Grignano Polesine, il caldo fa un'altra vittima Muore 43enneIl rodigino Riccardo Stevanin stava lavorando in un'azienda agricola Rovigo, 24 agosto 2011 - Il caldo di questi giorni miete un’altra vittima. Questo pomeriggio a perdere la vita è stato Riccardo Stevanin 43 anni di Rovigo. L’uomo stava prestando servizio in un’azienda agricola e si trovava sotto una serra nei pressi di Grignano Polesine, quando all’improvviso si è sentito male e si è accasciato al suolo. Trasportato all'ospedale è morto poco dopo il ricovero.UN RICORDO AD UN AMICO UN COMPAGNO DI ANNI DI SCUOLA UN RAGAZZO CHE CERCAVA DI VIVERE QUADAGNANDOSI CON FATICA IL PANE. Il caldo non perdona e a farne le spese, come sempre, sono le persone più deboli.
ROVIGO—Stava lavorando in una serra sotto la canicola, che ha segnato una temperatura massima di 36 gradi, stando ai dati rilevati dall’Arpav nella stazione meteo di Villadose, ed è svenuto. Riccardo Stevanin, rodigino, non ce l’ha fatta ed è morto mercoledì sera alle 20.05 all’ospedale «Santa Maria della misericordia» di Rovigo. Aveva 43 anni. Impiegato come lavoratore stagionale, Stevanin da qualche tempo era impegnato in una serra che si trova nella frazione rodigina di Grignano. Una mansione che certo non soddisfaceva un appassionato di cinema come lui, ma che si era resa necessaria per guadagnare qualche soldo. Come gli altri giorni, nelle prime ore del pomeriggio Stevanin è tornato al lavoro dopo la pausa pranzo. Stavolta però il suo cuore non ha retto alla fatica e al clima particolarmente ostile che si era sviluppato dentro la serra. Il rodigino all’improvviso è svenuto, davanti agli occhi dei suoi colleghi, che hanno subito chiamato i soccorsi. Al loro arrivo a Grignano gli infermieri hanno capito che la situazione era molto complessa.Vani i tentativi di rianimare il 43enne, che è stato intubato e, a quanto risulta, non ha più ripreso conoscenza. Poi il trasporto all’ospedale, al reparto di Rianimazione. I medici del «Santa Maria della misericordia», terminata la visita, non hanno sciolto la prognosi. Le condizioni di Riccardo Stevanin sono rimaste stabili fino al tardo pomeriggio, poi sono peggiorate. Nonostante i tentativi del personale del reparto di Rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Sulla base del primo rapporto stilato dallo Spisal dell’Usl 18 intervenuto a Grignano per i rilievi, la Procura ha aperto un fascicolo. Appare molto probabile, a questo punto, che nelle prossime ore venga disposta l’autopsia o qualche altro accertamento sul corpo della vittima. Molto conosciuto in città per la sua attività nel mondo del volontariato culturale e per la sua passione per il grande schermo, Riccardo Stevanin lascia i familiari e una sorella più grande. Dopo aver collaborato negli anni Novanta ad un periodico polesano e con una televisione locale occupandosi soprattutto di cinema, Stevanin aveva iniziato a organizzava eventi spesso legati alla proiezione di film, o incontri tematici su registi o scuole cinematografiche. Grande lettore, tanto che non era difficile trovarlo assorto in biblioteca all’Accademia dei Concordi, di recente aveva aderito con l’entusiasmo di sempre a «Cinegap», circolo cinefilo rodigino. Stando alle prime ricostruzioni della tragedia, l’uomo sembra dunque essere stato vittima del caldo torrido che dalla settimana scorsa stringe il Veneto in una morsa prevista almeno fino a venerdì.Antonio Andreotti25 agosto 2011 ROVIGOStevanin, è stata una fatalitàFilm e fumetti per ricordarloSembrano escluse responsabilità da parte del datore di lavoro. Il rodigino vittima di un colpo di calore mercoledì
Riccardo Stevanin, 43enne rodigino (archivio)NOTIZIE CORRELATE
Colpo di calore in serra, stagionale muore a 43 anniROVIGO — Una disgrazia. E’ quanto avrebbe stabilito lo Spisal dell’Ulss 18 riguardo al decesso di mercoledì sera di Riccardo Stevanin, il rodigino 43enne vittima di un colpo di calore mentre raccoglieva la frutta come stagionale a Grignano. Un’occupazione che aveva iniziato da pochissimi giorni, per intascare qualche euro. L’informativa trasmessa alla Procura ha spiegato che il rodigino stava raccogliendo delle pere sotto un filare di alberi. Al di sopra c'erano delle reti per riparare dalla grandine, elemento che sembra far propendere per una sostanziale assenza di responsabilità nell’accaduto da parte del datore di lavoro. Diverso sarebbe stato se Stevanin, che è svenuto intorno alle 16 dell’altro giorno, al momento del malore si fosse trovato dentro un ambiente surriscaldato e chiuso. Lo Spisal si appresta a verificare anche se Stevanin soffrisse di patologie cardiache, anche se i primi accertamenti non hanno fatto emergere niente del genere. Una volta svenuto, non ha più ripreso conoscenza. I suoi colleghi di lavoro hanno subito chiamato i soccorsi. Al loro arrivo a Grignano gli infermieri hanno subito capito che la situazione era molto complessa.I loro tentativi di rianimare il 43enne sono stati inutili, ed è stato necessario intubare il lavoratore che, a quanto risulta, non ha più ripreso conoscenza. Poi il trasporto all’ospedale, al reparto di Rianimazione. I medici del «Santa Maria della misericordia», terminata la visita, non hanno sciolto la prognosi. Le condizioni di Riccardo Stevanin sono rimaste stabili fino al tardo pomeriggio, poi sono peggiorate. Nonostante i tentativi del personale del reparto di Rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Il decesso è avvenuto alle 20.05. Questa, per lo meno, l’interpretazione sin qui disponibile della vicenda. Per ora, infatti, il magistrato di turno è orientato a disporre un esame esterno del corpo del 43enne, riservandosi ogni decisione per l’autopsia.Se, come appare quasi certo, l’esame autoptico non ci sarà il funerale si terrà sabato alle 9 alla chiesa di Santa Rita. Intanto, a Rovigo sono già stati avviati i primi contatti tra le associazioni culturali, come ad esempio l’Arci, e il circolo del cinema «Cinegap» frequentati da Stevanin per organizzare, a breve, una rassegna di film in suo onore. Inoltre anche l’altra grande passione del 43enne, il disegno dei fumetti, potrebbe trovare presto un omaggio pubblico attraverso gli amici. Come spiega Denis Maragno, presidente di «Cinegap»: «Riccardo stava lavorando proprio a un ciclo di proiezioni per settembre. Due film del regista inglese Mike Leigh, che amava molto, e due pellicole asiatiche. Il titolo sarebbe stato "La commedia umana". In queste condizioni, però, ci sembra giusto sospendere tutto». Stevanin, continua Maragno, «aveva iniziato a frequentarci come spettatore un paio di anni fa, poi il suo amore per il cinema lo aveva spinto a iniziare a collaborare con noi nell’organizzazione. Ricordo con piacere come la nostra vicinanza lo avesse coinvolto anche sul piano personale, rendendolo più aperto».Antonio Andreotti26 agosto 2011