Creato da: bonfo67 il 26/10/2005
RIGOROSAMENTE ANTI BERLUSCONI

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DELLA SERIE LA FACCIA COME IL CULO!!!

Post n°197 pubblicato il 13 Maggio 2008 da bonfo67

cari blogger sul sito di forza italia, non del p.d., ho trovato questa lodevole iniziativa."governo berlusconi ter: tutta la verità

• Facciamo NOI, quello che non sanno fare i giornalisti: controlliamo il nuovo governo!
• Applaudiamolo quando fa bene, critichiamolo quando fa male.
• In ogni caso, difendiamolo dalle BUGIE: non permettiamo che lo calunnino impunemente, come hanno fatto dal 2001 al 2006!
• Sarò grato a tutti gli amici, berlusconiani e SOPRATTUTTO anti, che vorranno aiutarmi in questo tentativo di informazione LIBERA."

E' SICURAMENTE GIUSTO LODARE O CRITICARE IL GOVERNO MA LA DOMANDA E' "PERCHE' LA STESSA INIZIATIVA NON L'HANNO AVUTO CON IL GOVERNO PRODI?" "PERCHE', SECONDO LORO, DAL 2001 AL 2006 I GIORNALISTI HANNO DETTO BUGIE E INVECE CON IL GOVERNO PRODI NO? ORA STARO' A VEDERE QUANTE VOLTE IL GOVERNO ATTUALE RICEVERA' CRITICHE E QUANTI ELOGI. VOLETE SCOMMETTERE CHE ALLA FINE SARANNO PIU' ELOGI CHE CRITICHE?

 
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BRAVI MA ORA ATTENZIONE CHE VI CURIAMO!!!!

Post n°196 pubblicato il 17 Aprile 2008 da bonfo67

Siamo pronti

Un governo dell’opposizione per aprire una dialettica nuova con l’esecutivo di centrodestra. E’ questa l’idea lanciata oggi in conferenza stampa da Walter Veltroni per continuare l’opera di europeizzazione del quadro politico italiano. “Avrà lo stesso numero di ministri del governo che si insedierà a Palazzo Chigi e in ogni decisione che esso prenderà stabilirà un nuovo rapporto dialettico. Il governo ombra – o shadow cabinet, come viene definito nei paesi anglosassoni – esiste in tutte le democrazie più avanzate”.

E’ sereno il segretario del PD, il giorno dopo la sconfitta elettorale. Come già aveva fatto ieri, ammette che il risultato è “inequivoco” e che la coalizione formata da Pdl, Lega Nord e Movimento per le Autonomie, “avrà il dovere e l’onore di governare il Paese”. Parlando davanti ai giornalisti nella sala predisposta vicino al quartier generale del PD, Veltroni fa un punto per analizzare i dati elettorali e per ribadire che ciò quanto avviato in campagna elettorale dovrà ora essere proseguito ed accentuato.
“Abbiamo ottenuto un risultato importante – dice Veltroni – tenuto conto che partivamo da una situazione difficilissima e che (dati Ipsos alla mano, ndr) a giugno del 2007 la differenza il distacco tra centrodestra e centrosinistra era di 18 punti percentuali”. Il leader del PD fa notare in particolare il voto “nelle grandi città, in molte delle quali siamo la prima forza”. Cita l’esempio di Roma e di Firenze. Parla del dato sorprendente di Milano, dove “siamo al 33%”. Insomma, sottolinea il segretario del PD, nonostante la sconfitta, dalle urne esce “la più grande forza riformista che il Paese abbia conosciuto”.

Al tempo stesso, Veltroni non si nasconde i punti di criticità che il voto ha palesato. In particolare è “l’Italia profonda”, l’Italia per così dire di provincia, che sembra non aver recepito il messaggio di rinnovamento lanciato dal PD. “Non ci accompagna ancora – spiega il segretario – il necessario radicamento nella parte più profonda del Paese”. Il voto della provincia è stata una delle cause più eclatanti del successo della destra, soprattutto nel Nord, dove la Lega è riuscita ad intercettare molti voti, facendosi interprete di molti dei disagi e dei problemi dei cittadini.

Una tornata elettorale su cui pesa, è innegabile, “anche il pesante giudizio sull’operato del governo Prodi”. PD e Italia dei Valori sono stati gli unici due partiti ad incrementare il risultato ottenuto nel 2006, a dimostrazione che, da una parte “è stato colto il messaggio di rinnovamento del PD, e dall’altra l’obiettiva difficoltà della relazione instauratasi tra la maggioranza di centrosinistra e il Paese”. Temi importanti, come fisco, sicurezza, immigrazione sono solo alcuni di quelli attorno ai quali i cittadini si sono espressi col proprio voto.

Un altro risultato incontrovertibile delle elezioni è la semplificazione della composizione politica. “Un risultato dovuto principalmente alla nostra scelta di correre da soli”, sottolinea Veltroni. Il rinnovamento del quadro politico, però, ha bisogno di una serie di riforme istituzionali, sulle quali il leader del PD conferma tutta la disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche che stanno in Parlamento, e anche con quelle che sono state escluse dal voto. “Serve una nuova legge elettorale, la riduzione del numero di parlamentari da 1000 a 570, la revisione dei regolamenti, la fine del bicameralismo perfetto”.

Un dialogo, quello da alimentare tra maggioranza e opposizione, che secondo Veltroni non è però cominciato nel modo giusto: “Sono rimasto negativamente colpito dalle prime dichiarazioni di Berlusconi, basate su un concetto di autosufficienza della maggioranza che non è ispirato alla necessità di affrontare da subito le riforme”. Il segretario del PD chiede al leader del Pdl di governare rispettando “i quattro principi di lealtà repubblicana a cui ho fatto riferimento nella lettera che ho inviato a Berlusconi durante la campagna elettorale, primo tra tutti il principio di rispetto delle istituzioni di questo paese.

Veltroni assicura poi che il Partito Democratico ricoprirà il suo ruolo di opposizione “in maniera determinata e responsabile, e vigileremo che le promesse fatte in campagna elettorale si traducano poi in impegni concreti da parte del governo”. Insomma, il Partito Democratico, nato solo pochi mesi fa, prosegue la sua opera di rinnovamento, sia politico che programmatico, e si impegna ad andare avanti lungo la strada intrapresa per “instaurare nel paese una cultura democratica più matura”. E’ venuto il momento, conclude, “di aprire una grande offensiva per il Paese, basata innanzitutto sui valori”.

dato che per due anni il precedente governo e' stato più che controllato in tutto e per tutto dagli altri. Adesso che sono loro al governo tocca a noi giudicare nei fatti. Notizia di oggi su tutti i giornali, anche quelli di destra, sembra che Berlusconi abbia detto che potrebbe prendere decisioni impopolari. Caro Silvio attenzione perchè tu che sei molto popolare, e grazie a questo hai costruito il nome del tuo partito attenzione perchè il popolo le scielte impopolari non le capisce oltre che non condividerle. Prodi forse, oltre che per la maggioranza schifosa che aveva, ha pagato anche per quello. Comunque sia auguri........ 

 
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QUELLO CHE A DESTRA NON VI DICONO 3!

Post n°195 pubblicato il 08 Aprile 2008 da bonfo67

L'Ocse certifica il fallimento di Tremonti
Tra 2001 e 2006 produttività ferma
Italia maglia nera tra i maggiori Paesi industrializzati per la produttività. E' quanto emerge dalle statistiche diffuse oggi dall'Ocse nel “Factbook 2008”. Il nostro Paese risulta all'ultimo posto per la crescita della produttività del lavoro (Pil per ora lavorata) che è stata praticamente nulla (“inferiore allo 0,5%”) nel periodo 2001-2006. La situazione mostra miglioramenti nel 2006 (+1%) rispetto agli anni precedenti (dal -1,2% del 2002 al +0,4% del 2005), ma l'Italia resta ben al di sotto della media Ocse (+1,4%) e dell'Europa a 15 (+1,7%), per non parlare del 5,2% segnato dalla Repubblica Slovacca e del +3,4% di Corea e Ungheria.

Prendendo in considerazione la cosiddetta “produttività multifattoriale” (che include fattori quali l'innovazione tecnologica e organizzativa), l'Italia accusa addirittura una flessione media dello 0,5% nel 2001-2006, confermandosi fanalino di coda.

Anche in questo caso il trend, peraltro, dà segnali di miglioramento, come mostra il 2006 che ha registrato una crescita dello 0,6%, mentre gli anni peggiori del periodo sono stati il 2002 (-1,4%) e il 2003 (-1,6%). Senza sorpresa, l'Italia è ultima anche per crescita (molto vicina allo zero) del Pil pro capite nel 2001-2006.

Il declino emerge anche se si considerano le differenze di produttività e reddito rispetto agli Usa: il Pil per ora lavorata nel 1995 era pari a 91 (contro 100 degli Usa), nel 2006 era sceso al 76. Ugualmente il Pil pro capite nel 1995 era pari a 74 e nel 2006 era sceso a 66. In base alle statitische Ocse, il peggioramento del trend della produttività nel 2000-2005 è riscontrabile sia il settore manifatturiero, dove il valore aggiunto per lavoratore è diminuito di poco meno del 2%, sia nei servizi dove la flessione è dell'1% circa. In entrambi i casi l'Italia è a fondo classifica tra i maggiori Paesi industrializzati.

Nel “Factbook”, come di abitudine, l'Ocse sciorina numeri e classifiche facendoli precedere solo da brevi cenni esplicativi. Ma per la produttività fa un'eccezione e fa precedere l'introduzione da una frase dell'economista Paul Krugman: “La produttività non è tutto, ma a lungo andare è quasi tutto. La capacità di un Paese di migliorare il suo standard di vita nel tempo dipende quasi interamente dalla sua capacità di aumentare la produzione per lavoratore”.

Così Giorgio Tonini, responsabile economico del PD, in merito a questi dati: "Hanno ragione giornali come il Wall Street Journal e il Financial Times nel definire "profondamente deprimente" la possibilità di un ritorno di un Governo guidato da Berlusconi. Timori giustificati, come dimostrano i dati contenuti nel factbook 2008 dell'Ocse. Secondo le statistiche presentate, nel periodo 2001-2006, gli anni del Governo Berlusconi, l'Italia, è stata all'ultimo posto tra i paesi industrializzati per produttività. Cifre che certificano il fallimento di Tremonti. Un bocciatura senza appello per una gestione inadeguata che minò i conti pubblici, provocando un aumento incontrollato della spesa pubblica".
NON C'E' NIENTE DA FARE TREMONTI E' UN INGUARIBILE BUGIARDO!!!!!!

 
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LA DIFFERENZA!

Post n°194 pubblicato il 02 Aprile 2008 da bonfo67

IERI SERA SU RAI 2 C'E' STATA LA CONFERENZA STAMPA PRIMA DI BEERLUSCONI E POI DI VELTRONI. EBBENE CHI L'HA VISTA AVRA' POTUTO RIVEDERE PER L'ENNESIMA VOLTA LA DIFFERENZA FRA I DUE CANDIDATI. IL PRIMO, BERLUSCONI, NON HA FATTO ALTRO CHE PARLARE, E A VOLTE SPARLARE, DELLA SINISTRA, DEL GOVERNO PRODI DEI COMUNISTI ETC. ETC. IN PRATICA LE STESSE MINCHIATE CHE E' ORMAI 14 ANNI CHE CI PROPINA AD OGNI CAMPAGNA ELETTORALE E NON SOLO. PROGRAMMI DEL PDL? EFFETTIVAMENTE HA ACCENATO A ABOLIZIONE DELL'ICI E DETASSAZIONE DEGLI STRAORDINARI MA POI? NON UNA PAROLA SULL'EVENTUALE FINANZIARIA TREMONTINA. ALLA FACCIA DELLE ACCUSE CHE SEMPRE DA 14 ANNI RIVOLGE AGLI ALTRI DI ESSERE CONTRO DI LUI, MI RIPETO, QUESTO RICCO SIGNORE SI E' PERMESSO SU UNA RETE PUBBLICA DI DENIGRARE E SPARARE A ZERO CONTRO GLI AVVERSARI. A VOLTE MI CHIEDO MA COSA AVRANNO FATTO DI MALE GLI ITALIANI PER MERITARSI UN PERSONAGGIO COSI' SQUALLIDO?. DALL'ALTRA PARTE VELTRONI, COME DEL RESTO IN TUTTA LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE, NON HA MAI NOMINATO IL LEADER DEL PDL. MA SICCOME VA BENE ESSERE BUONI, MA NON SI PUO' ESSERE FESSI, HA RISPOSTO ANCHE CRITICAMENTE ALLA DESTRA CHE MORALIZZA GLI ALTRI SENZA AVERNE LA MORALITA' ADEGUATA. E POI SCUSATE MA AVETE VISTO L'ENNESIMA FIGURA DA CIOCCOLATAIO DEL BERLUSCA? COME QUALE LA GAFFE SUL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SUBITO, COME IN UN FILM GIA' VISTO, SMENTITA CON OFFESA AI GIORNALISTI CHE, POVERI SCEMI, NON L'HANNO CAPITO. E SUI BROGLI? ANCORA OGGI PARLA DEI BROGLI DELLE SCORSE ELEZIONI E NOTIZIA DI OGGI SI PORTA AVANTI PARLANDO DI BROGLI SUL VOTO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO CHE SI STA SVOLGENDO IN QUESTI GIORNI. LETTA DAL SITO DI FORZAITALIA. 

"Noi temiamo brogli elettorali dovunque, sulla questione degli italiani all’estero ci e’ arrivata la notizia di 150.000 schede in piu’ che sono state stampate in Argentina". Lo ha affermato Silvio Berlusconi nel corso di una intervista a Canale Italia.

CARI ITALIANI PER PIETA' SE NON POTETE PROPRIO FARE A MENO DI VOTARE IL PARTITO DEMOCRATICO VOTATE CASINI O STORACE O CHI VOLETE VOI MA NON VOTATE PER QUESTO PAGLIACCIO.

 
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ALLA FACCIA DI CHI CI DA' DEI "CONSERVATORI"

Post n°193 pubblicato il 01 Aprile 2008 da bonfo67

Un'Italia più semplice

100 Testi Unici e non più di 1000 leggi, un grande processo riformista proposto dal PD per un Paese più snello, leggero e più veloce. E che vale 0,5 punti di Pil.


Un grande processo riformista e un paese più semplice. E’ questo quello che ha in mente il Partito Democratico di Walter Veltroni per rendere l’Italia uno stato veloce e leggero. Il PD ha presentato la sua proposta di legge sulla delegificazione, uno delle priorità del Governo Veltroni.

"Questa è un’occasione importante - ribadisce Veltroni - perché ritengo sia una precondizione: rendere la macchina amministrativa snella, capace di decidere e attuare leggi per ripristinare la relazione fra stato e cittadini, un relazione immediata, è fondamentale per un far crescere un Paese come l’Italia, per liberarlo dalla sua pesante burocrazia".

In Italia ci sono 21.291 leggi, in Germania 4.547 e in Francia 9800, significa che, sottolinea il candidato premier, "la nostra legislazione è una macchina lenta e appesantita dal numero di leggi presenti. Sono dati impressionanti che hanno ispirato l’dea di una grande azione riformista, di un testo radicale per l’abbattimento di un numero enorme di leggi che vanno a pesare sulla vita dei cittadini. L’Anci nel suo recente dossier ha ancora un volta evidenziato la lentezza della macchina burocratica italiana, una lentezza spaventosa nelle procedure".

E’ proprio da lì che il PD vuole iniziare per abbattere ritardi e dare vita alla semplificazione e a una grande qualità nella regolazione. "In questo modo lo Stato non ha più diritto di chiedere al cittadino certificati che ha già in suo possesso. Ci sarà una riduzione del front office e il conseguente snellimento delle pubbliche amministrazioni".

Questo grande processo riformista inizierà da subito, infatti già nella prima o nella seconda riunione del Consiglio dei Ministri, il PD presenterà la legge delega, l’approvazione del piano di azione entro la fine del 2008 con i provvedimenti e le decisioni da adottare, con l’indicazione dei tempi di realizzazione, le responsabilità operative di coordinamento, e soprattutto i mezzi, le risorse umane e finanziarie. Inoltre saranno adottati una serie di strumenti innovativi per alleggerire la burocrazia.

L’elemento chiave di questo piano d’azione è che alla base ci sarà un unico responsabile politico che riferirà direttamente al Presidente del Consiglio, e una sola struttura dedicata, che si avvarrà della collaborazione di rappresentanti qualificati dalle organizzazioni delle società civile e dalle categorie produttive.

Essenziale però per attuare queste drastiche trasformazioni è sicuramente un cambiamento radicale della mentalità: prima si proponevano più norme che certificati. Il grande processo riformista, proposto dal PD, prevede invece che ci siano meno norme da rispettare ma che accontentino i cittadini.

Anche Franco Bassanini, ex ministro della Funzione Pubblica, sottolinea la straordinaria operazione che deriverà con l’attuazione di questa Legge Delega. "5000 le leggi da abrogare entro il 2008, leggi che già sono state identificate nel corso del censimento effettuato dalla Commissione governativa presieduta da Alessandro Pajno. L’immediata abrogazione poterà anche ad un grandissimo risparmio perché non bisognerà più aspettare i tempi previsti dalla Taglia Leggi".

Il cittadino non si dovrà più muovere nella grande giungla amministrativa perché ci sarà una notevole riduzione di leggi e Testi Unici. Il Pd propone solo 100 Testi Unici e non più di 1000 leggi; in questo modo chiunque potrà orientarsi facilmente evitando di essere schiacciato da norme e quant’altro. L’operazione porterà soprattutto a una notevole riduzione dei costi. Il tutto avverrà attraverso una informatizzazione di tutte le procedure e attraverso l’accesso gratuito online di tutte le norme entro la fine del 2008.

Infine su tutto il territorio saranno immessi sportelli unici cui potranno rivolgersi direttamente cittadini ed imprese, senza troppi passaggi e soprattutto senza lacci e lacciuoli.

La grande rivoluzione amministrativa, prevista dal PD, poterà innanzi tutto ad un incremento delle entrate della crescita del PIL, pari a 25/30 miliardi annui, con la conseguente riduzione della pressione fiscale e un risparmio di spesa pubblica tra i 3/5 miliardi annui, corrispondenti a 0,5 punti di Prodotto interno lordo.

E MENO MALE CHE DICONO CHE SIAMO NOI I "CONSERVATORI" "STATALISTI"..........

 
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