LE MIE PAROLE

UN DONO DIVINO


Che giornata lunga oggi, sembra non finire mai. Gli impegni mi hanno rapito per due giorni consecutivi, nella gioia della loro presenza. La fatica si fa sentire. A volte ho quasi la sensazione di vivere per lavorare, mentre mi sono promesso di fare esattamente il contrario. Ma la vita si decide dove vige il libero arbitrio, laddove la sentenza altrui non incombe e l'esigenza non detta l'obbligo.  Mi sento fortunato, comunque, perchè sono nato in Italia e non mi manca nulla. Anni fa osavo lamentarmi perchè vivevo incontentabile, e qualsiasi aspettativa diveniva come il Sabato del villaggio, nell'attesa della Domenica che non donava altro che delusione. PoI un giorno, nel tempo del militare, la pseudo tragedia dell'obbligo di adempiervi mi regalò uno dei più bei doni mai ricevuti. Da buon obiettore venni assegnato all'Unione Italiana Ciechi, l'istituzione che cura i bisogni delle persone non vedenti. In un attimo lo spavento di vivere un mondo così ignoto diventò onore. Onore di far vivere alle persone il mondo dei miei occhi. L'onore di dover raccontare ciò che vedevo di fronte. La coscienza di vivere delle persone con un handicap reso tenue dalle altre attitudini insolitamente sviluppate. Nessuno si è mai lamentato di non poter vedere, mentre io non ero capce che di lamentarmi perchè non potevo cambiare la macchina o per non poter comprare una futilità qualsiasi. E' stato un dono divino, perchè ho smesso di inseguire le cose inutili. E ho cominciato a ringraziare madre natura ogni mattina, perchè ogni giorno in più è un dono divino.