Per la rubrica "5 domande a..." abbiamo contattato il mittttico Gaggio dell'Ardita, serio come non l'avete mai visto o sentito, e meno serio come l'avete sicuramente già conosciuto... Buongiorno, signor Gaggioli,ecco le temutissime cinque domande cinque per la curiosità dei nostri lettori!- Intanto bentornato (con qualche mese di ritardo): dopo la l'esperienza inglese di basket, scuola, vita e donne, com'è stato il rientro? Hai subito ripreso in mano l'Ardita o hai trovato delle difficoltà? Quale compagno ti ha sorpreso quest'anno?Bè diciamo che il rientro alla normalità non è stato dei più semplici, in inghilterra mi ero abituato "bene" e mi ci è voluto un po' per tornare alla solita routine. Sono stati sei mesi fantastici e molto intensi. Sono davvero felice di aver potuto fare un'esperienza del genere che ritengo molto utile per la mia crescita personale e voglio ringraziare i miei genitori per avermi sostenuto in questa scelta.Per quanto riguarda il basket è stato un rientro graduale, un po' perchè ho dovuto riprendere una forma fisica accettabile (un anno di quasi inattività e molta baldoria si fa sentire eccome!!), un po' perchè ho trovato in squadra molti volti nuovi con cui ho dovuto creare una nuova amalgama. La cosa più difficile è stata comunque recuperare il ritmo partita, la giusta intensità e la capacità di restare concentrato per un intera gara senza avere cali di concentrazione. Dei miei compagni, a dire il vero, devo fare due nomi. Il primo è senz'altro Davide Dreas. Era un ragazzo che già conoscevo ma col quale non avevo mai avuto la fortuna di giocare. Aldilà delle qualità umane della persona e delle qualità tecniche come giocatore mi ha stupito in alcune partite per la continuità delle sue prestazioni sempre di alto livello (anche nelle sconfitte) e soprattutto perchè ha dimostrato di avere qualità caratteriali e di trascinatore che prima non gli attribuivo. Insomma ha dimostrato di essere un giocatore con le "palle" nei momenti caldi delle partite!!..forse è solo una mia opinione ma è sprecato per la c2, per questo son contento che giochi con noi!!!..:-)L'altro è senz'altro Andrea Zuliani. Ragazzo dal talento secondo me immenso, specie nella metacampo offensiva e dotato di un fisico eccezionale per giocare a questo sport. Purtroppo lui mi ha impressionato nel bene e nel male in quanto è capace di giocate straordinarie ma anche di cali di concentrazione allucinanti,specie durante gli allenamenti. Certo in parte è dovuto al fatto che ha solo 18 anni, ma suoi coetanei secondo me di pari talento giocano già minuti importanti in piazze ben più blasonate e in categorie superiori. Mi vien da pensare che forse hanno semplicemente più voglia e più cattiveria agonistica. Ed è un peccato, spero che il ragazzo si renda conto del potenziale che ha tra le mani e si metta a lavorare sul serio per farlo fruttare al meglio, in questo senso credo che l'Ardita lo stia aiutando molto.-Allenatore diverso, squadra diversa, avversarie in parte rivoluzionate: obiettivi personali e della squadra, alla fine (quasi) del girone d'andata?Per quel che riguarda i miei obiettivi personali, sicuramente c'è quello di riprendere da dove avevo lasciato e cioè tornare a giocare ad alto livello con l'ardita nel campionato di c2. Il mio stimolo è sempre stato quello di migliorarmi il più possibile e penso di avere ancora ampi margini. Come dici tu poi la squadra è completamente nuova e mediamente molto giovane, con un allenatore e un vice allenatore alla loro prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. Si tratta di scelte societarie molto precise e che io condivido pienamente. Chiaramente questo ci porta ad essere un po' altalenanti nelle prestazioni e la cosa ci è sicuramente costata qualche punto nel giorone d'andata, ma ritengo che la squadra abbia il potenziale per centrare tranquillamente i playoff e battere chiunque. Non vedo uno squadrone imbattibile nel nostro campionato, ci sono si compagini più attrezzate e con nomi importanti ma ho imparato che in una serie di playoff queste cose contano poco. L'importante come dice il nostro coach è diventare una squadra nel vero senso della parola, una "famiglia" azzarderei addirittura. Ancora non lo siamo ma ci stiamo lavorando e se per aprile e maggio saremo pronti credo che potremo toglierci qualche soddisfazione. La voglia e lo spirito di gruppo in queste categorie sono tutto!-Siamo ad un punto fondamentale della tua carriera, sei passato in pochi anni dall'essere un giovane in D ad un 26enne veterano in C2, in estate il tuo nome è stato accostato anche a squadre di C1: qual'è l'ambizione vera di Gaggio?Bè diciamo che definirla carriera mi sembra un po' eccesivo!!!..:-)..i.n effetti questa estate ho avuto la possibilità di provare un 'esperienza in serie c1 e sarei bugiardo se dicessi che la cosa non è uno dei miei desideri più grandi, anche perchè penso che potrei "starci" in quella categoria. Per come sono fatto adoro le nuove sfide che porta il passaggio ad una categoria superiore e l'idea di confrontarmi con giocatori sempre più bravi. Purtroppo la cosa benchè molto allettante non è andata in porto anche perchè a 26 anni credo che uno debba prendere in considerazione tante problematiche extracestistiche prima di buttarsi a capofitto in un'esperienza del genere che comunque assorbe molto tempo ed energie. Ripeto non è questione di voglia ma di fattibilità della cosa. E poi all'ardita mi sono sempre trovato benissimo e prima di andarmene devo essere sicuro che ne valga davvero la pena. C1 O c2 non cambia molto, scendo sempre in campo per dare il massimo, sono altre le cose fondamentali nella vita secondo me.A dire il vero però un'ambizione ce l'ho e sarebbe quella di centrare una promozione, magari con l'Ardita, società a cui devo molto. Giocare la C1 a Gorizia, nella mia città, in una palestra stracolma di goriziani invasati per la palla a spicchi, assieme a tante persone e giocatori con cui ho condiviso gioie e dolori e tante ore in palestra sarebbe impagabile....e magari anche con papà Canciani che appende un lenzuolo che inneggia alla faina profumata, perchè no!!!....Sarebbe anche bello rivedere in campo una formazione della gloriosa Arte, società dove ho letteralmente lasciato un pezzo del mio cuore...in una squadra con i due Ambrosi, Piras, Castaldo, Braidot, il Vecchio, i Bressan, Bull e magari in panchina coach Scarton, tutti vestiti con quelle divise giallo shocking super attillate....bè ci rigiocherei volentieri!!!....ma questo sogno o perversione mi sembra purtroppo impossibile da realizzare!!!-Cos'è che non ti piace del basket di oggi, dal gioco agli arbitri, soprattutto nei campionati locali? Cosa cambieresti?A me il basket piace sempre un sacco!!...adoro l'idea di avere una squadra (che per me è molto di più di avere dei semplici amici), adoro l'idea di sacrificarsi per un obiettivo comune ma soprattutto adoro il fatto che ogni volta che scendo in campo entro un po' in un altro mondo. Si tratta di un momento tutto mio in cui mi dimentico di tutto quello che sta fuori e in cui parto alla pari con tutti, avversari e compagni. In quei 40 minuti tutto dipende da te, dalla tua voglia e dall'energia che decidi di metterci. Nessuno è battuto in partenza in una partita di basket come purtroppo succede in molti altri campi della vita e questo lo trovo fantastico. La cosa che non mi piace è vedere come oggi soprattutto molti ragazzi più giovani, ma non solo, non si rendono conto di questa cosa. Spesso nelle giovani leve non vedo questo amore per il "gioco", non c'è rispetto per la pallacanestro e per me è una grave manacanza. Bisogna che si rendano conto che giocare a pallacanestro non è un diritto ma un privilegio, che il gioco va amato anche perchè non è detto che questo privilegio duri per sempre!! -A occhi chiusi, ingegnere super affermato in giro per l'Europa o prima scelta nei draft NBA? Oppure concorrente del GF11...vedi tu...Senza dubbio la prima... in Italia le opportunità sono sempre meno e all'estero io mi son trovato davvero bene...purtroppo e lo dico con amarezza mi riconosco sempre meno nei valori e nella società italiana moderna.... la seconda la vedo molto improbabile, sono troppo grosso per giocare tra i professionisti... la terza opzione la lascio al giaguaro di Mossa Siro Braidot, lui con i suoi lenzuoli khaki, i suoi sidri di mele cotogne, le odi ad Amore, gli occhiali vintage con la montatura di tartaruga, le giacche principe di Galles e tutte le altre pippe mentali che si fa e condivide prontamente su facebook sarebbe il sicuro vincitore del GF11!!!....
IL GAGGIO CHE NON CONOSCI
Per la rubrica "5 domande a..." abbiamo contattato il mittttico Gaggio dell'Ardita, serio come non l'avete mai visto o sentito, e meno serio come l'avete sicuramente già conosciuto... Buongiorno, signor Gaggioli,ecco le temutissime cinque domande cinque per la curiosità dei nostri lettori!- Intanto bentornato (con qualche mese di ritardo): dopo la l'esperienza inglese di basket, scuola, vita e donne, com'è stato il rientro? Hai subito ripreso in mano l'Ardita o hai trovato delle difficoltà? Quale compagno ti ha sorpreso quest'anno?Bè diciamo che il rientro alla normalità non è stato dei più semplici, in inghilterra mi ero abituato "bene" e mi ci è voluto un po' per tornare alla solita routine. Sono stati sei mesi fantastici e molto intensi. Sono davvero felice di aver potuto fare un'esperienza del genere che ritengo molto utile per la mia crescita personale e voglio ringraziare i miei genitori per avermi sostenuto in questa scelta.Per quanto riguarda il basket è stato un rientro graduale, un po' perchè ho dovuto riprendere una forma fisica accettabile (un anno di quasi inattività e molta baldoria si fa sentire eccome!!), un po' perchè ho trovato in squadra molti volti nuovi con cui ho dovuto creare una nuova amalgama. La cosa più difficile è stata comunque recuperare il ritmo partita, la giusta intensità e la capacità di restare concentrato per un intera gara senza avere cali di concentrazione. Dei miei compagni, a dire il vero, devo fare due nomi. Il primo è senz'altro Davide Dreas. Era un ragazzo che già conoscevo ma col quale non avevo mai avuto la fortuna di giocare. Aldilà delle qualità umane della persona e delle qualità tecniche come giocatore mi ha stupito in alcune partite per la continuità delle sue prestazioni sempre di alto livello (anche nelle sconfitte) e soprattutto perchè ha dimostrato di avere qualità caratteriali e di trascinatore che prima non gli attribuivo. Insomma ha dimostrato di essere un giocatore con le "palle" nei momenti caldi delle partite!!..forse è solo una mia opinione ma è sprecato per la c2, per questo son contento che giochi con noi!!!..:-)L'altro è senz'altro Andrea Zuliani. Ragazzo dal talento secondo me immenso, specie nella metacampo offensiva e dotato di un fisico eccezionale per giocare a questo sport. Purtroppo lui mi ha impressionato nel bene e nel male in quanto è capace di giocate straordinarie ma anche di cali di concentrazione allucinanti,specie durante gli allenamenti. Certo in parte è dovuto al fatto che ha solo 18 anni, ma suoi coetanei secondo me di pari talento giocano già minuti importanti in piazze ben più blasonate e in categorie superiori. Mi vien da pensare che forse hanno semplicemente più voglia e più cattiveria agonistica. Ed è un peccato, spero che il ragazzo si renda conto del potenziale che ha tra le mani e si metta a lavorare sul serio per farlo fruttare al meglio, in questo senso credo che l'Ardita lo stia aiutando molto.-Allenatore diverso, squadra diversa, avversarie in parte rivoluzionate: obiettivi personali e della squadra, alla fine (quasi) del girone d'andata?Per quel che riguarda i miei obiettivi personali, sicuramente c'è quello di riprendere da dove avevo lasciato e cioè tornare a giocare ad alto livello con l'ardita nel campionato di c2. Il mio stimolo è sempre stato quello di migliorarmi il più possibile e penso di avere ancora ampi margini. Come dici tu poi la squadra è completamente nuova e mediamente molto giovane, con un allenatore e un vice allenatore alla loro prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. Si tratta di scelte societarie molto precise e che io condivido pienamente. Chiaramente questo ci porta ad essere un po' altalenanti nelle prestazioni e la cosa ci è sicuramente costata qualche punto nel giorone d'andata, ma ritengo che la squadra abbia il potenziale per centrare tranquillamente i playoff e battere chiunque. Non vedo uno squadrone imbattibile nel nostro campionato, ci sono si compagini più attrezzate e con nomi importanti ma ho imparato che in una serie di playoff queste cose contano poco. L'importante come dice il nostro coach è diventare una squadra nel vero senso della parola, una "famiglia" azzarderei addirittura. Ancora non lo siamo ma ci stiamo lavorando e se per aprile e maggio saremo pronti credo che potremo toglierci qualche soddisfazione. La voglia e lo spirito di gruppo in queste categorie sono tutto!-Siamo ad un punto fondamentale della tua carriera, sei passato in pochi anni dall'essere un giovane in D ad un 26enne veterano in C2, in estate il tuo nome è stato accostato anche a squadre di C1: qual'è l'ambizione vera di Gaggio?Bè diciamo che definirla carriera mi sembra un po' eccesivo!!!..:-)..i.n effetti questa estate ho avuto la possibilità di provare un 'esperienza in serie c1 e sarei bugiardo se dicessi che la cosa non è uno dei miei desideri più grandi, anche perchè penso che potrei "starci" in quella categoria. Per come sono fatto adoro le nuove sfide che porta il passaggio ad una categoria superiore e l'idea di confrontarmi con giocatori sempre più bravi. Purtroppo la cosa benchè molto allettante non è andata in porto anche perchè a 26 anni credo che uno debba prendere in considerazione tante problematiche extracestistiche prima di buttarsi a capofitto in un'esperienza del genere che comunque assorbe molto tempo ed energie. Ripeto non è questione di voglia ma di fattibilità della cosa. E poi all'ardita mi sono sempre trovato benissimo e prima di andarmene devo essere sicuro che ne valga davvero la pena. C1 O c2 non cambia molto, scendo sempre in campo per dare il massimo, sono altre le cose fondamentali nella vita secondo me.A dire il vero però un'ambizione ce l'ho e sarebbe quella di centrare una promozione, magari con l'Ardita, società a cui devo molto. Giocare la C1 a Gorizia, nella mia città, in una palestra stracolma di goriziani invasati per la palla a spicchi, assieme a tante persone e giocatori con cui ho condiviso gioie e dolori e tante ore in palestra sarebbe impagabile....e magari anche con papà Canciani che appende un lenzuolo che inneggia alla faina profumata, perchè no!!!....Sarebbe anche bello rivedere in campo una formazione della gloriosa Arte, società dove ho letteralmente lasciato un pezzo del mio cuore...in una squadra con i due Ambrosi, Piras, Castaldo, Braidot, il Vecchio, i Bressan, Bull e magari in panchina coach Scarton, tutti vestiti con quelle divise giallo shocking super attillate....bè ci rigiocherei volentieri!!!....ma questo sogno o perversione mi sembra purtroppo impossibile da realizzare!!!-Cos'è che non ti piace del basket di oggi, dal gioco agli arbitri, soprattutto nei campionati locali? Cosa cambieresti?A me il basket piace sempre un sacco!!...adoro l'idea di avere una squadra (che per me è molto di più di avere dei semplici amici), adoro l'idea di sacrificarsi per un obiettivo comune ma soprattutto adoro il fatto che ogni volta che scendo in campo entro un po' in un altro mondo. Si tratta di un momento tutto mio in cui mi dimentico di tutto quello che sta fuori e in cui parto alla pari con tutti, avversari e compagni. In quei 40 minuti tutto dipende da te, dalla tua voglia e dall'energia che decidi di metterci. Nessuno è battuto in partenza in una partita di basket come purtroppo succede in molti altri campi della vita e questo lo trovo fantastico. La cosa che non mi piace è vedere come oggi soprattutto molti ragazzi più giovani, ma non solo, non si rendono conto di questa cosa. Spesso nelle giovani leve non vedo questo amore per il "gioco", non c'è rispetto per la pallacanestro e per me è una grave manacanza. Bisogna che si rendano conto che giocare a pallacanestro non è un diritto ma un privilegio, che il gioco va amato anche perchè non è detto che questo privilegio duri per sempre!! -A occhi chiusi, ingegnere super affermato in giro per l'Europa o prima scelta nei draft NBA? Oppure concorrente del GF11...vedi tu...Senza dubbio la prima... in Italia le opportunità sono sempre meno e all'estero io mi son trovato davvero bene...purtroppo e lo dico con amarezza mi riconosco sempre meno nei valori e nella società italiana moderna.... la seconda la vedo molto improbabile, sono troppo grosso per giocare tra i professionisti... la terza opzione la lascio al giaguaro di Mossa Siro Braidot, lui con i suoi lenzuoli khaki, i suoi sidri di mele cotogne, le odi ad Amore, gli occhiali vintage con la montatura di tartaruga, le giacche principe di Galles e tutte le altre pippe mentali che si fa e condivide prontamente su facebook sarebbe il sicuro vincitore del GF11!!!....