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Governo: patto su salari, sviluppo e produttivitàDamiano: i dati Istat confermano i buoni risultati del nostro lavoro e ci incoraggiano a proseguire 9 gennaio 2008
Il Governo lancia un patto su salari, sviluppo e produttività. Ma aspetta la verifica di maggioranza prevista per domani alle 12,30 a Palazzo Chigi, prima di formalizzare una proposta ai sindacati per dare fiato al potere d'acquisto delle retribuzioni. Un impegno su cui Cgil, Cisl e Uil sospendono ogni giudizio, rimandando agli organismi unitari la decisione di proclamare lo sciopero generale che, tuttavia, non sarà assunta prima che Palazzo Chigi scopra le sue carte.L’esecutivo sembra essere intenzionato ad andare avanti sull'armonizzazione delle rendite finanziarie per recuperare parte delle risorse necessarie per ridurre le tasse su lavoratori e pensionati. E il presidente del Consiglio, Romano Prodi, rassicura i sindacati sulla volontà dell'esecutivo di onorare gli impegni per il rinnovo dei contratti pubblici. E invita Cgil, Cisl e Uil a «lavorare insieme mettendo da parte il conflitto».Il confronto tra esecutivo e confederazioni sindacali sembra essere partito all'insegna della condivisione degli obiettivi. Un primo round che, però, è stato solo interlocutorio in attesa della definizione di un calendario di incontri su singoli temi entro la fine di gennaio. Palazzo Chigi si è impegnato a valutare le richieste di Cgil, Cisl e Uil contenute nella piattaforma varata il 24 novembre a Milano.Sono tre le strade indicate dal Governo a sindacati per recuperare le risorse: l'armonizzazione delle rendite finanziarie, la lotta all'evasione fiscale e il freno agli sprechi nella spesa pubblica. Lo stesso ministro del lavoro Cesare Damiano ha confermato l'intenzione dell'esecutivo di «operare sull'armonizzazione delle rendite finanziarie, come da programma». Ma, trattandosi di una questione di lunga data, dovrà essere sottoposta al vaglio dei diversi partiti della maggioranza.«Confermiamo l'intenzione di lanciare un importante patto per lo sviluppo del Paese, la competitività del sistema e il potenziamento del potere d'acquisto - ha spiegato Damiano – ma tutto sarà oggetto di un confronto con le parti sociali». Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha sospeso «ogni giudizio. Il Governo - ha aggiunto - ha condiviso i nostri obiettivi, ma si è riservato di fare una proposta di percorso e di merito. Siamo molto fermi nelle nostre richieste, nessuno può fare falsi passi e contemporaneamente ognuno deve fare cose utili per il lavoro».«Il Governo ha una sua linea di politica economica- ha spiegato il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani- dentro la quale ci sta una parte di iniziativa che va portata sui tavoli di concertazione». Secondo Bersani, si collocano in questo ambito i temi dell'innovazione, della produttività, del potere d'acquisto, e quindi anche «la discussione sull'alleggerimento fiscale dei salari, che il Governo è disponibile ad affrontare in un quadro nel quale ciascuno poi si prenda i suoi impegni in termini di produttività: quindi adesso, fatto l'incontro di maggioranza, avuti i primi contatti con le forze sociale, oltre che con i sindacati, noi apriremo i tavoli, e contiamo nel giro di un paio di mesi di cominciare a poter assumere le prime misure - ha concluso - le risorse le vedremo».Nessun dettaglio infatti sulle cifre. Il governo si mantiene cauto e rimanda la decisione a dopo la Trimestrale di cassa che sarà presentata a marzo. Soltanto allora sarà possibile conoscere l'effettivo stato di salute dei conti pubblici e stabilire quante risorse potranno essere messe sul piatto per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori e potenziare il potere d'acquisto delle famiglie. Tuttavia trapela ottimismo. «Abbiamo alle spalle buoni risultati, confermati dall'Istat - ha affermato il ministro Damiano - e siamo abbastanza certi dei risultati della lotta all'evasione fiscale e al lavoro nero».Effettivamente i dati diffusi dall’Istat riguardo il Conto economico della amministrazioni pubbliche del terzo trimestre 2007 sono incoraggianti. Il rapporto tra deficit e Pil è sceso nei primi 9 mesi del 2007 all'1,3% dal 4,0% dello stesso periodo dell'anno precedente ed è il più basso dal 1999.Nel solo periodo luglio-settembre 2007 il deficit è sceso allo 0,5% del Pil rispetto al 6,2% del terzo trimestre 2006 quando erano stati contabilizzati gli effetti della sentenza Ue sulla detraibilità Iva per le auto aziendali.Nel terzo trimestre, prosegue l'Istat, il saldo corrente e' salito a 10.411 milioni di euro dai 5.105 milioni di euro del corrispondente trimestre dell'anno precedente, con una incidenza positiva sul Pil pari al 2,7 per cento. Nei primi nove mesi del 2007 il saldo corrente in rapporto al Pil e' positivo e pari all' 1,7 per cento (+0,8% nel corrispondente periodo del 2006).Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) nel terzo trimestre è positivo per 16.772 milioni di euro rispetto ad un saldo negativo di 6.408 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2006, con una incidenza positiva sul Pil del 4,4 per cento (-1,7% nel corrispondente trimestre del 2006). Nei primi nove mesi del 2007 il saldo primario rispetto al Pil risulta positivo e pari al 3,5 per cento, rispetto al più 0,6 per cento registrato nel corrispondente periodo dell'anno precedente.Le entrate totali tra luglio e settembre 2007 sono aumentate in termini tendenziali del 7,2 per cento con un'incidenza sul Pil passata dal 42,7% al 43,7%. Le entrate correnti registrano un aumento tendenziale del 7,0% dovuto, spiega ancoral'Istituto di Statistica, alla crescita delle imposte dirette (+13,0%), delle imposte indirette (+4,0%), dei contributi sociali (+5,8%) e delle altre entrate correnti (+2,1%). Le entrate in conto capitale sono salite del 40,6%.Sensibile calo, invece, delle uscite totali, scese nel terzo trimestre del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con un valore rispetto al Pil sceso dal 48,9% al 44,2%. «La diminuzione delle uscite totali - ricorda l'Istat - risente come si è detto, della contabilizzazione nel terzo trimestre 2006, sulla base delle informazioni disponibili, dei rimborsi inerenti alla detraibilità dell'IVA».Le uscite correnti nel terzo trimestre 2007 registrano un aumento in termini tendenziali del 3,7% dovuto «all'effetto combinato della diminuzione dei redditi da lavoro dipendente (meno 0,2 per cento) e dell'aumento del 3,3 per cento dei consumi intermedi, delle prestazioni sociali in denaro (più 4,8%), delle altre uscite correnti (più 1,3%) e degli interessi passivi (più12,2%)». Le uscite in conto capitale sono diminuite in termini tendenziali del 54,0% per un aumento degli investimenti fissi lordi (+10,7%) e una diminuzione delle altre uscite in conto capitale (-77,2%).«C'è stata una lunga parentesi disastrosa e ora stiamo tornando ad una politica di conti pubblici in regola che libera risorse per lo sviluppo e per la giustizia sociale», ha commentato il vicepremier Massimo D’Alema. «Noi siamo ora nelle condizioni - ha aggiunto - di poter destinare ragionevolmente risorse importanti sia al grande obiettivo di salari e stipendi più giusti sia per investire sulla crescita di produttività e competitività del Paese». Quindi si va al confronto con le parti sociali, ha concluso, «nelle condizioni migliori e spero che tutti vorranno cogliere questa grande occasione per garantire al tempo stesso stabilità ma anche rilancio del governo che può ora guardare serenamente a obiettivi di crescita e miglioramento delle condizioni di vita, dal momento che l'emergenza finanziaria appare superata».per i destri che fanno ancora demagogia aggiungo che grazie alla riduzione del cuneo fiscale alle imprese, il mio datore di lavoro ha potuto aumentare gli stipendi. Nei cinque anni del "governo ridens" ciò non è successo. Dato che ai destri piace molto parlare delle tasse pagate, per poter dire che "i comunisti" sanno solo aumentarle, le tasse, se permettete questa volta, non per sentito dire ma per un dato reale, dico che non è sempre e solo così.