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STORIA DEI PALAZZI DELLA CITTA' 02


Palazzo Angeli a Rovigo, fu edificato nel 1780 per volere dei conti Angeli di Rovigo, nell’omonima via dell’antica contrada di S. Rocco. Fautore del progetto l’architetto veronese Francesco Schiavi, che riuscì in questo edificio neoclassico a fondere l’eredità di Sanmicheli, di Palladio e gli stimoli dell’illuminismo veneto. La facciata lineare è interrotta nella zona centrale dei tre piani dal grande portale che ricalca l’adiacente palazzo Roncale. Il doppio cornicione del piano nobile esalta l’andamento orizzontale dell’edificio; al centro una balaustra sulla quale si aprono le finestre sovrastate da un timpano, dove spiccano sculture in bassorilievo intorno allo stemma con l’aquila bifronte, sorretto da quattro capitelli tra i quali sono collocate due formelle in bassorilievo. All’interno uno spazioso atrio, a destra uno scalone che da accesso ai piani superiori, ai piedi del quale è collocata una statua, allegoria della concordia; sulla balaustra due putti che rappresentano il genio della scultura e quello della pittura (è scomparso quello dell’architettura); le opere scultoree sono di Gaetano Mattoni. Le pareti del pian terreno e alcun e stanze di quello nobile sono affrescate con dipinti del veneziano Giovanni Battista Canal e rappresentano episodi della Gerusalemme liberata e storie mitologiche. Il pittore trasse a modelli le inquadrature architettoniche dello scenografo veneziano Antonio Mauri e gli stucchi di Basilio Serena. Nel corso dell’’800 soggiornarono nel palazzo illustri personalità: Carlo IV di Spagna, Francesco I d’Austria, l’imperatrice Alessandra Federowna, Francesco Giuseppe, Garibaldi, Umberto I come testimoniato dalle lapidi.