A Sydney è stata una settimana come tutte le altre, ferragosto di lavoro come tutta la settimana. Giusto lunedì ho rimesso il trench leggerino.. naturalmente da quel giorno ha cominciato a piovere a a far registrare le più basse temperature dell’inverno Australiano (che comunque per agosto raramente ho visto sotto gli 8 gradi!).Giusto per dare spessore a questa esperienza ho passato la domenica al Sydney Design Festival 07. Molto bello, volevo fare un casino di foto e farci la prossima puntata di Cool-tur-Ale, ma quando mi sono accorto che non si potevano fare foto negli stand più interessanti mi si è spento l’istinto da reporter. Anyway voto 10, tutto quanto è design racchiuso nella magnifica cornice del Powerhouse Museum, dagli arbori di inizio secolo all’arredamento contemporaneo (in cui ho speso gran parte del tempo), i migliori pezzi della sartoria mondiale, del design automobilistico, l’area squareheads del design svedese ma soprattutto la galleria degli smart works, in cui è spuntato dal nulla un nuovo pezzo per il mio loft… le stoviglie di Oliver Smith (sito in aggiornamento). Per quanto mi han colpito al cuore. Forme perfettamente raccordate o discontinuità perfette. Il cucchiaio sembra un petalo di rosa, il coltello ha insieme le pericolose curve di una donna e la naturalità delle ali di un gabbiano… come avrete capito mi ha preso al cuore.Tornando alle quisquiglie.. bhè, in questa settimana ho dato una svolta, lasciando alle spalle la promiscuità da viaggiatore per qualcosa di più. Logicamente non ha uscita la cosa, ma a quanto pare il fatto di vivere il momento e rendere più interessante il prossimo non è solo prerogativa mia. Vivere a tempo determinato non vuol necessariamente vivere qualcosa che finirà, ma viverlo e basta, risparmiarsi servirebbe solamente a sprecare tempo… e ritardare il momento di confrontarsi con il reale significato dei sentimenti, con domande e pensieri che da troppo tempo non facevo.Tutto sommato al lavoro continua bene, il lavoro non manca mai ed immancabilmente al bar/mensa conoscono già il mio nome, che caffè prendo nelle diverse ore della giornata e che nel panino non voglio verdure… ecco dove finiscono i miei soldi! Per la settimana che arriva ancora grossi impegni, una visita dal dentista (il mio incisivo è in procinto di abbandonarmi…), i biglietti aerei per scappare a Byron Bay durante l’Apec (summit mondiale, ci sarà Bush e la città sarà blindata), la patente per andare a Sud 3 giorni per il mio compleanno e poi devo decidermi… a novembre ci sono due concerti nel giro di una settimana, e sono sotto casa: Muse o The Killers?Freddo, quisquiglie, design, emozioni e lavoro… non ho di sicuro rimpianto il Papeete. Voi, ricominciato a lavorare?!
Ferragosto non ti conosco.
A Sydney è stata una settimana come tutte le altre, ferragosto di lavoro come tutta la settimana. Giusto lunedì ho rimesso il trench leggerino.. naturalmente da quel giorno ha cominciato a piovere a a far registrare le più basse temperature dell’inverno Australiano (che comunque per agosto raramente ho visto sotto gli 8 gradi!).Giusto per dare spessore a questa esperienza ho passato la domenica al Sydney Design Festival 07. Molto bello, volevo fare un casino di foto e farci la prossima puntata di Cool-tur-Ale, ma quando mi sono accorto che non si potevano fare foto negli stand più interessanti mi si è spento l’istinto da reporter. Anyway voto 10, tutto quanto è design racchiuso nella magnifica cornice del Powerhouse Museum, dagli arbori di inizio secolo all’arredamento contemporaneo (in cui ho speso gran parte del tempo), i migliori pezzi della sartoria mondiale, del design automobilistico, l’area squareheads del design svedese ma soprattutto la galleria degli smart works, in cui è spuntato dal nulla un nuovo pezzo per il mio loft… le stoviglie di Oliver Smith (sito in aggiornamento). Per quanto mi han colpito al cuore. Forme perfettamente raccordate o discontinuità perfette. Il cucchiaio sembra un petalo di rosa, il coltello ha insieme le pericolose curve di una donna e la naturalità delle ali di un gabbiano… come avrete capito mi ha preso al cuore.Tornando alle quisquiglie.. bhè, in questa settimana ho dato una svolta, lasciando alle spalle la promiscuità da viaggiatore per qualcosa di più. Logicamente non ha uscita la cosa, ma a quanto pare il fatto di vivere il momento e rendere più interessante il prossimo non è solo prerogativa mia. Vivere a tempo determinato non vuol necessariamente vivere qualcosa che finirà, ma viverlo e basta, risparmiarsi servirebbe solamente a sprecare tempo… e ritardare il momento di confrontarsi con il reale significato dei sentimenti, con domande e pensieri che da troppo tempo non facevo.Tutto sommato al lavoro continua bene, il lavoro non manca mai ed immancabilmente al bar/mensa conoscono già il mio nome, che caffè prendo nelle diverse ore della giornata e che nel panino non voglio verdure… ecco dove finiscono i miei soldi! Per la settimana che arriva ancora grossi impegni, una visita dal dentista (il mio incisivo è in procinto di abbandonarmi…), i biglietti aerei per scappare a Byron Bay durante l’Apec (summit mondiale, ci sarà Bush e la città sarà blindata), la patente per andare a Sud 3 giorni per il mio compleanno e poi devo decidermi… a novembre ci sono due concerti nel giro di una settimana, e sono sotto casa: Muse o The Killers?Freddo, quisquiglie, design, emozioni e lavoro… non ho di sicuro rimpianto il Papeete. Voi, ricominciato a lavorare?!