Creato da AussieAle il 18/04/2007

Aussie Life

Bagatelle dall'altra parte del globo, cronache di vita australiana

 

 

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Delle Auto, delle Donne e della Poesia

Post n°83 pubblicato il 19 Ottobre 2007 da AussieAle

Altri titoli per questo post: Disappointed Petrolheads, Donne e motori... dolori e dolori.

ATTENZIONE! Questo più che un post è uno sfogo personale, contaminato dal mio essere invasato e profondamente ottuso per quanto riguarda l’argomento.

Io sono appassionato di auto e motori. Guidare è una cosa che mi piace alla follia, tanto da prendere la macchina ogni tanto ed andarmene per 2 giorni a zonzo e fare 1000 km decidendo durante il percorso la strada. Oltretutto una delle soddisfazioni maggiori è passare un pomeriggio sotto la macchina, a cambiare l’olio, le pastiglie o i filtri, con le mani nel motore. Alla fine magari sporchi, sicuramente con qualche taglio e minimo un dito schiacciato, ma soddisfatto come un bambino. Senza trattare l’argomento guidare parliamo di Auto. Sono appena tornato dall’Australian Motorshow. Ed è stato divertente come essere accoltellato ad una gamba.

Le auto mi piacciono per la tecnica, sono pur sempre un ingegnere e mi piace conoscerne il funzionamento complicato delle soluzioni. Le auto, però, hanno un’anima. Ne sono convinto, e sono convinto che le auto hanno una poesia, perchè sanno dare emozioni. A me ne danno di due tipi. Amo le forme, lo stile e la sensazione che da passare la mano su una carrozzeria. Come passare la mano sul corpo di una donna. Amo la musica, e i motori cantano, non fanno rumore. Quei suoni cupi che si vanno sentire vibranti nel cuore, e poi provare l’emozione di un motore che sopra 5mila giri canta soddisfatto come una donna in prossimità dell’orgasmo.

Con questo criterio si può dividere il mondo tra chi le auto le sa fare e no. Gli inglesi di stile ne sanno, e costruisco linee eleganti, classiche e sportive di classe. Forse anche snob, ma è comunque carattere. Noi italiani lo stile lo insegnamo, e per questo le auto italiane sanno anche dare emozioni, c’è passione nei motori e nella progettazione. Noi vogliamo dare un’emozione e ci costruiamo intorno un’auto.  Le auto italiane sono donne passionali, pronte a giocare, che non ti perdonano gli errori e che ti rubano l’anima maltrattandoti. I tedeschi sono quelle persone che costruiscono un motore perfetto e ci mettono sopra un bell’abito, magari perfetto, disegnato con righello e compasso, ma senza cuore. Personalmente trovo le auto tedesche proprio come monaco. E’ una bella città, bellissimi hotel e luoghi, ma quando torni a casa non ti vien voglia di tornarci. E’ come una donna bellissima senza carattere, un angelo del focolare che si dedica a te come un dio: probabilmente finirai per tradirla con una ragazza meno bella ma a cui hai visto il fuoco negli occhi. Poi ci sono le inglesi, linee bellissime e puzza sotto il naso. Come quella donna bellissima che pensi non potrai mai avere, ma che ha abbastanza consapevolezza da farsi desiderare. Quando poi l’avrai te ne stuferai presto, ma sei soddisfatto perchè l’hai conquistata. Poi ci sono i giapponesi, senz’anima. Le americane, che sono come una maggiorata che rumina un chewingum amaro.

Ora. Motorshow. A bologna ci andavo spesso, mi piaceva quell’atmosfera. C’era sia il profumo di vinile e pvc dell’auto nuova, sia l’odore di pneumatico che belligera con l’asfalto per non perdere contatto e quella puzza da benzina incombusta. A Sydney tutto è asettico. Le uniche emozioni le danno la Lamborghini e Ferrari, che sono due donne perfette in modo diverso. Una è donna alta, che non rinunicia ai tacchi... portamento niente compromessi. L’altra è la perfezione che hai sempre sognato, con lo charme di Laura Morante e il fisico di Kate Moss. Pieno di giapponesi, che vogliono essere sportive, ma anche facili. Ci sono le berline tedesche ed i Suv sportivi: noiosi divani che pretendono di farti venire il batticuore. Boring. Americane superpimpate, utili come avere una band heavy metal nel posacenere.

Ad uno stand c’era anche 1 metro e 80 di fantasia sessuale vestita di una tutina aderente tipo catwoman. Era appoggiata sul fianco di una macchina. Ero così deluso ed in cerca di sano testosterone sottoforma di acciaio che l’ho avvicinata per chiederle se poteva aprire il cofano. E sopratutto mancava lo stand Alfa. Che motorshow è senza l’Alfa? Avete mai visto il motore di una tedesca? E’ solitamente una copertura di plastica con lo stemma. Sotto c’è il motore. Avete mai aperto il cofano di un’Alfa con il V6 3.2? Bhè, ci sono i condotti cromati. Questo vuol dire amore e non aver paura di mostrare il cuore. Come una donna che ti fa battere il cuore anche la mattina quando ti ci svegli vicino.

Australian Motorshow. Donne con bei abiti in tiro per il sabato sera, che la mattina dopo ti fanno battere i tacchi perchè ti accorgi che era illusione e oltre l’apparenza, il vuoto. Insomma, un Moto Show di bologna con meno testosterone. E anche le fighe agli stand avevano il culo più largo.

Ho comunque messo quella che chiamo Poesia su Flickr.

Scusate, avevo bisogno di sfogarmi!

 
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