LE MIE PAROLE

I Cavalieri del 2006


Ore 21:26...e il duello è cominciato con una tensione che crea nubi talmente fitte da ridurre la visibilità a pochi centimetri. Sembra una sfida d'altri tempi, annunciata nei giorni passati a suon di trombe echeggianti nelle città e nelle campagne. Mancano i cavalli e le lance, ma l'effetto che si crea, quello dell'attenzione, è molto forte ugualmente. I cavalieri del 2006, Berlusconi e Prodi, si sfidano nelle proprie ragioni in barba ad una delle loro leggi più importanti: il cittadino, o il consumatore che dir si voglia, ha il diritto di conoscere la verità delle cose, degli acquisti compiuti. Eppure ogni fattore sviscerato gode dei punti di vista differenti, in assoluta e confusionale contraddizione. Il voto si avvicina, e la politica diviene una scienza "bislacca" senza più alcun dato dimostrabile e controllabile. Rimane vivo il partito italiano, quello della sopravvivenza e della solidarietà, sul quale basarsi per arrivare a fine mese. Sono sempre più confuso. Non si tratta, come sempre, di determinare quale sia il politico migliore, ma come si dice a Roma "quale sarà er meno peggio". E come ha detto Berlusconi pochi giorni fa, non mi resta che fare una cosa: "IO MI ALZO E ME NE VADO".