Aussie Life

Post N° 39


Ieri era il mio terzo mese-anniversario. Il 22 aprile era un’afosa giornata all’inizio dell’autunno australiano. Ero arrivato con un sacco di aspettative. Niente di preciso, ma comunque qualcosa sarebbe dovuto arrivare. Delle opportunità che mi offre (e che mi offrirà) questa esperienza non ho mai dubitato, però ci sono andato vicino. Ad inizio mese ho avuto l’impressione che le cose non stessero andando poi così bene. Finita la scuola era ora di trovarsi un lavoro migliore del cameriere, che comunque le sue soddisfazioni me le ha date. Però il fatto di bussare ad ogni porta, mandare curriculum e non riuscire a recuperare nulla, per un po’ mi ha fatto sentire la terra sotto ai piedi più sottile. Però credo nelle mie gambe, e nella perseveranza. Inoltre in Australia c’è al tempo stesso più correttezza e meno sensibilità. Se non han lavoro te lo dicono, mandi il cv e dopo 2 o 3 giorni o ti chiamano per un colloquio o ti dicono chiaramente che per te non c’è posto. E questo forse mi ha stimolato, a continuare a lavorare, a cercare di migliorare la situazione. Non ho mai dubitato di aver fatto una scelta giusta partendo, ma in qualche modo forse qualche minchiata l’ho fatta. Quella di cercare lavoro credo sia stata la diretta conseguenza del briciolo di incoscienza che mi è servito per partire. Era una situazione nuova per me, lo sarebbe stata anche in Italia, però come ogni buona cosa nuova ho voluto affrontarla con curiosità, buttarmici con ancora un po’ d’incoscienza. Ed ho vinto. Lunedì prossimo comincio a lavorare per una compagnia aeronavale, in un ruolo che non è una scimmia del data entry ma da quanto ho capito qualcosa di più. Il mio contratto dura 5 mesi, ciò significa che fino alla fine dell’anno, posso preoccuparmi di altro. Ed impegnarmi di brutto. E già, lavoro è lavoro, e lì esce il mio spirito polentone. Sono entusiasta del lavoro, anche se è un lavoro che non credo in Italia avrei accettato. Sento che mi è stata data una grande opportunità e che devo assolutamente ripagarla. Sono motivato e stimolato come non lo ero da tempo. E che a me le sfide, specialmente quelle lavorative, mi danno quell’adrenalina che in consulenza mi faceva lavorare fino alle 2 di notte senza alcun peso, e con più entusiasmo il giorno dopo. Di quel che è stato il week-end, dell’appuntamento con la scozzese, di domani che ho 11 ore di turno come cameriere, delle ultime perle dispensate da "Beautiful Mind" (il coinquilino ungherese), del fatto che gli Aussie son avviliti come un maiale sotto le feste per aver perso il Tri-Nations e la Coppa d'Asia in 4 ore  e di molto altro vi racconterò. Per oggi la notizia è questa, e vado a godermi un po’ di sole pomeridiano. Oggi ho raggiunto un traguardo, ho raggiunto un obiettivo (che sarà solo un nuovo punto di partenza). A modo suo, oggi una giornata speciale.