B.B.E.

Un ricordo per la vita o una vita per ricordo...


 Quante volte il nostro animo rimane ancorato a "zavorre" di cui non riusciamo a liberarci.Spesso ci sentiamo stanchi, demoralizzati, demotivati, incerti...  ed ecco allora che ricordi, che in pratica dovrebbero essere in archivio, tornano a vivere, sostituendosi in alcuni casi alla realtà.E mentre il nostro immaginario prende forma e forza nel passato, la mente si confonde, rincorrendo congetture e perdendo obiettività.Ma la necessità che proviamo di rifugiarci in questo mondo è ancestrale. Qui cerchiamo le certezze che a maggior ragione oggi nel nostro tempo sono sempre più un'utopia. Tutto è così precario, spesso effimero che diventa "rassicurante" rifugiarci in esperienze conosciute come quelle passate.Pur sapendo quindi che ciò a cui siamo legati più non è, lo si torna a rievocare.Ma ciò che torna altro non è che un fantasma ... un "nulla" travestito... nebbia che ci impedisce di vedere. Ci oscura proprio la soluzione per uscire dal nostro empasse ... la vita, per quanto dura sia, deve essere affrontata per poterla vivere con speranza.E allora ben venga il passato ma non il vivere nel passato ... i ricordi devono trovare la loro giusta collocazione; ci si può fermare tra loro per ricaricare le pile, per riflettere e trovare soluzioni grazie anche al proprio vissuto. Ma devono essere mattoni su cui continuare a costruire, forse meglio, forse sbagliando ancora, ma non ostacoli che ci impediscono di crescere.Quando guardiamo il mondo come spettatori e non come protagonisti noi viviamo la vita di un estraneo e come tale non ci affezioniamo a lei.Non possiamo aspettarci che l'aiuto di cui abbiamo bisogno ci venga dall'esterno, perchè è una variabile che non dipende da noi ... se casomai dovesse succedere sarà motivo in più di gratificazione ma non possiamo far dipendere il nostro benessere da altra precarietà.  Ci servono certezze.E la certezza è la nostra esistenza ... noi continuiamo ad esistere, in un modo o nell'altro. Diamoci fiducia, ce la faremo.