, però lasciare l’appartamento, per quanto provvisorio, mi fa mancare quel senso di “posto mio” che per quanto sottile rimane il mio punto di riferimento.Strano.
Post N° 16
Nostalgia.Sabato ho fatto un sogno. Ero appena tornato da qui, e mi ricordo che pensavo tra me e me che alla fine son stati solo 5 mesi. Ero emozionato perché stavo per aprire una porta… ma non era quella di casa, dell’appartamento o che. Era la porta del mio Bar di fiducia Udinese, e la persona che volevo rivedere era la mia barista. Credo che alla fine sia passata per la testa proprio lei un po’ perché è stata la persona che più costantemente ho fisicamente visto nell’ultimo anno, un po’ perché ieri mi ha chiamato qualche giorno fa.Mi sono svegliato e ho sentito per la prima, vera, volta, nostalgia di qualcosa. E non so esattamente di cosa. Tra l’altro il sogno aveva una strana trama. Salivo dalla stradina che dalla piazza-parcheggio portava al bar.. la stessa strada di ogni mattina. Raggiungo la porta.. ed ero felice, con quel sorriso che non riesco a trattenere delle volte che ne sto per combinare una. Poi apro la porta, e vedo un bar completamente diverso… e ci rimango di merda. Poi mi son svegliato perché son tornato a Bondi. Comunque mi son chiesto spesso come mai Udine e non casa mia. Credo Udine perché è forse l’unica cosa che ho lasciato partendo. In fondo casa e tutto il resto rimane lì, probabilmente prima di (ri)partire tornerò lì per un po’. Udine invece il 14 aprile l’ho lasciata. Se ci dovessi tornare credo ritroverò il mio bar, la mia piadineria, la parrucchiera, un’amica, una fantasia da realizzare, le vasche al città fiera, l’albanese della pizza al taglio e guardare la città dal parco del castello o passeggiare in via gemona. Tante cose, però lasciare l’appartamento, per quanto provvisorio, mi fa mancare quel senso di “posto mio” che per quanto sottile rimane il mio punto di riferimento.Strano.